venerdi 30 settembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






Italia Oggi Rassegna Stampa
20.07.2022 Periscopio 20/07/2022
A cura di Diego Gabutti

Testata: Italia Oggi
Data: 20 luglio 2022
Pagina: 10
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «Periscopio 20/07/2022»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 20/07/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Zelensky sfida Putin: «Non cederemo alla Russia nessuna delle nostre terre»  - Giornale di Sicilia
Vladimir Putin

Il fronte russo è in fiamme. Stanno bruciando decine di magazzini e depositi. Ma in realtà a bruciare è l’offensiva russa. È in fiamme la strategia staliniana adottata dai generali: avanzare grazie alla carne da cannone, mandando avanti un muro di fuoco e colpire a ventaglio disordinatamente, senza mirare. Yulia Latynina, La Stampa.

Al mondo Stalin era il solo vero filosofo. Fosse stato almeno ancora in vita qualcuno del genere di Kant o, che dire, di Spinoza, ma sì, magari anche un filosofo borghese... Telefonare a Berija? Ma quello non capiva un accidente. Aleksandr Solženicyn, Il primo cerchio.

Certo che sono un democratico. Vero e assoluto. Ma il problema, sapete qual è? Che ci sono soltanto io. Altri così nel mondo non ne esistono. Da quando si è spento il Mahatma Gandhi, non c’è più nessuno con cui possa parlare. Vladimir Putin.

Se Kiev attacca la Crimea, sarà la fine del mondo. Dmitry Medvedev, ex presidente russo, putiniano di ferro.

La grande armata russa ha già perso almeno 50mila soldati, tra morti o feriti, dall’inizio della guerra giunta al suo 144esimo giorno, caratterizzato da massicci ed intensi raid e attacchi missilistici, in particolare sul fronte sud-orientale. Il capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito ha stimato che le forze russe abbiano perso oltre il 30% della loro efficacia nei combattimenti sul campo. larepubblica.it.

Se volessi le truppe russe potrebbero essere in due giorni non solo a Kiev, ma anche a Riga, Vilnius, Tallinn e Varsavia o Bucarest. Vladimir Putin.

Quando mai noi russi abbiamo mentito? Sergej Lavrov, ministro degli esteri russo (Max Del Papa, Italia Oggi).

Il bollettino quotidiano diffuso dall’intelligence militare britannica dedica ampio spazio al Gruppo Wagner, organizzazione di mercenari agli ordini di Yevgeniy Prigozhin. «Wagner», che ha avuto «quasi certamente» un ruolo centrale nei combattimenti a Popasna e Lysyschansk, «sta abbassando gli standard di reclutamento, con detenuti e persone già inserite in lista nera». Inoltre, si legge ancora, questo è un momento in cui il Cremlino sta sostituendo diversi comandanti: ciò «probabilmente» alimenta i rancori tra mercenari e forze regolari, con «un impatto negativo» sul morale delle truppe. Gabriele Carrer, HuffPost.

«Gde Marina?» Dov’è Marina? Non si hanno più notizie di Marina Ovsjannikova, l’ex giornalista di Pervie Kanal, primo canale, protagonista lo scorso marzo d’una clamorosa irruzione durante il tg della sera con un poster pacifista. «È stata arrestata» […] si legge sul suo canale Telegram accanto ad alcune foto che la ritraggono mentre due agenti di polizia la allontanano da una bicicletta e la scortano verso un cellulare. Rosalba Castelletti, la Repubblica.

Mr. Biden torna a casa dal Medio Oriente, e dopo molti baci e abbracci da parte degli israeliani, non si può dire che il mondo arabo abbia conferito un serto d’alloro alla dichiarazione di Gedda: «Siamo in Medio Oriente per restare». Una dichiarazione che rovescia la politica degli ultimi anni, col penoso picco della fuga dall’Afghanistan e che striscia fin dai tempi di Obama, col ritrarsi da Libia e Siria. Fiamma Nirenstein, il Giornale.

Appena tre giorni dopo la fine della visita del presidente statunitense in Israele e Arabia Saudita, il leader del Cremlino Vladimir Putin vola a Teheran, dove terrà il suo quinto incontro con la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e un vertice a tre con l’omologo iraniano Ebrahim Raisi e il turco Recep Tayyip Erdogan. Castelletti e Colarusso, la Repubblica.

Come osservò Franklin Delano Roosevelt, con una frase che a suo tempo è stata citata anche da Putin, «quando la pace viene infranta in un luogo qualunque, la pace di tutti i paesi è in pericolo ovunque». Sabino Cassese, il Foglio.

Auguro al popolo italiano un governo che si occupi di risolvere i problemi creati dai suoi predecessori e che smetta di servire gli interessi americani. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo.

Il Papeete di Draghi: si è sfiduciato da solo. Titolo del Fatto.

Di Maio rammenta che, senza di Lui, «la siccità sarà un problema per imprese e agricoltori». Poco importa se è una delle tante disgrazie arrivate con Draghi: basta lasciar lì Rain Man [Rain Man?] e, a un suo cenno, piove di sicuro. Marco Travaglio, il Fatto.

I 5stelle sono un partito eversivo e la peggiore catastrofe politica capitata all’Italia dai tempi degli anni di piombo, con la differenza che il terrorismo non è mai andato al potere mentre Conte, Di Maio, Raggi, Toninelli e Fofò dj sì. Christian Rocca, Linkiesta.

Grillo gli ha dato dell’«inadeguato» e lui ha fatto finta di niente. Chiede che i ministri M5s nel governo si dimettano. Costoro lo mandano a quel paese. E Conte dice che a loro non ha mai chiesto nulla. Diritto & rovescio, Italia Oggi.

Il biglietto da visita su Facebook è questo: «Ucraina e pandemia stessa strategia». Lui è Andrea Nanetti, già Lega e Pdl, presidente di un circolo di Fratelli d’Italia a Correggio (Reggio Emilia). «Sempre a destra», rivendica lui, che sui social si rivolge a quelli che definisce «ingenui» che «ancora credono ai bombardamenti». Rosario Di Raimondo, repubblica.it.

Arriverà [anzi, addavenì] il giorno del giudizio. Giorgia Meloni.

Guardiamo le fotografie dei [gay] pride: stracci orrendi, cuoio sadomaso, sorrisi radiosi, tripudio di gestualità [e soprattutto] offese gravi alla religione del popolo. […] Il cristianesimo non è una religione per mammolette o mezze seghe. […] Noi dovremmo rifiutarci di sostenere con le nostre tasse la blasfemia, anche a costo di trovarci nel Colosseo a discutere con i leoni. Silvana De Mari, La Verità.

Più stupido che malvagio, l’orgoglioso fa pietà. Proverbio svedese (da Selma Lagerlöf).

[Mai dimenticare che] anche gli eroi vanno di corpo, anche i santi fanno pipì. Roberto Gervaso.

Immagine correlata
Diego Gabutti

italiaoggi@class.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT