domenica 14 aprile 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.03.2023 Iran, costrette a pentirsi per il ballo senza velo. Ma tante imitano il video
Cronaca di Greta Privitera

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 marzo 2023
Pagina: 13
Autore: Greta Privitera
Titolo: «Iran, costrette a pentirsi per il ballo senza velo. Ma tante imitano il video»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/03/2023, a pag. 13, con il titolo «Iran, costrette a pentirsi  per il ballo senza velo. Ma tante imitano il video» la cronaca di Greta Privitera.

Iran, si erano filmate mentre ballavano senza velo per l'8 marzo - Saturno  Notizie
Le cinque ragazze iraniane

Le hanno cercate come si cercano i criminali. Le hanno identificate anche grazie alle telecamere del circuito chiuso di sicurezza. Quando hanno scoperto i loro nomi, le hanno convocate per un avvertimento. Poi, non contenti, le hanno richiamate questa volta per chiuderle due giorni in cella. Alla fine le hanno riprese e, con il capo coperto, costrette a fare una confessione forzata: «Siamo colpevoli di aver ballato». 
 Questo il «crimine»: Ekbatan, quartiere di Teheran, l ’8 marzo, nella Giornata internazionale della donna, cinque giovani ragazze hanno registrato un video davanti a due palazzoni grigi della periferia, in cui ballavano Calm Down, una hit di Rema e Selena Gomez. Poi, come fanno le adolescenti che vivono in Paesi liberi, lo hanno postato su TikTok. Capelli al vento, ombelico in vista, baci soffiati all’obiettivo, così, le studentesse coraggiose hanno sfidato il regime di Khamenei, le sue torture, le sue impiccagioni. L’hanno affrontato danzando una canzone pop che dice: «Tesoro, calmati. Ragazza, il tuo corpo è nel mio cuore». In Iran, le donne non possono ballare in pubblico e devono indossare l’hijab. Quindi, a guardar bene, la polizia ha solo applicato la legge e punito le cinque «delinquenti» che, come ormai succede da sei mesi a questa parte, dall’uccisione di Mahsa Amini, affrontano l’ayatollah con metodi e modi opposti a quelli dei pasdaran. Per umiliarle, nel video di «pentimento», girato davanti agli stessi palazzi di quello sotto accusa, le ragazze sono state disposte come nella coreografia. La repressione del regime, che in certi casi funziona nelle strade e tiene a casa i manifestanti, non riesce a fermare l’onda, anzi la marea, di post sui social contro la dittatura. Anche questa volta, il ballo di Calm Down si è trasformato subito in un’azione virale da ripetere decine, centinaia di volte. Moltissime ragazze, in altre strade, camerette, piazze iraniane hanno ballato e postato le loro danze contro Khamenei. «Negli ultimi giorni, le donne sono tornate al simbolo iniziale di queste proteste: il ballo, che è libertà. La Gen Z è pacifica e rifiuta l’ideologia: questo spiazza la dittatura», commenta Pejman Abdolmohammadi, professore in studi mediorientali all’Università di Trento. Martedì prossimo, è l’ultimo giorno dell’anno del calendario persiano e questo, per tradizione, è un periodo di festa. Ieri sera, i cittadini hanno colto l’occasione per tornare nelle strade e protestare. Le ragazze bruciavano i veli e tutti, oltre alla fine del regime, chiedevano risposte sulle 5.000 studentesse intossicate nelle scuole. Decine i video che mostrano manifestazioni in tante città e anche a Teheran, proprio nel quartiere Ekbatan. Oggi, è il giorno in cui si celebra il Chaharshanbeh Suri, tra le feste più importanti del capodanno e si attendono altre proteste. Intanto, Rema, il cantante di Calm Down, scrive su Twitter. «A tutte le donne che stanno lottando per un mondo migliore, mi ispiro a voi, canto per voi e sogno con voi».

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, telefonare 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT