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Italia Oggi Rassegna Stampa
06.01.2022 Ecco come la Turchia usa la crisi dei migranti
Analisi di Tino Oldani

Testata: Italia Oggi
Data: 06 gennaio 2022
Pagina: 4
Autore: Tino Oldani
Titolo: «I barconi dei migranti illegali ora arrivano anche dalla Turchia, un traffico che Erdogan usa per scopi economici e geopolitici»
Riprendiamo da ITALIA OGGI, oggi 06/01/2022, a pag. 4, con il titolo "I barconi dei migranti illegali ora arrivano anche dalla Turchia, un traffico che Erdogan usa per scopi economici e geopolitici", l'analisi di Tino Oldani.

Erdogan non ha piu una Lira, la Turchia sprofonda nella crisi economica
Recep T. Erdogan

Gli ultimi sbarchi di migranti clandestini sono avvenuti in Calabria e in Puglia. Alcuni tg, nel darne notizia, hanno disegnato anche la rotta marittima seguita dai barconi dei trafficanti, indicando la Turchia come punto di partenza. Una novità. Questa rotta è infatti più lunga di quelle che partono dalla Libia e dalla Tunisia verso Pantelleria e la Sicilia, più pericolosa in caso di mare mosso. Eppure, è una rotta in forte crescita, tanto è vero che nel 2021 ha registrato un aumento del 200 per cento degli sbarchi. Un trend passato sotto silenzio, oscurato sui media dal clamore suscitato dai muri di filo spinato alzati da Polonia ed Estonia contro i migranti asiatici, per lo più afghani, usati come vendetta politica contro le sanzioni Ue dal dittatore della Bielorussia, Aleksandar Lukashenko.

La rotta turca, però, non è da meno come arma di pressione geopolitica, e merita attenzione. Tra le cause dell'impennata della rotta turca, la prima risiede nella nuova politica messa in campo dal governo della Grecia, che ora attua un respingimento sistematico dei migranti in arrivo dalla Turchia e dalle sue isole: le imbarcazioni intercettate dalla guardia costiera greca vengono fermate armi in pugno e riaccompagnate al punto di partenza. Una seconda spiegazione, stando alle indagini aperte dalle procure antimafia di Reggio Calabria e di Catanzaro, risiede nella rapidità con cui la mafia turco-ucraina, preso atto dei respingimenti greci, ha dirottato le sue imbarcazioni verso la Puglia e la Calabria. Un traffico lucroso, con centrali operative a Istanbul e ad Ankara, che stando alle indagini giudiziarie italiane sono ben dotate sul piano finanziario e addirittura tutelate dal regime di Recep Tayyip Erdogan, che se ne serve per vari scopi: dirottare verso paesi Ue i migranti in arrivo dall'Asia e dal Medio Oriente, soprattutto afghani in questa fase; quindi, usare questi disperati come arma di pressione sull'Unione europea, con l'obiettivo sottinteso di replicare il colpaccio finanziario che gli riuscì nel 2015, quando convinse Angela Merkel a versare alla Turchia 6 miliardi di euro, peraltro messi a carico dei paesi Ue, per trattenere i migranti siriani, impendendo loro di andare in Germania. Su questo uso dei migranti come nuova arma strategica, Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, ha svolto di recente una documentata relazione alla Camera. La sua tesi è che il 2021 ha rilanciato su vasta scala l'immigrazione illegale, con il risultato che, mentre nel resto d'Europa si costruiscono muri, l'Italia è diventata «il ventre molle» dell'Ue.

Basti pensare, ha aggiunto, all'enorme clamore suscitato sui media europei dai 23 mila clandestini giunti nell'Ue attraverso il fianco est (Polonia e paesi baltici), mentre ben poca attenzione è stata riservata agli oltre 67 mila migranti sbarcati in Italia, il triplo. «Negli ultimi mesi, ben 13 paesi Ue su 27 hanno chiesto alla Commissione Ue di Bruxelles di finanziare la costruzione di muri per fermare i clandestini», ricorda Gaiani. «L'Ue non ha accolto tale richiesta, ma neppure l'ha censurata». Di fatto, di fronte all'emergenza migranti, ogni paese Ue si muove per conto proprio. Così la Grecia può fare i respingimenti in mare. Idem la Polonia e l'Estonia con i muri. E altrettanto la Francia, che ha lanciato un altolà chiaro ai paesi africani: Parigi non accetterà più immigrati legali da quei paesi che continueranno a mandare clandestini, e rispedirà questi ultimi nel paese d'origine. Guarda caso, dopo la chiusura francese, si sono moltiplicati gli sbarchi in Italia dei tunisini, ben 16 mila nel 2021, tutti migranti economici, in quanto provenienti da un paese che non è in guerra. Nel loro caso, la legge italiana prevede il rimpatrio, ma fino- ra, complice la burocrazia, solo 3.500 di tutti i tunisini arrivati negli ultimi anni sono stati riportati nel loro paese. A fare dell'Italia il ventre molle dell'Europa, sostiene Gaiani, hanno contribuito anche altri fattori. Tra questi, l'inazione del ministero dell'Interno, che ha svuotato i decreti sicurezza di Matteo Salvini, e la recente archiviazione del «raso Rackete», la giovane comandante di una nave Ong tedesca, assolta da ogni ipotesi di reato: «La sentenza sembra indicare che chiunque voglia portare in Italia immigrati clandestini è giustificato a speronare mezzi dello Stato e mettere a repentaglio la vita di militari italiani. Inoltre, la decisione dei giudici contesta il diritto internazionale, negando la Libia come porto sicuro nonostante l'area marittima di competenza di Tripoli per la ricerca e soccorso sia riconosciuta a livello internazionale, così come per il governo libico ad interim, mentre a Tripoli sono presenti le agenzie delle Nazioni Unite Oim e Unhcr che si occupano di immigrati illegali».

Dettaglio curioso, segnalato da Gaiani nel convegno: a Tripoli, la Guardia costiera libica si avvale di numerose corvette regalate dall'Italia, ma oggi i suoi referenti non sono più italiani, ma turchi, poiché è la Marina militare turca che ha preso il controllo del suo addestramento, a seguito del contributo militare decisivo dato da Erdogan a Tripoli nel conflitto interno contro la Cirenaica di Khalifa Haftar. Per questo, anche il flusso dei migranti clandestini provenienti dalla Libia verso l'Italia può dirsi ormai controllato dalla Turchia. Un paese militarmente forte, membro della Nato, ma economicamente in ginocchio e bisognoso quanto mai di aiuti: l'inflazione è al 36%, la lira turca si è svalutata del 40% nel 2021 e Goldman Sachs prevede che l'inflazione salirà al 40% nel primo trimestre di quest'anno, divorando il potere d'acquisto dei salari. Lo scontento sociale è enorme, mentre l'opposizione politica in galera. Ma l'Ue accetterà di salvare Erdogan, pur di usare la Turchia come muro una seconda volta? In caso contrario, l'Italia riuscirà a decidere tra l'essere il ventre molle o la difesa della propria sovranità?

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