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Corriere della Sera Rassegna Stampa
27.03.2023 Netanyahu caccia il ministro della Difesa
Commento di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 27 marzo 2023
Pagina: 15
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Netanyahu contro tutti. «Minaccia» i riservisti e caccia il capo della Difesa»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/03/2023, a pag.15, con il titolo "Netanyahu contro tutti. «Minaccia» i riservisti e caccia il capo della Difesa" il commento di Davide Frattini.

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Davide Frattini

Israel sees one of its biggest-ever protests - BBC News
Proteste in Israele

Benjamin Netanyahu e la moglie Sara sono atterrati in Israele sabato notte a poche ore dal discorso alla nazione di Yoav Galant, il ministro della Difesa: per primo ha ordinato il rompete le righe e ha chiesto a Bibi, com’è soprannominato, di fermare la marcia forzata in Parlamento di quel piano giustizia che l’opposizione e gli israeliani in strada a contestare da 11 settimane lo considerano un blitz per smantellare la democrazia. «La spaccatura nella società sta coinvolgendo l’esercito. Questa situazione rappresenta un pericolo grave e imminente per il Paese. Non lo permetterò», ha dichiarato l’ex generale entrato in politica nel Likud di Netanyahu. Che ci ha messo un giorno a licenziarlo, mentre i manifestanti hanno impiegato pochi minuti a invadere di nuovo le strade dopo l’annuncio: centinaia di migliaia nei viali di Tel Aviv e verso la residenza del premier a Gerusalemme. A New York il console Asaf Zamir se ne va per protesta, le università oggi sono in sciopero e i sindacati preparano il blocco generale. Le notizie da casa avevano inseguito il leader conservatore anche a Londra e l’aragosta, seppur cucinata da Gordon Ramsay, dev’essergli rimasta sullo stomaco: era stato fotografato dai vicini di tavolo mentre gustava le ricette dello chef britannico dopo l’incontro con il primo ministro Rishi Sunak. Così sul piatto già strapieno di questioni da risolvere si è ritrovato anche le critiche per aver dissacrato lo Shabbat — la cena era di venerdì sera — e aver mangiato un crostaceo, proibito dalla religione ebraica. Da Washington gli americani dicono di essere «profondamente preoccupati» e riecheggiano le parole di Galant: «La capacità di reazione delle forze armate potrebbe compromettersi». I riservisti rifiutano di presentarsi all’addestramento e stanno già inceppando l’operatività di unità d’élite come lo Squadrone 69 dell’aviazione (sono i piloti dei gli F-15i più avanzati, quelli che dovrebbero guidare un’eventuale missione contro i centri atomici sviluppati da Teheran, attacco che il primo ministro ripete di giudicare sempre più vicino). Si rivoltano anche i combattenti delle forze speciali (pure la prestigiosa Sayeret Matkal in cui ha servito Netanyahu) fino ai militari che devono prestare servizio nei territori palestinesi, dove ci sarebbe stato un aumento delle rinunce fino al 15 per cento. Lo Stato Maggiore ha convocato i giornalisti israeliani per rendere pubblici i timori: «I nemici ci vedono deboli, calcolano che le nostre possibilità di risposta a un attacco siano limitate», ha spiegato una fonte precisando che questa analisi è condivisa dai servizi segreti. Per la prima volta anche i due partiti ultraortodossi sembrano proporre una pausa ma Netanyahu per ora non ha intenzione di fermarsi: vuole approvare entro questa settimana il testo che gli garantisce di controllare le nomine dei giudici, di fatto sottoponendo la Corte Suprema alle decisioni dell’esecutivo senza possibilità di respingere leggi in contrasto con i diritti civili o le norme democratiche.

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