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Corriere della Sera Rassegna Stampa
16.01.2023 Israele, due magistrate sfidano Bibi e la sua giustizia
Commento di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 16 gennaio 2023
Pagina: 12
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Israele, due alte magistrate sfidano Bibi e la 'sua' giustizia»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/10/2022, a pag.12, con il titolo "Israele, due alte magistrate sfidano Bibi e la 'sua' giustizia" il commento di Davide Frattini.

Ecco il link all'articolo di Niram Ferretti, un'opinione diversa ma ugualmente legittima uscita su IC in data 14/01/2023: https://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=611&id=88731

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Davide Frattini

In fiery speech, Hayut says judicial shakeup plan 'fatal blow to Israeli  democracy' | The Times of Israel
Esther Hayut

GERUSALEMME L’acqua che scroscia su teste, cappucci e ombrelli non è quella degli idranti minacciati da Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza Nazionale. Qualcuno scherza che ci vuole più coraggio per uscire sotto la tempesta in un sabato sera che per affrontare le cariche della polizia invocate dal leader dell’estrema destra per ragioni di «parità»: i getti gelati sono stati usati in passato per disperdere gli ultranazionalisti che lo sostengono. Almeno in centomila si presentano a Tel Aviv, migliaia a Gerusalemme e Haifa, le strade delle tre città più grandi del Paese intasate di manifestanti come non succedeva dalle proteste contro il costo della vita di dodici anni fa. Adesso gli organizzatori e i partecipanti dicono che a rischiare di pagare un prezzo troppo alto sia la democrazia israeliana: il progetto portato avanti dal nuovo governo di Benjamin Netanyahu per «riformare» — «smantellare» secondo gli oppositori — il sistema della giustizia. A partire dalla Corte Suprema, da quello che può decidere, da quanto possa influire, da come ne vengono scelti i giudici. Il piano vuole sottoporre l’Alta Corte — accusata di iperattivismo e di aver oltrepassato il mandato — al controllo della politica, del parlamento e soprattutto della maggioranza che esprime in quel momento. Della maggioranza di destra-destra estrema in questo momento. Durante la riunione settimanale con i ministri, Netanyahu evoca la «volontà del popolo» e ripete: «Milioni di persone ci hanno votato proprio perché vogliono questo cambiamento. Anche la sinistra ha parlato di correzioni necessarie in campagna elettorale». Contro questa visione si rivoltano i magistrati, gli ex giudici dell’Alta Corte — «finiremmo in un regime autoritario come la Polonia, l’Ungheria o la Turchia» — e soprattutto la donna che la presiede dal 2017. «Le norme rappresenterebbero un colpo mortale all’identità democratica della nazione», ha commentato Esther Hayut. «La clausola annunciata toglierebbe alla Corte la possibilità di respingere leggi che violano i diritti umani, incluso quello alla vita, alla proprietà, alla libertà di movimento e di parola». Salita sul palco dopo di lei alla stessa conferenza, Gali Baharav-Miara ha smontato le spiegazioni fornite dai gruppi al potere, un attacco dall’interno visto che è la procuratrice generale dello Stato e agisce anche da consigliere legale del governo: nominata prima delle elezioni di novembre, rischia di essere licenziata. «Le modifiche si basano sull’idea che il dominio della maggioranza sia il fondamento della democrazia. Non è l’unica condizione: servono la separazione dei poteri, la protezione degli individui e la prevenzione di atti arbitrali contro le minoranze». La «riforma» è spinta dal Likud di Netanyahu, sotto processo per corruzione, e dalle frange ultranazionaliste dei coloni che hanno sempre considerato la Corte Suprema un bastione della sinistra e l’ultima barriera verso il loro obiettivo di annettere la Cisgiordania, i territori che dovrebbero formare un futuro Stato palestinese. Il premier, tornato in carica dopo 563 giorni e il capo del governo che ha accumulato il maggior numero di anni al vertice nella Storia del Paese, cerca solo in parte di calmare le spinte più incendiarie degli alleati. Come l’uscita del deputato Zvika Fogel che ha chiesto l’arresto per «alto tradimento» di Yair Lapid, premier fino a poche settimane fa, e degli altri capi dell’opposizione come Benny Gantz, ex capo di Stato Maggiore, perché hanno avvertito che «Netanyahu sta portandoci al conflitto civile» e incitato i sostenitori «a scendere in strada in una guerra per la nostra casa».

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