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Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.09.2022 Raphaël Glucksmann: 'Europa, momento cruciale'
Lo intervista Stefano Montefiori

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 settembre 2022
Pagina: 6
Autore: Stefano Montefiori
Titolo: «'Abbiamo la lista degli oligarchi che manovrano per lo zar. Momento cruciale per l’Europa'»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/09/2022, a pag,6, con il titolo ''Abbiamo la lista degli oligarchi che manovrano per lo zar. Momento cruciale per l’Europa'' l'intervista di Stefano Montefiori.

Stefano Montefiori - Unifrance
Stefano Montefiori

Taiwan
Raphaël Glucksmann

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ieri ha proposto un «patto per la difesa della democrazia» dalle ingerenze russe. Meglio tardi che mai? «Finalmente, grazie ai servizi americani, sembra che gli europei siano pronti ad aprire gli occhi. La proposta von der Leyen va nel senso del mio lavoro. Mi batto per fare luce sulle interferenze esterne, russe ma anche cinesi, dal mio primo giorno a Strasburgo, nel 2019», dice Raphaël Glucksmann, 42 anni, eurodeputato del gruppo socialisti e democratici e presidente della «Commissione speciale del Parlamento europeo sull’ingerenza straniera».

 Chi compone la commissione da lei presieduta? «Trentatré deputati di ogni gruppo. Quelli di estrema destra, compresa la Lega italiana, sono estremamente infastiditi ogni volta che portiamo esempi concreti di finanziamenti russi ai movimenti politici europei».

A quali conclusioni è giunta la sua commissione? «Abbiamo la lista degli oligarchi che fanno parte del sistema Putin e che hanno versato milioni di euro a fondazioni e associazioni varie in Europa».

L’ingerenza di Mosca non è diretta? «Il Cremlino non paga direttamente un partito. Lo fa indirettamente, finanziando attori della società civile che poi influenzano il dibattito politico o finanziano in segreto le campagne elettorali».

Ed è legale? «Il problema è che ci troviamo in una zona grigia: la maggior parte dei Paesi europei ha una legislazione che lascia completamente passare questo tipo di finanziamenti. E poi c’è la questione della mancata mobilitazione».

La doppia strategia Mosca aiuta l’estrema destra e poi corrompe al centro delle istituzioni, come con Schröder Che cosa significa? «Che accadono cose significative, nel silenzio e nella distrazione generale. Per esempio, le recenti manifestazioni a Praga contro il rincaro dei prezzi sono state lanciate da un cittadino ceco residente in Serbia e legato ai servizi segreti russi, in una relativa indifferenza».

La Russia sta cercando di sfruttare il malcontento dell’opinione pubblica per la crisi energetica? «Putin sta perdendo la guerra da un punto di vista militare, sul terreno in Ucraina, ma spera ancora di vincerla politicamente in Europa. È un momento decisivo, al quale la Russia arriva con un’esperienza di anni e anni. Ancora prima del 2014 e dell’invasione della Crimea, Putin seguiva già la sua doppia strategia».

Qual è la «doppia strategia» russa? «Sono due tipi di ingerenza che si completano. La strategia del margine consiste nell’aiutare movimenti e partiti politici di estrema destra, un tempo a margine del sistema, come quello di Marine Le Pen in Francia, a rafforzarsi e magari riuscire a conquistare il potere. Poi c’è la strategia del centro, che consiste nel corrompere al centro delle istituzioni, come l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder o in Francia l’ex premier François Fillon».

Qual è l’effetto delle ingerenze russe nel dibattito politico europeo? «Per esempio, tutta la teoria secondo la quale le sanzioni alla Russia non funzionano, danneggiano le nostre economie e quindi vanno tolte, è totalmente falsa ma prende piede perché suggerita e sostenuta da Mosca. È un problema che coinvolge anche i media, con la nascita di piattaforme che non hanno altro modello di business se non prendere fondi dalla Russia».

Pensa che Putin intensificherà i suoi sforzi? «Certamente, per questo il momento è cruciale. Putin usa partiti europei che si proclamano patriottici, ma che si fanno dettare la linea da una potenza straniera, contro gli interessi della patria».

Per inviare al Corriere della Sera la propria opinione, telefonare: 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

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