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Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.05.2022 Il capo degli 007 ucraini: 'Vinceremo entro fine anno'
Analisi di Lorenzo Cremonesi

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 maggio 2022
Pagina: 4
Autore: Lorenzo Cremonesi
Titolo: «Il capo degli 007 dell’Ucraina: 'Vinceremo entro fine anno'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/05/2022, a pag.4, con il titolo "Il capo degli 007 dell’Ucraina: 'Vinceremo entro fine anno' " l'analisi di Lorenzo Cremonesi.

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Lorenzo Cremonesi

putin ha il cancro' - il generale maggiore kyrylo budanov, capo degli 007  ucraini, sgancia la... - Dagospia
Kyrylo Budanov

Come per ogni 007 che si rispetti, della vita e delle attività del generale maggiore Kyrylo Budanov si sa poco. Un falco, un militare tutto d’un pezzo, un duro con la faccia da bambino, dicono di lui negli uffici del potere a Kiev. L’unico dato certo è che il capo dei servizi d’intelligence militari ucraini venne scelto ancora 34enne, nell’agosto 2020, personalmente da Volodymyr Zelensky e da allora resta uno dei giovani dirigenti del Paese nella cerchia dei fedelissimi del Presidente. «Sono ottimista, la nostra vittoria arriverà entro fine anno e sarà la premessa per la rimozione di Putin»: le sue ultime dichiarazioni alle maggiori televisioni internazionali vengono rilanciate nel mondo come una sfida diretta alla Russia. Ma in realtà c’è poco di nuovo, sono almeno due anni che Budanov non nasconde la necessità di affrontare «l’orso russo» senza paura assieme ai suoi discorsi ai colleghi dei servizi segreti occidentali, e specie europei, per fare fronte comune con coraggio e dimostrare che, in effetti, lo «zar» Putin è nudo, facile da smascherare e ancora più da battere. «Il punto di non ritorno sarà nella seconda metà di agosto e la maggior parte delle azioni da combattimenti attive termineranno entro la fine di quest’anno: rinnoveremo il controllo del potere ucraino su tutti i territori che abbiamo perso, inclusi Donbass e Crimea», dice in particolare a Sky News. Sono ovviamente parole dettate dalla ventata di ottimismo che investe gli apparati militari nazionali: in marzo sono riusciti a fermare e quindi ricacciare indietro l’offensiva russa contro la regione di Kiev e da allora hanno visto intensificarsi l’arrivo degli aiuti militari americani e degli altri alleati occidentali, sino a garantire loro di fermare negli ultimi giorni l’avanzata russa su Kharkiv. Oggi i russi sono in ritirata anche da questo secondo settore, elemento che prelude ad offensive simili a breve anche nel Donbass. Le conseguenze a questo punto sono evidenti: se prima Mosca voleva defenestrare Zelensky e annettersi Kiev, adesso sono gli ucraini che mirano a indebolire Putin e persino intendono lavorare per un cambio di regime a Mosca.

«Putin ha un cancro allo stomaco, i generali russi stanno tessendo un golpe per rimuoverlo», spiega ancora Budanov. Concetti simili aveva espresso meno di un mese fa, quando aveva ribadito che soltanto la rimozione di Putin avrebbe garantito il ritorno della pace. La malattia dello Zar Riprenderemo anche il controllo della Crimea e del Donbass. Putin è malato, i generali russi stanno lavorando a un colpo di Stato Soltanto la rimozione del leader del Cremlino porterà alla fine della guerra Questo, del resto, è il suo ruolo: fare sponda contro la Russia. Già il 5 agosto 2020 dichiarò che sua missione era liberare la penisola di Crimea e le parti di Donbass catturate dei russi manu militari nel 2014. Fu lui a volere con determinazione l’ampliamento e rinnovamento dell’esercito, occorreva imparare dalla sconfitta, soprattutto necessitava sostituire gli armamenti obsoleti retaggio degli arsenali dell’Urss per rinnovarli con quelli sofisticati della Nato. «Nella prossima guerra Crimea e Donbass torneranno completamente ucraini», ribadiva ad ogni occasione pubblica. Sembra che ancora nell’aprile 2019, ai tempi in cui Budanov era soltanto un agente dei servizi, avesse partecipato ad azioni di boicottaggio in Crimea, tanto che un agente russo aveva poi provato ad assassinarlo ponendo una carica esplosiva sotto il sedile della sua vettura. Più di recente si è fatto sentire per esaltare le grandi capacità dei suoi apparati di intelligence. «Disponiamo di un ottimo servizio informazioni, siamo riusciti a penetrare gli apparati militari russi, oltre a quelli politici ed economici» dichiarava l’anno scorso. Forse qualcosa di vero c’era, visto che ancora in novembre lanciava l’allarme circa l’imminenza dell’attacco militare russo. «Putin ha spostato oltre 92.00 raid aerei, bombardamenti delle artiglierie, avanzate di colonne blindate e truppe aviotrasportate, dal Mar Nero proveranno sbarchi su Mariupol e Odessa», diceva. Avvenne il 24 febbraio, pochi ci credevano, ma lui era pronto.

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