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Italia Oggi Rassegna Stampa
07.12.2021 Germania orfana di Angela Merkel
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 07 dicembre 2021
Pagina: 13
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «C'è già nostalgia della Merkel»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 07/12/2021, a pag.13 con il titolo "C'è già nostalgia della Merkel" il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

Angela Merkel - Open
Angela Merkel

La Germania orfana di Frau Merkel tra Russia e Usa, mentre si aggrava la crisi per l'Ucraina. Stasera si parlano Putin e Biden in un incontro virtuale per scongiurare il peggio, ma si rimane pessimisti. Al tempo del Muro fino al 1989, quando la situazione si faceva grave in qualche parte del mondo, a Cuba o in Oriente, si accendeva una spia rossa nella metropoli tedesca, per segnalare l'allarme e per distogliere l'attenzione dal vero problema. Quel che era Berlino è oggi l'Ucraina, che continua a venire usata da est e ovest come una pedina strategica, senza curarsi della popolazione. Nessun leader occidentale ha parlato con Putin più di Angela Merkel. I due non si amavano ma si capivano, ognuno parlava la lingua dell'altro, capire il russo o il tedesco serve a intuire come pensa l'interlocutore. Ma che lingua parla la verde Annalena Baerbock, da domani ministro degli esteri? Certamente, la politica estera come in passato sarà decisa dal Cancelliere, ma Olaf Scholz non potrà impedire a Frau Annalena di aprir bocca. E la giovane verde provoca già danni. Il Washington Post ha rivelato che la Russia si prepara a invadere l'Ucraina, a gennaio con un esercito di 175mi1a uomini. La Bild Zeitung è arrivata a rivelare il dettagliato piano di attacco. Tornano in mente le accuse a Saddam Hussein pronto a usare armi di distruzione di massa. Una menzogna, come ha ammesso poi Tony Blair. In questi giorni, i satelliti hanno rilevato movimenti di truppe e di panzer russi sul confine, come è avvenuto in passato. È la risposta di Mosca al tentativo di Biden, ispirato da Obama, di far entrare l'Ucraina nella Nato. Putin ha chiesto una garanzia agli Usa, ricordando la promessa di Bush padre al momento della riunificazione delle Germanie che l'Alleanza Atlantica non si sarebbe allargata a Est, promessa ripetuta nel `98 da Clinton. Basta osservare una carta geografica per controllare quanto è avvenuto: la Nato è giunta alle porte di Mosca. Quando Obama, nel 2014, chiese o volle imporre, che l'Ucraina entrasse nella Unione europea, che è anche un alleanza militare, Putin reagì prendendosi la Crimea, mise sotto scacco il presidente americano, e iniziò la guerra civile in Ucraina. Obama espulse Putin dal G8, nonostante la Merkel cercasse di fargli capire che per risolvere una crisi, in Siria o in Ucraina, è necessario parlare con l'avversario. La partita è complessa. Si è accesa la spia in Ucraina perché sale la tensione tra Cina e Stati Uniti. Il China Military, l'unico sito in inglese di Pechino, ha lanciato un avvertimento a Putin: stai attento, gli americani forniscono armi a Kiev. Come dire, in Europa giochiamo anche noi. E giunge pronta la reazione di Frau Baerbock: bisogna cambiare politica con la Cina, ha dichiarato in un'intervista alla Taz, usare metodi duri, giungendo anche a bloccare in parte le importazioni, e a boicottare le Olimpiadi invernali a Pechino. Una dichiarazione pericolosa: gli scambi commerciali con la Cina sono vitali per l'economia tedesca. Ed è giunta subito la risposta di Pechino: sia prudente la signora. Anche il leader dei verdi, Robert Habeck, che diventa vince Cancelliere, ha proposto di aiutare l'Ucraina fornendo armi difensive. Quali sarebbero? I verdi stanno bloccando l'entrata in servizio del Nord Stream, il gasdotto del Baltico, obbedendo ai desideri degli Usa. Ma i tedeschi e gli europei hanno bisogno del gas russo, e la Russia di valuta. Legare Putin all'Europa occidentale eviterebbe un suo ulteriore avvicinamento alla Cina. A pagare il prezzo sono gli ucraini. Prima dell'intervento di Obama, Kiev stava per ottenere rapporti con Bruxelles, come quelle con la Turchia: le condizioni sociali sarebbero migliorate pur senza entrare nella Ue, e provocare le reazioni di Mosca. E le sanzioni contro Mosca, come sempre senza effetto, continuano a essere pagate dall'Europa, soprattutto dalla Germania e dall’ltalia. Olaf Scholz è un politico avveduto, anche se non ha il carisma di Frau Angela. Si è affrettato a assicurare al presidente cinese Xi che non cambierà la politica di Frau Merkel verso Pechino, ma riuscirà a far ragionare i verdi senza provocare una crisi di governo?

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