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Corriere della Sera Rassegna Stampa
22.11.2022 Obiettivo liberare tutta l'Ucraina
Analisi di Lorenzo Cremonesi

Testata: Corriere della Sera
Data: 22 novembre 2022
Pagina: 15
Autore: Lorenzo Cremonesi
Titolo: «Zaluzhny, il generale di ferro che vince seguendo i soldati»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 22/11/2022, a pag.15, con il titolo 'Zaluzhny, il generale di ferro che vince seguendo i soldati' l'analisi di Lorenzo Cremonesi.

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Lorenzo Cremonesi

Ukraine and the Logic of Civil Resistance: Confronting Russian-Fueled  Insurgency - Atlantic Council

Di lui abbiamo cominciato a scoprire qualche dettaglio solo ai primi di aprile. Nella capitale si stava tirando il primo sospiro di sollievo. Dopo le settimane della grande paura, iniziate con l’invasione voluta da Putin il 24 febbraio, le forze armate ucraine e i volontari della resistenza erano riusciti a ricacciare indietro le colonne russe dirette su Kiev. Sembrava un miracolo, contro ogni aspettativa l’esercito nato dalle sconfitte del 2014 aveva ottenuto l’impossibile: lo stato maggiore del Cremlino aveva perso il primo round, che mirava ad un blitz rapido, quasi indolore. Da allora in poi la guerra avrebbe avuto un altro passo e l’iniziativa sarebbe passata nelle mani dei generali ucraini.

Zaluzhny admitted that he grew up on the military doctrine of the Chief of  the General Staff of the Russian Federation
Valerij Zaluzhny

Fu allora che il nome di Valerij Zaluzhny divenne popolare come il «generale di ferro»: determinato, coraggioso, uno stratega attento, pronto ad adattare uomini e mezzi al cambiare delle circostanze, grande teorico di un esercito composto da piccole unità agili, capaci di operare in autonomia le une rispetto alle altre, consapevole del gigantismo burocratico di cui soffrono le forze armate russe, tuttavia ben attento a non sottovalutarle, perché non tenere conto della pericolosità dell’avversario resta uno degli errori più gravi in guerra, come dimostra tra l’altro proprio la debacle russa degli ultimi mesi. «Quando Zaluzhny entra in una stanza scura non accende la luce, ma spegne il buio», recita un motto molto popolare comparso su TikTok. Nato 49 anni fa nelle province occidentali, studente di meccanica, diplomato nel 1993, due anni dopo la nascita dell’Ucraina indipendente, quindi, laureato all’accademia militare di Odessa nel 1997, Zaluzhny si fece conoscere nel 2014 per le sue scelte poco ortodosse in materia di dottrina militare quando ordinò di spostare l’artiglieria pesante in zone acquitrinose nel Donbass, mossa che gli permise di cogliere i russi di sorpresa e distruggere i depositi di munizioni nelle retrovie. Fu uno dei pochi successi importanti di quella dolorosa campagna, che costò all’Ucraina la Crimea e le zone di Lugansk e Donetsk, prese dai filorussi. Oggi è la riscossa: poco più di un anno dopo la sua nomina a capo di stato maggiore, voluta personalmente dal presidente Zelensky nel luglio 2021, Zaluzhny resta fortemente determinato a strappare la vittoria totale contro Mosca. Il generale è restio a parlare con la stampa. Però, il 15 novembre, Zaluzhny in persona non ha resistito a scrivere un breve quanto raro commento tagliente su Facebook per replicare alle dichiarazioni del generale Mark Milley, capo dello stato maggiore unificato americano, il quale aveva espresso dubbi sulla capacità ucraina di proseguire le avanzate per vincere i russi e invitava Kiev a cercare il compromesso negoziale con Mosca. «Il nostro obbiettivo resta liberare tutta la terra ucraina dall’occupazione. Non ci fermeremo per nessun motivo… Questa l’unica precondizione possibile al negoziato: la Russia deve liberare tutti i territori invasi dalle sue truppe». Gli esperti di cose militari indicano la sua tesi finale all’accademia sulle strategie della Nato come un momento fondamentale della sua formazione intellettuale e di ufficiale che contribuì alla rottura con le dottrine dell’ex Urss ancora in voga nei Paesi appena diventati indipendenti. Sostengono: «Zaluzhny concepisce le gerarchie quali strumenti per recepire ed elaborare tutto ciò di positivo che giunge dai soldati e dai quadri medi che stanno sul campo. Per lui un vero generale sa prima di tutto ascoltare. Nulla a che vedere con gli ordini dall’alto dettati dai generali russi». Non a caso le unità di maggior successo sono quelle di giovani neo laureati che hanno modificato con successo le armi sovietiche e i droni civili per le esigenze della guerra tecnologica.

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