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Corriere della Sera Rassegna Stampa
08.05.2024 Continua l’ambiguo intervento di Mattarella all’ONU
Cronaca di Viviana Mazza

Testata: Corriere della Sera
Data: 08 maggio 2024
Pagina: 11
Autore: Viviana Mazza
Titolo: ««Premiare Mosca sarebbe pericoloso». Le parole di Mattarella all’assemblea dell’Onu»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 08/05/2024, a pag. 11, con il titolo "«Premiare Mosca sarebbe pericoloso». Le parole di Mattarella all’assemblea dell’Onu" la cronaca di Viviana Mazza.

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Viviana Mazza

Sergio Mattarella all'Onu. Dopo aver elogiato le Nazioni Unite, senza considerare tutti gli scandalosi sbilanciamenti contro Israele, la sua prima considerazione è stata: contro Israele. Il presidente italiano si unisce al coro di chi chiede che Netanyahu non attacchi l'ultima roccaforte dei terroristi a Rafah.

«Mi unisco all’appello del segretario generale Guterres affinché siano evitate operazioni militari a Rafah per la drammaticità delle conseguenze che potrebbero avere sui civili palestinesi. Occorre poi considerare l’essenziale funzione svolta dall’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino Oriente e di conseguenza l’importanza di continuare a finanziarla». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è entrato nel vivo della crisi in Medio Oriente. A fine marzo, la premier Giorgia Meloni aveva detto «no» al ripristino dei fondi all’agenzia (l’Unrwa) «finché non sarà fatta piena luce su come sono state utilizzate queste risorse». Ieri il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che accompagnava Mattarella a New York, ha specificato: «Ho deciso di riaprire la linea dei finanziamenti all’Unwra ma su progetti specifici. Valuteremo affinché non ci siano più commistioni con organizzazioni terroristiche».

Il capo di Stato ha ribadito inoltre che «occorre porre fine alla catena di azioni e reazioni e consentire l’avvio di un processo che ponga termine ai massacri e conduca a una pace stabile: una soluzione che passa necessariamente dall’obiettivo condiviso del pieno e reciproco riconoscimento dei due Stati di Israele e di Palestina, con il definitivo riconoscimento di Israele e della sua sicurezza da parte degli Stati della regione».

La sera prima, Mattarella ha incontrato Guterres, che aveva definito un’invasione di terra a Rafah «intollerabile», chiedendo ai governi di Israele e di Hamas di giungere ad un accordo «e porre fine alle sofferenze». «Il cessate il fuoco, l’accesso umanitario incondizionato alla popolazione di Gaza, la liberazione degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre — che, va sottolineato, rappresenta la causa scatenante di quanto accaduto successivamente — e l’interruzione di tutte le attività di sostegno alle organizzazioni terroristiche, restano i cardini sui quali continuare a costruire con determinazione un’azione diplomatica comune. Il conflitto non può consentire di violare le norme del diritto umanitario a tutela delle popolazioni civili».

Su Gaza

«Evitare operazioni militari, le conseguenze sui civili sarebbero drammatiche»

L’Italia ha avuto un importante palcoscenico al Palazzo di Vetro per un discorso, «a più di un anno dall’80esimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e dal 70esimo dell’ingresso dell’Italia», che ha incluso riferimenti ad altre crisi — dalla Siria allo Yemen —, alla necessità di una riforma dell’Onu e al Piano Mattei per l’Africa. Ma l’altro conflitto su cui Mattarella si è soffermato in particolare è l’Ucraina, sottolineando l’importanza del diritto all’autodifesa di Kiev «sancito dall’articolo 51 della Carta Onu» e i rischi di escalation nucleare e di crisi alimentare.

«La Russia si è assunta la responsabilità storica di avere riportato la guerra nel cuore del continente europeo», ha detto il capo dello Stato. «L’invasione russa dell’Ucraina non è un mero conflitto regionale. Non foss’altro perché ad esserne protagonista è una potenza che ambisce a esercitare influenza e ruolo globali, che derivano dall’ineludibile responsabilità di essere membro permanente del Consiglio di Sicurezza e che nessuno intende ignorare».

La ricerca di una soluzione pacifica e duratura della guerra in Ucraina, in cui è impegnata anche l’Italia, non deve consistere in «qualsiasi soluzione o, tantomeno, una soluzione che premi l’aggressore e mortifichi l’aggredito, creando un precedente di grande pericolo per tutti — ha spiegato il presidente della Repubblica —. Non si tratta di dar vita a una composizione purchessia. La pace, per essere giusta, va fondata sui principi alti e irrinunciabili del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite».

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