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Italia Oggi Rassegna Stampa
04.06.2022 Periscopio 04/06/2022
A cura di Diego Gabutti

Testata: Italia Oggi
Data: 04 giugno 2022
Pagina: 10
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «Periscopio 04/06/2022»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 04/06/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Report, Salvini e Putin: imbarazzante - Politica Insieme
Matteo Salvini con Vladimir Putin

Iersera, nel giornale c’ho comprato, / ho visto un bell’articolo di fondo. / Non c’era niente, ma non vi nascondo / che l’affare m’ha molto interessato. / Che, quando leggo dei pensieri in bianco, / trovo che son d’accordo e non mi stanco. Ettore Petrolini, Venite a sentire.

I messaggi diffusi dalla macchina propagandistica russa in Occidente perseguono diverse finalità. Alcuni hanno lo scopo di creare un’immagine positiva della politica interna ed estera russa mascherando la loro reale natura. Altri mirano a spargere sfiducia e ostilità nei confronti di Stati Uniti, Nato, Ue, establishment, élite e sistema mediatico. Un terzo tipo di messaggi è finalizzato a estremizzare le divisioni interne ai Paesi occidentali. Negli Stati Uniti le operazioni disinformative russe hanno tentato di rafforzare sia i movimenti neri radicali che i suprematisti bianchi, al fine di incitarli a venire allo scontro. Bigazzi, Fertilio e Germani, Bugie di guerra.

Fu Lord Northcliffe, proprietario del Daily Mail, a fornirci uno dei princìpi cardine del giornalismo quando pronunciò le parole: «La notizia è ciò che alcuni vogliono nascondere, tutto il resto è pubblicità». Ian Sample, Higgs e il suo bosone.

Noi ci scrocchiamo l’un l’altro le sigarette e correggiamo le nostre astruserie cifrando in formule d’animalesca codardia la grande, possente nozione di classe. La paura animalesca picchia sui tasti delle macchine da scrivere, la paura animalesca fa correzioni arzigogolate su fogli di carta igienica, stende delazioni, infierisce su chi è già riverso a terra, chiede la pena di morte per i prigionieri. Osip Mandel’štam, Quarta prosa.

Da piccolo operatore di pace, da capo di famiglia, da capo di partito, che dovevo fare invece di cercare la pace a nome dei governatori, dei sindaci e dei milioni di cittadini che ho l’onore di rappresentare? Giocare a burraco? Matteo Salvini.

«Farei a Matteo Salvini una domanda», dice Andrius Kubilius, eurodeputato del Ppe e due volte primo ministro della Lituania. «Se vivesse nel 1945, andrebbe a parlare con Adolf Hitler?» Angela Mauro, HuffPost.

Putin è un tiranno vintage: il suo habitat è il secolo breve, il Novecento, l’età dei Führer, dei Grandi Timonieri. È un Neanderthal della tirannia: agita la clava e cammina curvo, circospetto, sguardo a destra, sguardo a sinistra, temendo le imboscate dei compagni d’armi, tanto più infidi quanto più acquiescenti, piuttosto che gli agguati delle tribù nemiche. Per questo esce dalla caverna e mostra i denti a chi non ha l’aria di potersi difendere: tira una randellata a nuora, il nemico esterno indifeso, affinché suocera intenda. Resta da vedere se il nemico esterno è davvero così indifeso, e se la suocera non intenda questa prova di forza come un segno di debolezza. Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Il cremlinologo dev’essere prima di tutto criminologo, essersi bene esercitato in profonda psicologia criminale. Guido Ceronetti, Pensieri del tè.

Le Considerazioni finali di Ignazio Visco, Governatore di Bankitalia, sono un’ode alla globalizzazione. […] Dopo la Guerra Fredda il mondo è più popoloso ma contemporaneamente più ricco, con grandi aree del globo terrestre che hanno visto quasi azzerare la povertà estrema. Un piccolo miracolo che però ora è messo in crisi dal ritorno al passato verso cui ci sta spingendo tutti Vladimir Putin. Gianni Del Vecchio, HuffPost.

Vi dico la verità. Il 12 giugno pensavo di andare al mare, invece ci chiedete di pronunciarci sul referendum. A questo giro mi viene chiesto un parere su qualcosa che non so tanto bene. Per chi ci avete preso? Per 60 milioni di Giuliani Amati? Siamo forse dei Perry Mason? Pensate che la mattina sul water leggiamo il manuale di diritto costituzionale? Luciana Littizzetto, Che tempo fa.

È la linea «littizzettiana» fatta propria dal Pd e dal Movimento 5 stelle, per la quale questa è roba troppo difficile per voi cittadini ignoranti. Mario Lavia, Linkiesta.

Ad Atene l’amministrazione della giustizia era arbitraria: i giudici erano corruttibili, i poveri soffrivano. Questo causò disordini e Dracone emanò nuove leggi, che furono affisse nella piazza del mercato. Le punizioni minacciate erano così terribili che ebbero l’effetto contrario, causando ribellioni violente. L’idea di Dracone era giusta, ma nella storia le buone intenzioni hanno sempre portato al peggio. Solone, più mite e più saggio, abrogò le leggi draconiane. Von Schirach e Kluge, La gentilezza della ragione.

La sentenza che ha condannato l'ex moglie di Johnny Depp, Amber Heard, nella causa per diffamazione intentata contro di lei dall'attore, potrebbe avere ripercussioni che vanno ben oltre l'aula giudiziaria. Già due settimane fa il New York Times scriveva che questo processo potrebbe decretare la morte definitiva del MeToo. Arianna Farinelli, la Repubblica.

E stasera, che cosa abbiamo al teatro dei burattini? Il lager, il bunker, il killer, il racket, l’escalation, il commando, e il boss. Grazie al cazz? E inoltre: il battage, la bagarre, l’impasse, la kermesse, la querelle, l’affaire, l’ukase, il j’accuse, il summit, l’exploit, il diktat, il leitmotiv, e naturalmente il solito derby. Anche spesso un Gotha, un Barnum, un Baedeker, un Guinness. Ah, quanta strada ha fatto il Bel Paese dal brodo di giuggiole al brodo di cultura. Alberto Arbasino, In questo stato.

Su De Mita, inutile negarlo, pendeva un pregiudizio antimeridionale. «Intellettuale della Magna Grecia», disse Agnelli. «C'è una parola di troppo: la Grecia» chiosò Montanelli. Che aggiunse: «Non mi piacciono né lui, né Craxi. Ma Craxi si sveglia a Milano, e ha una visione del mondo. De Mita si sveglia a Nusco, e ha la visione dei caciocavalli appesi». Aldo Cazzullo, CorSera.

Certe prediche fanno venir voglia di commettere i peccati che condannano. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

italiaoggi@class.it

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