venerdi 14 giugno 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






israele.net Rassegna Stampa
26.05.2023 Negazione della storia e vittimismo sulla Nakba sono indice di patetica immaturità politica
Analisi di Fred Maroun, da Israele.net

Testata: israele.net
Data: 26 maggio 2023
Pagina: 1
Autore: Fred Maroun
Titolo: «Negazione della storia e vittimismo sulla Nakba sono indice di patetica immaturità politica»
Negazione della storia e vittimismo sulla Nakba sono indice di patetica immaturità politica
Analisi di Fred Maroun, da Israele.net

A destra: violenze palestinesi durante il "Giorno della Nakba"

Fred Maroun, Author at New Canadian Media
Fred Maroun

Ti piacerebbe se tuo nonno continuasse a non far altro che lamentarsi del fatto che perse una gamba decenni fa mentre guidava ubriaco e un pedone gli comparve davanti e lui dovette sterzare finendo contro un albero? E la cosa non sarebbe resa ancora peggiore se il nonno continuasse anche a fare commenti razzisti su quel pedone? Bene, è esattamente così che vedo l’infinita lagnanza palestinese sulla Nakba, e il loro incolparne gli ebrei. Si consideri l’ultima esibizione di lamentela e revisionismo storico che il presidente a vita dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ci ha appena ammannito alle Nazioni Unite. In quel suo ultimo discorso anti-israeliano, Abu Mazen ha paragonato gli israeliani ai nazisti e ha negato la storia ebraica a Gerusalemme. Soprattutto, ha negato qualsiasi responsabilità araba per la Nakba. Certo, ci sono state molte sofferenze palestinesi. Certo, ci sono stati profughi palestinesi (e un numero più o meno uguale di profughi ebrei). Certo, i palestinesi continuano a patire. Chiunque può vederlo e nessuno dovrebbe restare indifferente. Ma l’ipocrisia da far rizzare i capelli di Abu Mazen e dei suoi è che incolpano gli ebrei di tutto questo, come se il rifiuto arabo del piano di spartizione delle Nazioni Unite del 1947 e il tentativo arabo di cancellare Israele dalla carta geografica non fossero mai avvenuti. In effetti, devo correggere l’analogia con il nonno. Nella vera Nakba, il nonno non ha evitato di colpire il pedone. Ha cercato di investirlo! E il nonno è furibondo perché, contro ogni previsione, il pedone ha trovato il modo di fermare l’auto. Abu Mazen ha anche ribadito la sua pretesa di un “diritto al ritorno per milioni di profughi”. In altre parole, nella versione di Abu Mazen della soluzione a due stati ci sarebbero sì due stati arabi: ma uno arabo al 100% (judenrein) e l’altro con gli ebrei ridotti a un mal tollerata minoranza dopo che i discendenti (per illimitate generazioni) dei profughi palestinesi originari avranno inondato Israele, un paese dove non hanno mai messo piede e del quale evidentemente non sanno nulla visto che lo definiscono uno stato da apartheid. Per buona misura, Abu Mazen ha anche incolpato la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, sebbene entrambi sostengano una soluzione a due stati e abbiano tentato molte volte di promuoverla. Naturalmente non ha mancato di incolpare anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle finanze Bezalel Smotrich. Ma per quante critiche meritino questi politici, non sono loro che hanno creato i problemi dei palestinesi. Certo, Ben Gvir e Smotrich, e in una certa misura Netanyahu, non vogliono nemmeno sentir parlare di uno stato palestinese. Ma non erano loro al comando, quando Israele accettò la soluzione dei due stati (in particolare nel 1947 e nel 2000, ma anche in altre occasioni), mentre i palestinesi la rifiutavano. Anzi, a ben vedere questi politici sono in gran parte il risultato di decenni di rifiuto e di terrorismo palestinese. In gran parte sono un prodotto di Abu Mazen. Chi Abu Mazen non incolpa e non ha mai incolpato sono i suoi predecessori e i loro alleati arabi, che nel 1947 decisero che gli ebrei non avevano alcun diritto all’autodeterminazione e dovevano essere combattuti ad ogni costo. E, ovviamente, non incolpa mai il suo predecessore Yasser Arafat per aver rifiutato l’offerta di due stati fatta dal primo ministro israeliano Ehud Barak al vertice di Camp David del 2000. Abu Mazen e i suoi sanno che l’unico modo in cui può reggere la loro distorta versione della storia è ignorando totalmente quelle decisioni sbagliate, e l’unico modo in cui possono ignorarle è convincendosi che furono la naturale reazione di fronte a ebrei che stabilivano uno stato in un luogo dove non avevano alcun diritto di farlo. In altre parole, Abu Mazen deve negare tutta la storia ebraica in Terra d’Israele, il che spiega la sua ridicola negazione dei legami ebraici con il Monte del Tempio. Ma il numero di magia tentato da Abu Mazen non sorprende. La prevalente posizione palestinese è sempre stata quella di negare qualsiasi responsabilità palestinese o araba per il destino dei palestinesi, che è il motivo per cui non hanno ancora uno stato. Mentre gli ebrei hanno ripetutamente accettato dei compromessi (anche se con riluttanza) per risolvere il conflitto, i palestinesi non l’hanno mai fatto. La loro narrativa prevalente è sempre stata, e rimane, che gli ebrei sono degli alieni imperialisti occidentali senza alcuna storia in Terra d’Israele. La maggior parte dei palestinesi è del tutto incapace di esercitare l’auto-riflessione necessaria per vedere dove hanno sbagliato e cosa potrebbero fare di diverso per avere un futuro migliore. E’ molto più facile continuare a incolpare di tutto gli ebrei e reclamare dal resto del mondo commiserazione e soldi. La prevalente posizione palestinese è pateticamente immatura, e il loro presidente a vita Abu Mazen ne è specchio fedele.
(Da: Times of Israel, 18.5.23)

http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT