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Corriere della Sera Rassegna Stampa
18.09.2022 Bridget Brink, ambasciatrice Usa in Ucraina: 'Ho visto crimini orrendi'
La intervista Viviana Mazza

Testata: Corriere della Sera
Data: 18 settembre 2022
Pagina: 19
Autore: Viviana Mazza
Titolo: «'Sarà un conflitto lungo. Ho visto crimini orrendi, i responsabili pagheranno'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 18/09/2022, a pag.19, con il titolo 'Sarà un conflitto lungo. Ho visto crimini orrendi, i responsabili pagheranno' l'intervista di Viviana Mazza.

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Viviana Mazza

Ambassador Bridget A. Brink Arrives in Slovakia - U.S. Embassy in Slovakia
Bridget Brink

Bridget Brink, nominata ambasciatrice americana in Ucraina lo scorso aprile, iniziò la carriera diplomatica a Belgrado durante la guerra in Kosovo. «Chiusi quell’ambasciata… e ho riaperto questa». Il personale americano era stato evacuato da Kiev pochi giorni prima dell’invasione russa a febbraio ma la bandiera è tornata a sventolare sulla sede a maggio. «Ho visto di persona molte fosse comuni, crimini e atrocità di guerra in soli quattro mesi», dice Brink al Corriere mentre a Izyum, nel Nord-Est, viene scoperta una nuova fossa comune. «Non è qualcosa che avrei mai immaginato di vedere di nuovo sul suolo europeo nella mia vita o che mai dovremmo vedere. Mi preoccupa quello che scopriremo quando gli ucraini continueranno a respingere la Russia dai territori occupati. A Mariupol alcune stime dicono che 100mila persone sono morte. È tremendo e su una scala probabilmente più ampia di ciò che le persone immaginano».

L’orrore di Izyum — scrive su Twitter il segretario di Stato Antony Blinken che l’ambasciatrice ha accompagnato nei giorni scorsi in visita ai bambini di sei anni mutilati dai razzi russi — dovrebbe «rafforzare il nostro appoggio ai coraggiosi ucraini che cercano di liberare la loro patria». Zelensky ieri ha ribadito: «La Russia è uno stato terrorista. Non so perché il mondo è lento a riconoscerlo».

Izyum cambierà qualcosa? «La designazione della Russia come Stato sponsor del terrorismo è in questo momento sotto attiva discussione, sia internamente al nostro governo che con il Congresso. C’è un reale interesse a evitare conseguenze non volute. Posso dire che nel complesso le persone e le entità che hanno aiutato la Russia a combattere questa guerra sono già sotto sanzioni, con le stesse conseguenze che avrebbe qualsiasi designazione. Ma stiamo esaminando questa designazione e valutando tutto ciò che possiamo fare perché la Russia sia ritenuta responsabile e per prevenire e scoraggiare future aggressioni».

Putin dovrà rendere conto dei crimini di guerra? È possibile che venga processato alla Corte dell’Aia? «Non so quale sarà il processo o il meccanismo specifico, la nostra posizione è che i responsabili di crimini e atrocità di guerra devono renderne conto: è una questione morale. Non si può non vedere l’evidenza, le foto delle fosse comuni, dei morti, e non sentire — come essere umano e come diplomatica — che chiunque sia responsabile debba renderne conto».

Cosa dobbiamo aspettarci da Putin? Può arrivare a usare l’arma nucleare? «Non voglio certo provare a indovinare quello che Putin potrebbe decidere di fare. Ma posso concentrarmi su quello che cerchiamo di fare noi: aiutare l’Ucraina a difendersi e scoraggiare future aggressioni. Sta avvenendo alle porte dell’Europa e della Nato. È un’azione molto pericolosa lanciare un’invasione su vasta scala in un altro Paese. E c’è un costo per tutti, gli ucraini soprattutto che lottano e muoiono, per noi e l’Europa. È una guerra per scelta, non provocata e ingiustificata, è destabilizzante in sé e con conseguenze più ampie della sola Ucraina».

Il dipartimento di Stato Usa ha rivelato che la Russia ha versato 300 milioni di dollari dal 2014 per influenzare i partiti politici in Europa, una notizia emersa alla vigilia del voto in Italia. Perché avete pubblicato queste informazioni ora? «Non posso parlare degli aspetti specifici di intelligence relativi al caso. Ma i tentativi della Russia di influenzare i processi democratici in Europa e nel mio stesso Paese sono estremamente pericolosi e pensiamo che, quando li vediamo, dobbiamo dirlo. Fanno parte della strategia russa di minare le democrazie in tutto il mondo e potenzialmente alcuni dei nostri partner più solidi, ma anche la Nato e l’Ue. La mia opinione è che dobbiamo smascherare pubblicamente quello che succede».

 I negoziati sono fermi. E Zelensky parla di riprendere la Crimea, inaccettabile per Putin. Come riattivarli? «A Washington crediamo che la definizione di vittoria tocchi al leader democraticamente eletto dell’Ucraina, il presidente Zelensky. Quando e se si decide di andare a negoziare, tocca a lui. Il nostro ruolo è di fornire sicurezza e altra assistenza a lui e al governo ucraino perché possano raggiungere quell’obiettivo. Noi vogliamo e speriamo in un’Ucraina solida, indipendente e prospera, integrata nelle istituzioni euro-atlantiche. Pensiamo che sia un bene per l’Ucraina e gli ucraini, ma anche per l’Europa e gli Stati Uniti. Renderebbe sicura e stabile l’Ucraina nell’Europa dell’Est».

Blinken dice che l’avanzata potrà dare a Zelensky più forza al tavolo negoziale. L’obiettivo resta trattare? «È incoraggiante quello che abbiamo visto sul campo di battaglia, ma non credo che questa sarà una guerra veloce. È vero che i successi sul campo aiutano a far finire le guerre in fretta, spero, ma ho passato molto tempo in questa regione, dove ci sono conflitti protratti alimentati dalla Russia e molto destabilizzanti. E l’Italia è più vicina ad essi dell’America. Ho visto le conseguenze negative di questi conflitti qui e in altre aree in Europa dell’Est e nel Caucaso. Il presidente ha detto che staremo al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario e voglio sottolineare che in politica è importate evitare “le legge del più forte” ma come vediamo c’è un terribile costo per il popolo ucraino e per tutti noi: migliaia di persone vengono uccise per la decisione della Russia di invadere un altro Paese».

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