martedi` 21 maggio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






Italia Oggi Rassegna Stampa
26.10.2022 Periscopio 26/10/2022
A cura di Diego Gabutti

Testata: Italia Oggi
Data: 26 ottobre 2022
Pagina: 10
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «Periscopio 26/10/2022»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 26/10/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Russian TV presenter accused of inciting genocide in Ukraine | Russia | The  Guardian
Anton Krasovsky

Il suo fine era in qualche modo la perfezione, / e facile da intendere era la sua poesia; / conosceva ogni virgola dell’umana follia / e aveva per eserciti e flotte una passione. / Se rideva, amabili senatori ridevano, / e se piangeva, in strada i bambini morivano. W.H. Auden, Epitaffio per un tiranno.

Russia Today, emittente vicina al Cremlino, è stata costretta a sospendere un suo anchorman, Anton Krasovsky, che in tv aveva parlato di «bruciare e annegare i bambini ucraini». repubblica.it

Krasovsky – dice un post del Russian media monitor – «faceva [inoltre] commenti orribili sugli stupri dei soldati russi, e affermava che l’Ucraina non dovrebbe esistere e che gli ucraini che resistono alla Russia dovrebbero essere fucilati». tg24.sky.it

Krasovsky si scusa. La Stampa.

Sullo sfondo della campagna di propaganda condotta dai paesi occidentali, vorremmo sottolineare che la Federazione Russa non intende utilizzare armi nucleari in Ucraina. Né il ministero della difesa né la leadership del nostro paese hanno parlato della possibilità d’utilizzare tali armi. Vasily Nebenzia, rappresentante di Mosca all’Onu.

Useremo tutti i mezzi militari a nostra disposizione. Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi. Vladimir Putin.

Con le posizioni assunte a favore di Vladimir Putin e contro l’Ucraina e gli attacchi a Meloni, Berlusconi sembra candidarsi a essere non il garante moderato della credibilità internazionale del nuovo esecutivo, ma il suo picconatore. Massimo Franco, CorSera.

[Berlusconi] lo vota solo l’8% degli italiani e questa riposta dell’elettorato mi basta. Comunque ha quasi 90 anni, gli auguro di restare in buona salute. Volodymyr Zelensky (Lorenzo Cremonesi, CorSera).

Forza Italia pretende 12 sottosegretari: «Senza di noi il governo cade». Titolo di Repubblica.

In un’intervista a Repubblica Giorgio Mulè [di Forza Italia] mette nel mirino i ministri [di Forza Italia] Anna Maria Bernini e Antonio Tajani, titolari dei dicasteri di Esteri e Università, ma anche rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore del partito. Una doppia carica che a Mulè, ma soprattutto a Licia Ronzulli, non piace. ilriformista.it

Mi occuperò dei migranti e dei porti. Bloccheremo la legge Fornero e introdurremo la flat tax. Matteo Salvini, padrone in casa altrui, La Stampa.

Matteo si fa un governo suo. Titolo del Fatto.

Porto rancore. Titolo del Manifesto.

Se anche Meloni lo spostasse al Turismo, Salvini continuerebbe imperterrito a parlare di migranti con albergatori e bagnini. Nel caso gli togliessero la Guardia costiera, c’è da scommettere che le coste continuerebbe a guardarsele lui, da solo. Massimo Gramellini, CorSera.

È qui la festa? Jovanotti.

Urlate, saltate, menate gazzarra, / Rompete la sbarra – del muto dover. Giosuè Carducci, Feste e oblii.

Che opposizione può fare un Pd che già dalle prime ore dell’inizio della stagione meloniana è lì a riconoscere (seppur silenziosamente) che su alcuni temi (Ucraina, Russia, Europa, atlantismo) la distanza che ha con Meloni è inferiore rispetto alla distanza che ha con il M5s? Claudio Cerasa, il Foglio.

Laura Boldrini ha posto la questione che Giorgia Meloni, se vuol essere all’altezza del momento, deve cambiare il nome del suo partito da «Fratelli d’Italia» a «Fratelli e Sorelle d’Italia». Alessandro Sallusti, Libero.

Se il gabinetto Meloni fosse composto di Alessandro Magno, Federico il Grande, Camillo di Cavour, Pericle, Giulio Cesare, Otto von Bismarck e Nicolò Machiavelli, si può stare sicuri che la stampa avversa non avrebbe mancato di colpirlo perché costituito da personaggi di serie B, inetti, mediocri, sconosciuti. Marco Bertoncini, Italia Oggi.

Soltanto il tempo dirà se Giorgia Meloni – che ha modificato il nome del ministero dell’Agricoltura in «ministero della Sovranità alimentare», e sembra il ministero della pasta e della pizza – [si dia della] «sottoscritta» per inadeguatezza o per riflesso di sana modestia. Salvatore Merlo, il Foglio.

Nel giorno di Diwali, la festa più importante del calendario induista, quando si celebra la vittoria delle luci sulle tenebre, del bene sul male, della conoscenza sull’ignoranza, il Regno Unito ha il primo premier d’origine asiatica della sua storia: l’ex-ministro delle Finanze Rishi Sunak non avrebbe potuto trovare una data migliore per conquistare ad appena 42 anni Downing Street. Enrico Franceschini, la Repubblica.

Don Lorenzo Milani, lassù a Barbiana, si starà rigirando nella tomba dicendo più di qualche parolaccia, com’era suo costume quando si inalberava […] di fronte alla protervia e all’ignoranza di chi non vuole capire: ma come, se il Ministero dell’Istruzione è diventato anche quello del Merito, allora non è servito a niente tutto ciò che ho fatto? Eraldo Affinati, il Riformista.

È tornata la scuola di classe. Dal web.

Priore di Barbiana, uomo-simbolo della «contestazione» negli anni sessanta, Don Lorenzo Milani fu autore di quella Lettera a una professoressa che nel nostro paese ebbe fama non minore degli scritti di «Che» Guevara e Marcuse, o dei Pensieri del presidente Mao. Un libro-bandiera, adatto a essere impugnato e mostrato nei cortei più che ad essere letto e meditato: e infatti non furono molti, allora, quelli che s’accorsero che la mitica «Scuola di Barbiana» era una sorta di pre-scuola (o dopo-scuola) parrocchiale, dove un prete di buona volontà aiutava i figli dei contadini a conseguire un titolo di studio, e se non ci riusciva, incolpava i ricchi... Sebastiano Vassalli, la Repubblica (30 giugno 1992).

Ci sono preti che credono in Dio, preti che ne dubitano, preti che ti tolgono la fede, preti che ti fanno credere quello in cui loro non crederanno mai. Roberto Gervaso.

Immagine correlata
 
Diego Gabutti

italiaoggi@class.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT