venerdi 12 aprile 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
02.03.2024 In Italia tanti fan di Mosca
Intervista di Marta Serafini

Testata: Corriere della Sera
Data: 02 marzo 2024
Pagina: 7
Autore: Marta Serafini
Titolo: «Nevzorov, l’oppositore di Putin rifugiato in Italia: «Putin non si fermerà e nel vostro Paese spende per comprare consenso»»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 02/03/2024, a pag. 7, con il titolo "Nevzorov, l’oppositore di Putin rifugiato in Italia: «Putin non si fermerà e nel vostro Paese spende per comprare consenso»" l'intervista di Marta Serafini ad Alexander Nevzorov

Immagine correlata
Marta Serafini

Aleksandr Nevzorov - Wikipedia
Alexander Nevzorov, ex deputato della Duma russa e ora rifugiato in Italia, sotto scorta, ci avverte delle quinte colonne che Putin sta formando anche nel nostro paese

Mentre in Russia viene seppellito Aleksei Navalny , «in Italia ci sono molti fan di Putin e lui sta spedendo molti soldi per comprare pensatori e giornalisti nel vostro Paese». Alexander Nevzorov, giornalista ed deputato della Duma di Stato russa dal 1993 al 2007, e la moglie Lidia vivono nel nostro Paese, sotto protezione, dopo che hanno lasciato la Russia e dopo che il 22 marzo 2022 Nevzorov è stato accusato ai sensi della legge russa sulle «false informazioni» sulla base della quale, rischia in Russia 15 anni di carcere.

I Nevzorov sono arrivati in Italia dopo svariate peripezie. E oggi guardano verso la Russia e Ucraina con sgomento. Collegato via Skype Nevzorov spiega insieme alla moglie cosa sta accadendo e perché ci riguarda da vicino.

La morte di Aleksei Navalny lascia pensare che tutti gli oppositori siano a rischio, cosa ne pensa, sapremo mai la verità sulla sua fine?
«Purtroppo in Russia non è possibile fare indagini indipendenti sul corpo perché tutti gli esperti e i medici lavorano per lo Stato. Ma sicuramente è stato ucciso. Forse lo sapremo solo dopo la morte di Putin sapremo cosa è successo».

La morte di Navalny potrà cambiare qualcosa in Russia?
«Noi europei - dico noi perché mi sento tale - pensiamo che il bene possa vincere sempre sul male. Ma non è così. La Russia ora va verso una direzione terribile e la situazione peggiora sempre di più. Ci saranno situazioni che aiutano a cambiare le cose, ma per il momento non si vedono cambiamenti all’orizzonte. Tutti hanno talmente paura dello Stato e la repressione è talmente forte che niente si muove. E’ più facile che il cambiamento arrivi da fuori e grazie alla pressione economica»

Pensa che Yulia Navalnya possa prendere il posto del marito?
«Io penso che le proteste pacifiche siano la forma di sottomissione più stupida. Yulia vuole seguire la scia di suo marito ed è giusto che lo faccia. Ma così non ce la farà. I follower e i telefonini non bastano per tirare giù un dittatore. Al Cremlino ci si può arrivare ma ci vuole una rivoluzione, ci vuole la forza. Così non è abbastanza».

Forza però vuol dire guerra. Putin ha ribadito che non si ritirerà dall’Ucraina. Come dobbiamo interpretare queste parole?
«È un discorso agghiacciante. Ed è alla vecchia maniera. Di fatto ha ammesso che ci sta portando alla catastrofe. Ma non solo, ha ribadito che chi non sostiene la guerra verrà considerato “agente straniero”, passibile di prigione e tortura. Non ci sarà alcuna smobilitazione.Ha anche fatto un appello alle donne perché facciano più figli. E’ la solita “zuppa” di vecchie bugie. Quando parlava del boom economico, i sussulti sono stati chiaramente percepibili».

Il 24 febbraio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvisato l’Italia: avete molti sostenitori di Putin nel Paese, ha detto. Chi sono queste persone?
«Sì. Putin ha tanti soldi e da sempre compra sostenitori e follower, l’Italia è un Paese grande ed è un mercato importante per lui. Come ha fatto anche in altri Paesi europei ha creato una vera e propria rete e ha pagato tantissimi giornalisti italiani perché dicano quello che vuole lui. E’ una pratica in atto da anni».

Ha le prove di quello che dice?
«No, non possiamo accusare qualcuno in particolare, ma sappiamo chi sono e vediamo il risultato. E’ un lavoro capillare di corruzione. Chi lo supporta e sostiene la guerra o è vittima della sua propaganda oppure è perché ha un tornaconto. Nessuno sano di mente e onesto potrebbe sostenere le sue posizioni».

La propaganda russa è aumentata in Italia negli ultimi due anni?
«C’era anche prima dell’invasione .Già prima del 24 febbraio 2022 molti filo russi occupavano posti nei talk show e sui giornali, ma davano meno nell’occhio. La narrativa e la propaganda comunque era la stessa. Ovviamente la guerra ha riacceso il dibattito e dunque gli spazi per questo tipo di sostenitori sono aumentati».

In un video pubblicato su YouTube l’11 aprile 2021, lei ha predetto che una possibile invasione russa dell’Ucraina sarebbe finita in tragedia e umiliazione per la Russia. Ha anche predetto una feroce resistenza ucraina. Dopo aver pubblicato informazioni sul bombardamento dell’ ospedale di maternità a Mariupol, il 22 aprile 2022 è stato aggiunto all’elenco degli agenti stranieri. Pensa che Putin voglia continuare a combattere in Ucraina?
«Non possiamo sapere cosa succederà. Ma Putin potrebbe essere uscire indebolito dalla guerra in Ucraina e proprio le donne che protestano per gli uomini al fronte potrebbero sollevarsi. Ma ora al momento sono piccoli segnali di dissenso, deboli. Ora è più alta la probabilità che Putin attacchi anche altrove. Non solo in Ucraina».

Vi sentite al sicuro in Italia?
«Siamo sotto protezione dell’Interpol. E ringraziamo lo Stato italiano che ci aiuta. Non abbiamo paura perché siamo in buone mani. Siamo comunque a rischio perché io sono una lista di target. Ma i poliziotti con cui lavoriamo noi sono molti bravi e si prendono cura di noi».

La Russia non è solo Putin, le manca?
«Mi mancano le persone, gli affetti. Ma qui in Europa la democrazia vince. Ed è qui che voglio stare, perché curare la Russia da dentro non è possibile. Non è solo Putin la malattia, anche la mente delle persone e la società tutte è come se fossero infettate. Ci sono brave persone anche in Russia ma sono meno dell’1 per cento Pensare di cambiare la Russia è un’illusione. E non basta togliere Putin. Non è stato sufficiente far cadere il comunismo, evidentemente. E’ un sistema perduto. Quindi non ne posso avere nostalgia».

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, telefonare 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT