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Corriere della Sera Rassegna Stampa
13.03.2022 Ancora colloqui telefonici tra Scholz, Putin, Macron. Ma lo zar non si ferma
Cronaca di Stefano Montefiori

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 marzo 2022
Pagina: 10
Autore: Stefano Montefiori
Titolo: «Macron: Putin non vuole fermarsi. Ma Zelensky vede un nuovo approccio»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/03/2022, a pag.10, con il titolo 'Macron: Putin non vuole fermarsi. Ma Zelensky vede un nuovo approccio' l'analisi di Stefano Montefiori.

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Stefano Montefiori

Tregua subito
Il cancelliere tedesco Scholz, Putin, Macron


L'Ucraina viola il diritto umanitario, dice Putin. «Menzogne russe», gli risponde Macron. Ennesima telefonata del presidente francese al leader russo Putin, la seconda in due giorni assieme al cancelliere tedesco Scholz, e le fonti del confermano che Putin non ha alcuna volontà di porre fine alla guerra in Ucraina, come aveva già osservato il premier italiano Draghi quando al vertice di Versailles ha chiarito: «Putin non vuole la pace». Prima di parlare per circa un'ora e mezza con Putin, Macron ha avuto un colloquio col presidente ucraino Zelensky, che invece sottolinea «un approccio fondamentalmente diverso» da parte russa nei contatti diplomatici con gli emissari ucraini. Le due versioni non sono necessariamente in contraddizione: Putin è inflessibile, ma è possibile che i suoi negoziatori lo siano meno e secondo Zelensky almeno loro, a differenza del rapo del Cremlino, «cominciano a parlare e non a porre semplicemente degli ultimatum”. I prossimi giorni diranno se queste aperture sono significative o rappresentano solo una tattica russa per guadagnare tempo in vista di una nuova, ancora più terribile, escalation militare. Non aiuta certo l'annuncio del viceministro degli Esteri Sergej Ryabkov: «La Russia annuncerà presto sanzioni contro i Paesi occidentali, compresi gli Usa. La lista è pronta». Gli sforzi diplomatici vanno avanti su più livelli ma «la nostra non e una mediazione», precisa l'Eliseo. Non è una mediazione perché la Francia e l'Unione Europea stanno dalla parte dell'Ucraina, il Paese aggredito, contro la Russia, il Paese aggressore. Anche il presidente turco Erdogan ha un ruolo, «ma la Turchia non ha deciso sanzioni contro la Russia, noi sì», aggiunge l'Eliseo. Macron ha un canale diretto con Putin ma dietro le quinte altri Paesi europei sono al lavoro. Da parte italiana in particolare si intensificano gli sforzi per organizzare colloqui al più alto livello — in presenza, non telefonici — nei prossimi giorni. L'Eliseo ricorda che Parigi agisce in coordinamento con i partner europei, e il vertice di Versailles ha confermato la speciale intesa politica e personale — anche sulla guerra in Ucraina — tra Macron e Draghi. La Francia presiede fino a giugno il Consiglio Ue, e la Germania ha la guida del G7. Francia e Germania poi hanno una storia negoziale sull'Ucraina nell'ambito del «formato Normandia» che portò ai defunti accordi di Minsk, e per questi motivi Macron e Scholz hanno telefonato insieme a Putin.

Lo scambio telefonico è definito «franco e difficile» dai consiglieri dell'Eliseo, perché «il punto era chiedere conto a Putin dei suoi atti». Tenere aperto il dialogo con Putin non è un segno di cedimento, quando il leader russo accusa l'Ucraina di «violazioni flagranti» dei diritti umani, Macron ribatte che è una menzogna della Russia e che le violazioni — come il bombardamento su Mariupol — arrivano semmai da Mosca. Ma si vuole fare il possibile per non lasciare Putin solo nel suo bunker. Da una parte le telefonate, dall'altra le sanzioni. L'Ue procederà a ulteriori, gravi, misure economiche. «A mano a mano che Putin alzerà il livello dello scontro, noi alzeremo il livello delle sanzioni, come quelle che sono state adottate in passato contro la Corea del Nord o l'Iran», spiega la fonte dell'Eliseo. «Il peggio è sempre possibile. Intendiamo per peggio l'uso di armi illecite», come per esempio quelle chimiche o batteriologiche. Intanto il presidente Zelensky continua a esplorare tutte le strade, in particolare l'aiuto di Israele, e ieri ha chiesto al premier Naftali Bennett di adoperarsi per organizzare a Gerusalemme un incontro diretto tra lui e Putin. L'Unione Europea e la Nato devono fare di più, secondo Zelensky, e per appoggiare la richiesta di una «no-fly zone» il Parlamento ucraino ha diffuso un video dove grazie agli effetti speciali si vedono la Tour Eiffel e Parigi bombardate dall'aviazione russa. «Pensate che quello che sta succedendo non vi riguardi? Oggi tocca all'Ucraina, domani all'Europa intera. La Russia non si fermerà».

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