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Corriere della Sera Rassegna Stampa
18.11.2022 Putin minaccia anche la Polonia
Intervista di Francesca Basso

Testata: Corriere della Sera
Data: 18 novembre 2022
Pagina: 18
Autore: Francesca Basso
Titolo: «'Colpire l’hub polacco la tentazione di Mosca. Non siamo al sicuro'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 18/09/2022, a pag.18 con il titolo 'Colpire l’hub polacco la tentazione di Mosca. Non siamo al sicuro' l'intervista di Francesca Basso.

BBC Radio 4 - Profile, Radoslaw Sikorski
Radoslaw Sikorski

L’esplosione di un missile a Przewodòw, vicino al confine con l’Ucraina, «ha portato all’attenzione del popolo polacco quanto sia precaria la posizione della Polonia, che funge da snodo logistico per gli aiuti occidentali, compresi quelli italiani, all’Ucraina. Colpire questo hub deve essere una tentazione per i generali russi. Solo perché questo incidente sembra essere stato un errore, non significa che siamo del tutto al sicuro. È per questo che apprezzeremmo molto se i nostri alleati si unissero per rafforzare le capacità antiaeree e antimissile della Polonia». Parla Radoslaw Sikorski, ex ministro degli Esteri e della Difesa della Polonia, attualmente eurodeputato nel Ppe.

Come giudica la reazione dell’Occidente? «Penso sia stata esemplare. Abbiamo analizzato i fatti, stabilito cosa è successo e attribuito la colpa a chi di dovere: l’Ucraina stava difendendo il proprio territorio da un assalto di missili russi e sembra che uno dei suoi missili della contraerea abbia avuto un guasto tecnico. Possiamo quindi affermare con sicurezza che la responsabilità è dell’aggressore, del Paese che ha preso di mira le infrastrutture civili, il che è di per sé un atto di terrore e un crimine di guerra. E che il Paese che si stava difendendo non ha alcuna colpa. In Polonia siamo addolorati per i cittadini, ma siamo sollevati dal fatto che si sia trattato non di un attacco deliberato ma di un incidente, quindi non dell’inizio di qualcosa di grave: qualcosa di simile a una calamità».

 Il governo polacco non è stato un po’ precipitoso all’inizio? «Nella nebbia della guerra si avevano informazioni imprecise. E alcune agenzie di stampa hanno parlato di uno “stile russo” che non era corretto. Perché semmai si trattava di uno “stile sovietico”. E questa è una distinzione importante in questo caso, perché ovviamente sia l’Ucraina che la Russia hanno missili di fabbricazione sovietica, mentre solo la Russia ha missili russi, per cui è stato importante esaminare le prove delle stazioni radar polacche e cercare di giungere a quella che sembra essere un’opinione piuttosto conclusiva».

La Russia sta strumentalizzando l’incidente? «La diplomazia russa ha perso ogni credibilità dopo aver affermato nel periodo precedente l’invasione che non stava considerando nulla del genere. Mosca sta cercando di terrorizzare l’Ucraina per sottometterla, sta cercando di privarla della fornitura di energia elettrica con l’obiettivo, presumibilmente, di provocare un’altra enorme ondata di rifugiati. Non dobbiamo farci ricattare. La risposta giusta a questo incidente è un aumento del nostro sostegno all’Ucraina».

C’è il rischio che il fronte alleato si divida? «Spero il contrario: se i cittadini Nato vengono uccisi a causa di questa guerra, questo dovrebbe irrigidire la nostra determinazione. Ogni guerra può finire con la capitolazione. Ma la capitolazione non porta alla pace. La debolezza incoraggia l’aggressore».

Per inviare al Corriere della Sera la propria opinione, telefonare: 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

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