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israele.net Rassegna Stampa
23.05.2023 Tutte le ambasciate dovrebbero essere a Gerusalemme
Editoriale del Jerusalem Post, da Israele.net

Testata: israele.net
Data: 23 maggio 2023
Pagina: 1
Autore: la redazione di Israele.net
Titolo: «Tutte le ambasciate dovrebbero essere a Gerusalemme»
Tutte le ambasciate dovrebbero essere a Gerusalemme
Editoriale del Jerusalem Post, da Israele.net

Israele è l'unica certezza per la libertà di tutti a Gerusalemme | Focus On  Israel
Gerusalemme capitale di Israele

In un’intervista a Frontlines, il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen ha detto d’essersi fissato l’obiettivo di raddoppiare nel 2023 il numero di paesi con l’ambasciata a Gerusalemme. Quattro stati hanno già trasferito le loro ambasciate nella capitale mentre la Papua Nuova Guinea ha promesso di farlo quest’anno, il che significa che ce ne vogliono altri tre per raggiungere l’obiettivo di Cohen, il quale ha aggiunto che uno stato membro dell’Unione Europea prevede di rompere con il resto del blocco nei prossimi mesi e aprire la propria ambasciata a Gerusalemme. Degli stati dell’Unione Europea, quelli che hanno già uffici diplomatici nella capitale che potrebbero essere facilmente convertiti in ambasciate sono la Repubblica Ceca, l’Ungheria, l’Italia e la Slovacchia. Circolano voci insistenti secondo cui sarà l’Ungheria a fare la mossa, anche se finora il suo ambasciatore non ha né confermato né smentito. Oltre a questi paesi dell’Unione Europea, ve ne sono altri 10 con uffici diplomatici a Gerusalemme, e diversi di loro – per la maggior parte paesi africani come Malawi, Togo e Uganda – hanno promesso che sposteranno le loro ambasciate a Gerusalemme nei prossimi anni, dopo che gli Stati Uniti nel 2017 hanno annunciato la decisione di spostare la loro ambasciata nella capitale d’Israele. Nel quadro di questo sforzo diplomatico, in occasione della recente Giornata di Gerusalemme che celebra la riunificazione della città (dopo i 19 anni di occupazione giordana della parte est, con espulsione degli abitanti ebrei e distruzione delle antiche sinagoghe ndr), il Ministero degli Esteri israeliano ha tenuto una nuova cerimonia durante la quale sono state issate le bandiere di Stati Uniti, Guatemala, Honduras e Kosovo in segno di omaggio per la loro scelta di spostare le rispettive ambasciate a Gerusalemme. Gerusalemme “è il cuore pulsante del popolo ebraico da oltre tremila anni – ha ricordato il ministro Cohen – Chiedo al resto dei paesi del mondo di aprire le loro ambasciate a Gerusalemme”. Ha ragione. Non solo tutte le ambasciate in Israele dovrebbero trasferirsi a Gerusalemme, ma ai paesi le cui missioni diplomatiche rimangono a Tel Aviv (o in alcuni casi a Ramat Gan o Herzliya) dovrebbe essere ricordato quanto è assurda la loro ubicazione. Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico per millenni, meta di pellegrinaggi e luogo di preghiera per gli ebrei di tutto il mondo, anche durante i duemila anni di esilio durante i quali gli ebrei continuarono ad augurarsi ogni giorno “l’anno prossimo a Gerusalemme”. Anche se non si accettano argomenti religiosi, esistono numerose prove archeologiche schiaccianti che attestano migliaia di anni di vita ebraica nella città. Intervenendo alla Giornata della Nakba alle Nazioni Unite la scorsa settimana, il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha assurdamente sostenuto che non ci sono prove di un legame ebraico con la Città Vecchia di Gerusalemme. Due giorni dopo, l’Authority per le Antichità annunciava la scoperta di una “ricevuta” commerciale (con nomi e lettere ebraiche ndr) risalente all’era del Secondo Tempio, rinvenuta sulla Via del Pellegrinaggio di Gerusalemme che duemila anni fa collegava la Città di Davide al Monte del Tempio: semplicemente un’altra delle tante prove che attestano la rivendicazione storica degli storica sulla città. Il moderno stato d’Israele chiarì sin dall’inizio quale fosse la sua capitale spostando l’Assemblea Legislativa, la Knesset, da Tel Aviv a Gerusalemme già nel 1949 (appena raggiunto l’armistizio con i paesi arabi che, aggredendo Israele e occupando parte della città, avevano rifiutato e annullato la risoluzione Onu che voleva affidare Gerusalemme a un’amministrazione fiduciaria internazionale ndr). Da allora, Gerusalemme è stata la sede del Governo, della Corte Suprema, della Knesset, della Presidenza, della Banca d’Israele, dell’Ufficio del Primo Ministro e di quasi tutti i Ministeri del paese. Gli ambasciatori di tutti i paesi si recano a Gerusalemme per presentare le credenziali al Presidente, così come ogni volta che devono incontrare i rappresentanti del governo israeliano. Tutti i capi di stato e di governo che vengono in visita in Israele si recano a Gerusalemme per incontrare i loro interlocutori israeliani. Eppure tutti fingono che la capitale sia Tel Aviv (e molti giornalisti si adeguano ottusamente alla finzione, attribuendo falsamente a “Tel Aviv” le decisioni e le politiche di Gerusalemme ndr). Potrebbero obiettare che Gerusalemme è una città contesa e che non vogliono trasferirvi le ambasciate fino a quando il confine tra Israele e palestinesi non sarà definito. Allo stesso tempo, però, fanno una distinzione tra la parte ovest e la parte est della città, a popolazione prevalentemente araba. Nove paesi hanno un loro Consolato Generale a Gerusalemme che – nonostante si trovi in quello che si ostinano a ritenere in teoria un corpus separatum che non fa parte di alcun paese – servono funzionalmente la popolazione palestinese. A quanto pare, non vedono la contraddizione tra sostenere che la capitale d’Israele non può essere a Gerusalemme finché non ci sarà un accordo definitivo con i palestinesi, e allo stesso tempo trattare la città come se già ospitasse la capitale palestinese. In qualche modo, secondo loro, al momento Israele – al contrario dei palestinesi – non ha diritto a nessuna parte della città, né a ovest né a est. I nostri amici in tutto il mondo dovrebbero invece prendere atto della realtà. Nessun paese ha il diritto di dire a un altro paese dove collocare la sua capitale. La capitale di Israele non è Tel Aviv. È ed è sempre stata Gerusalemme, e possiamo dimostrarlo con le ricevute di duemila anni fa, letteralmente. Tutte le ambasciate dovrebbero semplicemente stare a Gerusalemme.
 (Da: Jerusalem Post, 19.5.23)

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