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Corriere della Sera Rassegna Stampa
02.03.2022 Putin criminale: bombe sull'Ucraina
Cfronaca di Andrea Marinelli, Guido Olimpo

Testata: Corriere della Sera
Data: 02 marzo 2022
Pagina: 6
Autore: Andrea Marinelli, Guido Olimpo
Titolo: «Bombe termobariche e a grappolo. I russi vogliono seminare il terrore»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 02/03/2022, a pag. 6, l'articolo di Andrea Marinelli, Guido Olimpo dal titolo "Bombe termobariche e a grappolo. I russi vogliono seminare il terrore".

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Mosca ha usato il suo arsenale per mandare molti messaggi. Ha colpito il centro delle città, da Kharkiv a Kiev, provocando vittime civili. Ha usato — secondo alcuni — armi non certo precise, che possono avere un impatto devastante: i missili termobarici e le bombe a grappolo. L'esercito di Putin ha preso di mira l'antenna della tv nazionale per contrastare la propaganda efficace del nemico, abile nel documentare i mezzi abbandonati o distrutti. Ha portato avanti, sia pure con le consuete difficoltà, la testa del drago, il convoglio di mezzi lungo 6o chilometri e diretto verso Kiev, dove potrebbe organizzare un grande assedio. I russi, però, hanno guai — dicono gli americani — nel garantire cibo e benzina alla colonna. E una progressione per fasi, ogni giorno partono dei fendenti, a salire per profondità e durezza. Lo Stato Maggiore ha fatto affluire truppe più robuste, con tank e blindati, per lanciare quando è possibile assalti massicci. Questo sulla carta. Perché comunque gli ucraini si oppongono con la consueta tenacia ostacolando le linee di comunicazione. Fonti riferiscono di perdite pesanti tra gli invasori, si parla di migliaia di vittime, superiori a ogni previsione. Video mostrano veicoli sventrati, cadaveri, blindati abbandonati, razioni scadute. Da Washington sostengono che alcune unità si sarebbero arrese senza sparare: dei soldati russi avrebbero volontariamente sabotato i propri mezzi, bucando i serbatoi della benzina per evitare di combattere. Alcuni esperti ritengono poi che le comunicazioni non sarebbero sempre protette: i contatti avvengono in chiaro e persino con cellulari. Varie testimonianze sostengono che alcuni reparti di reclute siano stati informati solo all'ultimo del reale scopo della mobilitazione, pensavano di partecipare a un'esercitazione.

Solo team di parà e commandos avevano dettagli più precisi, perché dovevano assumere il controllo di un aeroporto. Aspetti che potrebbero essere il risultato anche della confusione, di uno scarso coordinamento. La condotta cauta della prima fase, secondo gli analisti, è determinata da tre fattori: sottovalutazione e disorganizzazione; volontà di evitare danni maggiori; timore di avere troppe perdite. La tenuta del nemico e la lentezza degli spostamenti hanno indotto i russi a usare — secondo Kiev — le armi termobariche: sistemi utilizzati in Siria e che ora colpiscono una capitale europea. Ia testata è composta da gas infiammabile e particelle metalliche: quando esplode, la sostanza si disperde in modo rapido e crea una sorta di «nuvola» o bolla, quindi c'è una nuova deflagrazione. Le conseguenze sono temperature altissime, un'onda d'urto più lunga e ossigeno che brucia. Il colpo non può essere contenuto da un muro, la miscela è in grado di infilarsi negli spazi, in qualsiasi ambiente: viene usata per colpire bersagli asserragliati in un edificio, all'internò di bunker o di grotte. L'impatto è bellico, ma anche psicologico. Ci sono poi segnalazioni sul ricorso alle bombe a grappolo: l'ordigno rilascia sopra l'obiettivo una pioggia di submunizioni che di solito devono esplodere con l'impatto. Sono bombe pericolose anche per i civili: possono non deflagrare e restare a lungo in aree estese. Sarebbero vietate da un accordo internazionale, tuttavia diversi Paesi — fra questi la Russia, ma anche Stati Uniti Cina, Israele e Iran — non lo hanno sottoscritto. Gli effetti di questa nuova fase (parziale) si vedono nelle aree abitate. Pesante il colpo su Kharkiv, dove un missile esploso in mattinata davanti a un ufficio governativo ha ucciso almeno io civili. A Okhtyrka, nel Nordest, 70 militari sono invece morti in una caserma centrata da un attacco pesante. In sei giorni, sostengono da Washington, i russi avrebbero tirato 400 missili. Nella notte sarebbero entrati a Kherson. Qualcuno aveva anche ipotizzato l'arrivo delle truppe bielorusse in soccorso degli uomini di Putin, forse per chiudere il fronte Ovest e ostacolare il flusso di armi in favore degli ucraini. II regime di Lukashenko ha negato, ma fonti militari di Kiev sostengono che alcuni reparti sarebbero entrati nella zona di Chemihiv: in giornata poi è stata pubblicata una foto di Lukashenko davanti a una mappa dell'Ucraina divisa in quattro parti, mentre illustrava movimenti di truppe al Consiglio di sicurezza, anche in direzione della Moldavia. Messaggio o depistaggio? Gli analisti si chiedono quanto potranno resistere le forze ucraine e, soprattutto, quanto dureranno le scorte, militari e alimentari. Una previsione — fosca — avverte: entro una settimana avranno finito le munizioni.

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