lunedi` 03 ottobre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
07.03.2022 Che cosa farà l'Occidente per fermare Putin?
Cronaca di Giuseppe Sarcina

Testata: Corriere della Sera
Data: 07 marzo 2022
Pagina: 9
Autore: Giuseppe Sarcina
Titolo: «'Senza i jet ci uccideranno lentamente'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 07/03/2022, a pag. 9, con il titolo 'Senza i jet ci uccideranno lentamente' la cronaca di Giuseppe Sarcina.

Risultati immagini per giuseppe sarcina corriere della sera
Giuseppe Sarcina

Ucraina sull'orlo della guerra? Telefonata Biden-Putin - Formiche.net
Joe Biden, Vladimir Putin

Un appello al giorno per spingere l'Occidente «a fare ancora di più».11 presidente ucraino Volodymyr Zelensky mette insieme valori morali, politica e interessi strategici. Ieri alle 15.30 ha postato un breve video su Twitter. Drammatico: «Mi hanno appena informato che otto missili hanno colpito la pacifica cittadina di Vinnytsia (a ovest di Kiev ndr). Hanno distrutto l'aeroporto. Continuo a chiedere all'Occidente di istituire una "no-fly zone" per motivi umanitari, per proteggerci dai terroristi russi. Ma se non lo volete fare, almeno dateci gli aerei in modo che ci possiamo difendere da soli. Se neanche questa soluzione è possibile, allora significa che anche voi volete che ci uccidano lentamente. Se tutto ciò avverrà, la responsabilità sarà anche vostra, della politica mondiale, dei leader occidentali. Oggi e per sempre». Sabato 5 marzo, il capo dello Stato ucraino si è collegato via «zoom» con circa 300 parlamentari americani. Con loro è stato più pragmatico: «Ho capito che non volete chiudere il nostro spazio aereo, ma allora mandateci subito i jet e fermate l'esportazione russa di gas e petrolio». La Casa Bianca ha promesso circa io miliardi di aiuti militari a Kiev. Ma già da qualche giorno a Washington sta maturando la convinzione che siano necessari interventi più immediati. Joe Biden continua a escludere la «no-fly zone»: sarebbe l'inizio della Terza guerra mondiale. Il Pentagono, però, «sta lavorando» con la Polonia per un'operazione triangolare sui jet: Varsavia potrebbe inviare i Mig-21 di fabbricazione russa che i piloti ucraini potrebbero far volare subito, senza addestramento. I polacchi potrebbero rimpiazzarli con velivoli americani. Ma in serata il governo di Varsavia ha fatto sapere che non manderà gli aerei a Kiev. Si chiama fuori anche l'Italia, con una dichiarazione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio. È chiaro a tutti quanto sia rischioso ospitare gli aerei ucraini sfuggiti agli attacchi di Mosca. E facile immaginare, allora, quale sarebbe la reazione russa, nel caso i caccia polacchi dovessero sorvolare le zone di guerra. Ma il punto è precisamente questo. La spietata offensiva putiniana obbliga Stati Uniti e Nato a un cambio di passo. Anche perché Zelenksy non è disponibile a ripiegare, magari formando un governo in esilio: a Leopoli oppure in territorio polacco. Gli Stati Uniti, pero, stanno preparando un piano di emergenza. Secondo il quotidiano londinese The Sun, 150 Navy Seal americani e 70 militari delle forze speciali britanniche si starebbero addestrando in una base della Lituania, pronti a intervenire a Kiev per salvare Zelensky. Tutte queste indiscrezioni, però, sono smentite con fastidio dallo stesso presidente ucraino e dal suoi più stretti collaboratori. L'escalation, quindi, sembra inevitabile. Ieri il segretario di Stato, Antony Blinken, in un'intervista con la Cnn, ha accusato i russi di «bombardare deliberatamente i civili, commettendo crimini guerra». Poi ha rivelato: «Stiamo discutendo attivamente con i partner europei per bloccare l'export russo di petrolio e gas». E la sanzione più pesante per l'economia russa e, di riflesso, per Paesi come Germania e Italia. Da oggi il tema del gas dominerà, insieme agli aiuti militari, la politica americana. Il Congresso ribolle. Decine di democratici e repubblicani, tra cui anche la Speaker Nancy Pelosi, premono per una decisione immediata.

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, telefonare 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT