domenica 26 giugno 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Studioso islamico Usa: parole di odio contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Italia Oggi Rassegna Stampa
07.05.2022 Periscopio 07/05/2022
A cura di Diego Gabutti

Testata: Italia Oggi
Data: 07 maggio 2022
Pagina: 10
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «Periscopio 07/05/2022»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 07/05/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Vi racconto chi è (e che cosa pensa) Aleksandr Dugin - Startmag
Aleksandr Dugin

L’immagine di Putin in versione «clown gay» non deve essere pubblicata e non deve più circolare. Le autorità russe hanno ufficialmente messo al bando il disegno che – in segno di protesta contro l’omofobia – mostra il presidente russo truccato da ambiguo pagliaccio. Il fotoritocco entra nella lista di oltre 4.000 immagini che è vietato diffondere. Marta Serafini, Corsera.

In Russia i gay sono su tutte le tv, nell’arte e nel design. Non ci sono pressioni, soltanto limitazioni nell’esibizione pubblica vicino alle scuole, per i bambini. Evgeny Utkin, Di martedì.

Non entrerò mai in politica perché faccio già il comico. Jerry Lewis, Dean & Me.

Che le unioni omosessuali siano più gravi dei bombardamenti […] e che la nostra sia la civiltà dell’Anticristo in Russia lo credono in molti. Lo credono anche qui da noi non pochi cattolici (ben oltre la consueta platea dei tradizionalisti) e lo pensano comunque tanti italiani (non a caso Dugin dice che la Russia contava sull’appoggio di un paio di nostri partiti che negli ultimi anni hanno fatto il pieno nelle urne). È una guerra, questa, fra due mondi. Uno che crede in cose sbagliate, un altro che non crede più a niente. Michele Brambilla, QN.

Quando Salvini era un populista di destra e i Cinque stelle populisti di sinistra, e quando potevano accordarsi tra loro, l’Italia aveva una possibilità storica. Aleksandr Dugin, filosofo slavista, ADNkronos.

[OK.] Non abbandoniamo l’idea che la ragione possa prevalere sulla forza e che la guerra debba finire quanto prima a un tavolo negoziale. Ma ricordiamo anche, come dicono i diplomatici, che per ballare il tango bisogna essere in due (it takes two to tango). Michele Valensise, HuffPost.

Basta porsi questa domanda: se la guerra è possibile anche sul suolo europeo, quanto è probabile che dall’oggi al domani scoppi un conflitto tra la Spagna e l’Inghilterra, o tra la Francia e la Germania? Se simili guerre sembrano impossibili, è segno che l’eccezione ha un solo nome: Russia. Gianni Pardo, Italia Oggi.

Il pacifismo è una delle forme di pensiero più meschine e porta alla guerra totale. [Perciò] Tolstoj non è molto popolare nella Russia moderna. Ha chiesto il rifiuto della Chiesa e della monarchia, che ha portato sofferenze mostruose ai russi nel XX secolo. […] Tutto questo era perfettamente previsto da Dostoevskj, che a differenza di Tolstoj è una guida per la nostra società nel suo mistico e radicale patriottismo russo. Ancora Aleksandr Dugin, filosofo slavista (Lorenzo Guadagnucci, QN).

Dostoevskij era un irriducibile bugiardo, pace all’anima sua. Una volta, camminando per Firenze, mi sono imbattuto nella casa dove aveva vissuto. Da qui spediva in Russia lettere disperate in cui piangeva continuamente miseria. Ora, lui viveva di fronte a Palazzo Pitti, cioè, usciva di casa, attraversava Ponte Vecchio ed era lì, di fronte a Palazzo Pitti. Iosif Brodskij (Solomon Volkov, Dialoghi con Iosif Brodskij).

L’idea di una nazione organismo vivente, che è fondata non sulla legge ma sulla religione, di una società originaria non corrosa dall’individualismo e dal libero mercato è la stessa di papa Francesco. Loris Zanatta, ordinario di storia latino-americana (Alessandra Ricciardi, Italia Oggi).

Foto di gruppo di scolaresca con Putin. Il leader è in seconda fila e i ragazzi gli fanno corona. C’è però un giovane che gli si trova proprio davanti nascondendogli il volto. Putin lo capisce, prova a far capoccella ora di qua, ora di là. A questo punto un braccio afferra bruscamente il ragazzo, lo spinge a lato e sposta una ragazza molto bassa davanti, anzi sotto Putin. Che con un mezzo sorriso se ne compiace. Filippo Ceccarelli, Lì dentro.

In questo paese le persone che si occupano di politica internazionale sono davvero poche. Ci conosciamo tutti. Quando spuntano fuori persone che non hai mai visto né sentito viene spontaneo chiederti: ma questi dov'erano prima? che facevano? Non so dire né potrei mai insinuare che Pinco Panco o Sempronio è stato pagato da [qualcuno]. Dico semplicemente che ci sono tanti sedicenti esperti che stanno spuntando come funghi facendo sorgere delle domande. Nathalie Tocci (Giulia Belardelli, HuffPost).

Gente di scarso intelletto e di inesistente patriottismo (oltre ai tanti che hanno beneficiato dei quattrini di Putin o hanno fatto affari con lui) si sta sbracciando per soccorrere il despota di Mosca e il suo sistema di potere mafioso. Domenico Cacopardo, Italia Oggi.

Un mondo di ignoranti molto ben preparati. Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere.

Che cosa sarebbe successo se a un concerto si fosse esibito un gruppo musicale neofascista, con tanto di camicie nere croci celtiche e magari anche uncinate? Un gruppo che esalta le stragi nere: Piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus? […] Un simile gruppo non sarebbe neppure riuscito a esibirsi. E giustamente. Ma altrettanto giustamente si sarebbe dovuto impedire di salire sul palco agli imbecilli del gruppo P38-La Gang che il primo maggio a Reggio Emilia, a una festa organizzata dall’Arci, hanno suonato e cantato incappucciati e anonimi inneggiando alle Brigate Rosse e all’omicidio di Aldo Moro. E invece niente, tutto bene. Michele Brambilla, QN.

Naturalmente ho presentato le mie opinioni in modo tale che, se anche le cose andassero al contrario, avrei pur sempre ragione. Marx a Engels, 15 agosto 1857.

I danni prodotti dalla disonestà intellettuale sono assai più gravi di quelli prodotti dal furto d’un bene materiale. Roberto Gervaso.

Immagine correlata
Diego Gabutti

italiaoggi@class.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT