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Italia Oggi Rassegna Stampa
21.09.2021 Carlo Benigni: 'Da Israele la ricerca più avanzata sul Covid'
Lo intervista Francesco Rao

Testata: Italia Oggi
Data: 21 settembre 2021
Pagina: 10
Autore: Francesco Rao
Titolo: «Covid, perché è peggio coi vecchi»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 21/09/2021, a pag.10 con il titolo "Covid, perché è peggio coi vecchi", l'intervista di Francesco Rao a Carlo Benigni.

Carlo Benigni al vertice dell'Alleanza europea per Israele - La Guida - La  Guida
Carlo Benigni

Da Israele arriva l'annuncio di una scoperta scientifica che potrebbe aiutare a invertire il processo di invecchiamento delle cellule del sistema immunitario. Un filone di ricerca che si incrocia con la questione del Covid19, a cui come risaputo sono più esposte le persone anziane. Il Covid19 ha portato cambiamenti in molti settori, a partire dalle biotech dove è in atto una corsa internazionale all'innovazione per fornire soluzioni strategiche. Ed è stato appunto proprio in Israele, patria delle innovazioni nell'ambito delle biotecnologie, che gli scienziati del Technion-Israel Institute of Technology hanno fatto la scoperta in questione relativa al sistema immunitario. Questi scienziati infatti hanno trovato segnali ormonali specifici, prodotti dalle vecchie cellule B diventate cellule della memoria, che inibiscono il midollo osseo dalla produzione di nuove cellule B giovani, capaci di creare gli I ricercatori israeliani del Technion-Israel Institute of Technology, di Haifa, hanno trovato segnali ormonali specifici, prodotti dalle vecchie cellule B diventate cellule della memoria, che inibiscono il midollo osseo dalla produzione di nuove cellule B giovani capaci di creare gli anticorpi contro gli agenti patogeni che entrano nell'organismo anticorpi contro gli agenti patogeni che entrano nell'organismo. Questo significa che poiché le cellule B invecchiate della memoria sono molto longeve, con il passare degli anni si accumulano e nell'organismo non c'è spazio per nuove cellule B giovani in grado di riconoscere le novità patogene, come il Covid19. Questa è ritenuta una grande scoperta, perché nel tempo si possono trovare farmaci o trattamenti specifici per inibire uno degli ormoni specifici e far sì che il midollo osseo produca nuove cellule B.

Israel's Technion ranked #1 worldwide in digital education - ISRAEL21c
Il Technion-Israel Institute of Technology

Abbiamo chiesto un commento a Carlo Benigni, presidente della Unione Associazioni Italia-Israele, la cui missione è di combattere l'antisemitismo e l'antisionismo, promuovere una corretta informazione su Israele e lo sviluppo di scambi culturali, economici e turistici tra i due Paesi, e favorire l'informazione sulle innovazioni tecnologiche e scientifiche israeliane, denunciare e perseguire penalmente gli atti violenti di antisemitismo. «Israele», dice Benigni «è all'avanguardia della ricerca tecnologica, a partire dalla biotech. E questo è il risultato dell'eccellenza delle università e dell'apporto del know-how di scienziati immigrati da tutto il mondo. Ed è all'avanguardia in tema di start-up. È il risultato dell'impegno e lungimiranza della leadership politica, da Simon Peres a Benjamin Netanyahu, che negli ultimi vent'anni hanno trasformato la struttura economica di Israele, rendendola ipercompetitiva sul mercato internazionale». Nel corso della sua carriera come responsabile della comunicazione nell'ambito di fondazioni e grandi gruppi bancari italiani, Benigni ha accompagnato la sua attività professionale a un forte interesse per Israele. Giovanissimo si iscrisse al Partito Repubblicano, della cui Federazione Giovanile fu eletto segretario nazionale nel 1967. «Durante la guerra dei sei giorni ero stato molto colpito da questa frase di Ugo La Malfa: la libertà dell'Europa si difende sotto le mura di Gerusalemme. E con La Malfa ho avuto il privilegio di un rapporto di diretta collaborazione».

Il posizionamento dell'Unione Europea rispetto ad Israele, spesso troppo ambiguo, è una questione aperta. Prosegue Benigni. «I rapporti politici, economici e culturali di Israele con l'Italia sono ottimi e intensi; importante è la recentissima decisione del nostro Governo di non partecipare all'evento commemorativo del 20° anniversario della Conferenza di Durban, che aveva proposto un documento di sostanziale accusa a Israele di razzismo e di repressione dei palestinesi. Su tale documento si profilava la convergenza della maggioranza dei partecipanti ma, prima ancora che fosse messo ai voti, Israele e gli Stati Uniti ritirarono dalla Conferenza le proprie delegazioni.» «Resta però» prosegue Benigni « un problema di fondo: l'incoerenza da parte di molti Paesi, tra i quali il nostro, tra le dichiarazioni ufficiali pro-Israele ed i comportamenti nelle sedi diplomatiche internazionali, tra le quali le Nazioni Unite e l'Unesco; le condanne contro Israele per violazione dei diritti umani sono più numerose di quelle comminate a tutti gli altri Paesi messi insieme, e spesso l'Italia si è astenuta, a differenza di altri Paesi occidentali. L'Unesco era addirittura arrivata a negare l'ebraicità del Muro del Pianto».

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