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Italia Oggi Rassegna Stampa
06.08.2021 Obama e quei politici che scrivono senza leggere
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 06 agosto 2021
Pagina: 11
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «I politici non leggono, scrivono»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 06/08/2021, a pag.11 con il titolo "I politici non leggono, scrivono" il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

Obama, i discorsi più belli in un libro - Libri - ANSA.it
Il libro di Barack Obama (Garzanti ed.)

Mi sembra che siano scomparsi gli articoli in agosto su cosa leggano i politici sotto l'ombrellone. E già da tempo, prima che il Covid costringesse a rinunciare alle ferie. Tutti mentivano. Sulla sdraio, al mare o in montagna, si portavano tomi ponderosi, leggevano i classici, il romanzo più leggero era Guerra e pace. Nessuno confessava di gustarsi un bel giallo di Simenon, con l'alibi che lo pubblicasse Adelphi, o una spy story di John Le Carré. I politici non leggono, ma scrivono, non solo in Italia. Perché mai, si chiede la Süddeutsche Zeitung. Annalena Baerbock, la leader dei verdi, ha commesso diversi errori, ma il più grave, almeno a leggere le lettere degli elettori, è aver scopiazzato il suo libro/programma Jetzt, Adesso, su come cambiare la Germania appena giunta al potere. Perché lo ha fatto? Che bisogno c'era? Il saggio era giunto al decimo posto nella lista dei bestseller di Der Spiegel, molto attendibile, e l'ultima settimana è piombato al 19esimo posto, il penultimo. I libri dei politici vengono comprati, non sempre, ma vengono letti? Ho i miei dubbi. Secondo me non li leggono neppure i rivali. A parte, forse, i romanzi di Veltroni, un mago nel farsi pubblicità. Anni fa ha rinunciato a concorrere al Premio Strega, per fair play. Probabilmente, se avesse insistito, l'avrebbe pure vinto. Non ho mai letto le opere di Matteo Renzi, che strappa agli editori generosi anticipi. Come Massimo D'Alema. In realtà, se, dopo, le vendite sono inferiori alle aspettative, una parte dell'anticipo andrebbe restituita. Non avviene mai. In Italia si confonde la distribuzione con le vendite. I libri prenotati dai librai sono registrati come venduti, poi dopo qualche mese vengono rispediti indietro. Però, per onestà, ignoro se Renzi abbia venduto realmente oppure no. È probabile che il suo saggio sia stato acquistato online o in libreria. Ma è stato letto? Il primo volume delle memorie di Barack Obama, 44 euro, era giunto, secondo Der Spiegel, al primo posto, poi è sceso velocemente, e oggi è scomparso, non è più nemmeno tra i migliori venti. Non l'ho comprato, ho letto diverse critiche. L'ex presidente, a quanto pare, ricorda male, e non rivela niente di nuovo. Come è sempre avvenuto per i suoi colleghi politici. Nel lontano 1973, andai alla Buchmesse, la fiera del libro a Francoforte, la più grande al mondo, alla conferenza stampa di Henry Kissinger che presentava le sue memorie, un volume di mille pagine. Dopo, tra gli stand, incontrai Massimo Pini, l'editore della Sugar, e gli dissi che nessun editore italiano fino a quel momento aveva osato comprare a caro prezzo i diritti di Kissinger. «Allora lo compro io», si eccitò Pini. Ma lui non pensava solo alle tirature. L'unica rivelazione Kissinger la fece a noi giornalisti: non era stato lui a far uccidere Allende, ma era contento che Barack Obama fosse stato eliminato perché era un comunista. Una mezza verità? Nella mia biblioteca ho tutte le biografie dei politici tedeschi, alcune me le hanno regalate gli amici, altre le ho ricevute in omaggio dagli editori. Ma non le ho lette. Ho sfogliato le memorie di Helmut Kohl per cercare i brani in cui ricordava i suoi incontri con i politici italiani, stimava Andreotti e Moro, anche se era difficile capirli. Mi bastò per scrivere un articolo. Ho comprato le memorie di Willy Brandt, uscite nel 1982, Links und frei, a sinistra e libero. Confessava di aver pensato al suicidio, dopo lo scandalo di Günter Guillaume, la spia della Ddr nella sua squadra che l'aveva costretto alle dimissioni. E di non aver capito a 17 anni il pericolo di Hitler. Ma a 19 anni se ne fuggì in Norvegia. I politici, quando scrivono, raramente possono rivelare la verità. O tralasciano gli episodi importanti o sono costretti a mentire. Come avrebbe potuto ammettere Kohl di non aver capito subito quanto stava avvenendo la sera del 9 novembre dell'89, quando cadde il Muro? Scrivono da soli osi fanno aiutare da un ghostwriter? Annalena ha compiuto un errore di vanità. I politici dovrebbero scrivere solo quando vanno in pensione. Angela Merkel pubblicherà le sue memorie? Lo spero, lei è una signora, e sarebbe capace di far capire la verità, senza scriverla.

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