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Corriere della Sera Rassegna Stampa
27.05.2024 Frattini: un esempio di come i pettegolezzi contro Netanyahu diventano cronaca sul Corriere
Cronaca (scorretta) di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 27 maggio 2024
Pagina: 6
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Non c'è il bunker: parla il magnate che ospita Netanyahu»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/04/2024, a pag.10, con il titolo "Non c'è il bunker: parla il magnate che ospita Netanyahu" di Davide Frattini.

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Davide Frattini

Villa Falic. Leggendo il Corriere della Sera di oggi, a firma di Davide Frattini, si è tentati di pensare di aver aperto il Manifesto o altri quotidiani famosi per essere scatenati sempre contro Israele. Con in più, qui, un esempio di come i pettegolezzi contro Netanyahu diventino cronache sul quotidiano italiano più diffuso. Netanyahu viene descritto come un pigro premier ospite della villa del miliardario americano Simon Falic, dove si sarebbe barricato con la moglie in questi quasi nove mesi di guerra. Mentre invece tutti sappiamo come Netanyahu passi le sue giornate e le sue notti, anche in divisa, per combattere Hamas come tutti i soldati israeliani che amano la loro patria. Frattini descrive come nella notte fra il 13 e il 14 aprile, il premier e la moglie Sara, fossero ospiti della villa lussuosa mentre Israele viene attaccato dall'Iran. Vergnogna, Corriere!

Dice che la coppia primoministeriale preferisce l’ospitalità della sua villa — anzi due collegate — perché «una volta dentro, seduti nel giardino, tutti i rumori restano fuori». Il «fastidio» sarebbe quello delle proteste quotidiane, degli slogan urlati dai familiari degli ostaggi, anche se le barricate della polizia li tengono lontani dal cancello di ingresso su via Caspi a Gerusalemme. Simon Falic, magnate americano dei duty free negli aeroporti e sponsor della destra di qua e di là dall’oceano Atlantico, ha deciso di parlare con il canale 12 israeliano per spiegare perché Benjamin Netanyahu e la moglie stiano passando questi quasi nove mesi di guerra nella sua casa. Il miliardario finanzia anche l’espansione delle colonie in Cisgiordania e ha acquistato quote nella cantina che produce vino nell’insediamento di Psagot: dopo una lunga battaglia legale, l’Unione ha imposto che i Paesi europei indichino sulle etichette delle bottiglie la provenienza dai territori occupati palestinesi.

Smentisce che Netanyahu stia da lui per il bunker sotterraneo, sulla cui esistenza le voci si erano rafforzate nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile: il premier e la moglie Sara hanno trascorso quelle ore, con il Paese attaccato dall’Iran con centinaia di droni e missili, nella sua abitazione di lusso. «Ma non per il bunker, semplicemente perché non c’è», commenta. Là sotto gli architetti hanno ricavato una sala cinematografica privata e Falic manda le prove per dimostrarlo, ma non ha permesso ai giornalisti di visitare la magione ormai sottoposta alle misure di sicurezza che circondano il capo del governo.

Forse neppure per la piscina coperta, anche quella scavata nel sottosuolo. Di sicuro perché Sara ha chiesto che l’edificio messo a disposizione di tutti i primi ministri su via Balfour venisse rinnovato, dopo il ritorno al potere nel 2021 del marito, che all’opposizione ha passato solo due anni sugli ultimi quindici. L’opposizione ha protestato, perché i Netanyahu possiedono un appartamento a Gerusalemme che era stato fornito di tutte le protezioni proprio per il periodo da passare fuori dalla residenza.

La coppia si sarebbe portata dietro in Casa Falic — ha rivelato nei mesi scorsi il telegiornale del canale 13 — lo chef di Stato, contro le norme che vietano di utilizzare in sedi private il personale pagato dalle casse pubbliche.

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lettere@corriere.it

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