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Corriere della Sera Rassegna Stampa
29.10.2022 Zelensky invita Meloni
Cronaca di Fabrizio Caccia

Testata: Corriere della Sera
Data: 29 ottobre 2022
Pagina: 5
Autore: Fabrizio Caccia
Titolo: «Meloni, la telefonata con Zelensky»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/10/2021, a pag.5, con il titolo "Meloni, la telefonata con Zelensky", la cronaca di Fabrizio Caccia.

Il testo integrale del discorso integrale di Giorgia Meloni alla Camera per  la fiducia al governo - la Repubblica
Giorgia Meloni

Il presidente dell’Ucraina in guerra, Volodymyr Zelensky, ha parlato ieri per la prima volta al telefono con la presidente del Consiglio italiano: «Mi sono congratulato con Giorgia Meloni per la sua nomina a primo ministro — il tweet di Zelensky a fine colloquio —. Abbiamo discusso dell’integrazione dell’Ucraina in Ue e nella Nato e l’ho invitata a visitare l’Ucraina». Non c’è ancora una data per il viaggio a Kiev, ma ottenuta in settimana la fiducia dai due rami del Parlamento, dopo il faccia a faccia informale di domenica scorsa in un hotel romano con il presidente francese Emmanuel Macron, l’agenda internazionale di Giorgia Meloni prende forma ed è già piena di appuntamenti: giovedì prossimo, il 3 novembre, ci sarà il suo esordio ufficiale da premier a Bruxelles, dove incontrerà la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la titolare della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.


Volodymyr Zelensky

A proposito dell’incontro previsto con la von der Leyen, il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, ha detto: «Dall’Italia ci aspettiamo una buona cooperazione in vista delle molte sfide che ci attendono, in particolare riguardo all’energia». Ieri, al telefono con Zelensky, la premier Meloni ha rinnovato «il pieno sostegno del governo italiano a Kiev nel quadro delle alleanze internazionali sul fronte politico, militare, economico, umanitario e per la futura ricostruzione» e ha confermato «l’impegno dell’Italia per ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione dell’aggressione della Federazione Russa ai danni dell’Ucraina». La presidente del Consiglio si è anche detta «fiera della grande solidarietà dimostrata dal popolo italiano nei confronti dei cittadini ucraini accolti in Italia» e ha infine auspicato «il rinnovo dell’intesa sull’esportazione del grano dai porti ucraini». Ma anche il presidente russo, Vladimir Putin, si è congratulato con Giorgia Meloni per la sua nomina, ha detto ieri l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, aggiungendo che il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, ha fatto lo stesso con l’omologo Antonio Tajani: «Collaboreremo con questo governo se la volontà sarà reciproca», ha concluso Razov. L’agenzia ufficiale russa Ria Novosti ha tenuto inoltre a sottolineare come Putin non abbia riservato lo stesso trattamento di Meloni per gli ultimi due premier britannici, Liz Truss e Rishi Sunak. Il prossimo sarà un mese molto impegnativo per la premier italiana: il 7 e 8 novembre sarà a Sharm el Sheikh, in Egitto, per la Cop 27, la conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici. Il 15 e 16 novembre, poi, Meloni prenderà parte al summit del G20 a Bali, in Indonesia, dove vedrà il presidente degli Stati Uniti Joe Biden (e dove forse potrebbe partecipare lo stesso Putin). Sarà quella l’occasione per prendere contatti diretti con i principali leader mondiali e continuare l’opera di rassicurazione e legittimazione del suo governo iniziata sin dalla campagna elettorale. L’agenda, poi, prevede il 6 dicembre un intervento al vertice Ue-Balcani di Tirana. E infine: ecco il Consiglio europeo del 15-16 dicembre a Bruxelles, appuntamento decisivo in cui finalmente si dovrebbe imporre un tetto, seppure variabile, al prezzo del gas, passo fondamentale per rispondere in maniera efficace al caro bollette. Dell’urgenza di arrivare quanto prima a misure concrete contro il caro energia, la premier italiana ha parlato ieri in un’altra telefonata anche con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. La svolta sul price cap, infatti, non è ancora arrivata e a pesare sono state proprio le resistenze di Germania e Paesi Bassi. Con Scholz, Meloni ha affrontato anche i temi caldi dell’Ucraina e dei flussi migratori, concordando sulla «forte partnership tra Roma e Berlino».

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