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Corriere della Sera Rassegna Stampa
24.11.2021 Le donne yazide che abbiamo dimenticato
Commento di Marta Serafini

Testata: Corriere della Sera
Data: 24 novembre 2021
Pagina: 34
Autore: Marta Serafini
Titolo: «Le donne yazide che abbiamo dimenticato»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/11/2021, a pag. 34, con il titolo "Le donne yazide che abbiamo dimenticato", la cronaca di Marta Serafini.

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Marta Serafini

Il dramma delle donne yazide - di Vian Dakhil [editoriale]

Sono le stesse donne che, in quanto parte di una minoranza religiosa — quella yazida—, sono state vendute come schiave, stuprate e uccise dall'Isis dopo il massacro di Sinjar del 2014. Di quelle giovani i media di tutto il mondo hanno raccontato il dolore. E ancora oggi, a distanza di sette anni, avvocati del calibro di Amal Clooney si battono nei tribunali affinché venga riconosciuto loro lo status di vittime di genocidio. Per loro l'Europa si è spesa in proclami, premi, sostegno e dichiarazioni. Eppure, ora, quelle stesse donne vengono respinte alla frontiera tra (a Bielorussia e la Polonia. E accaduto nei giorni scorsi, quando 430 di loro sono rientrate nel Kurdistan iracheno dopo aver speso tutti i loro risparmi per tentare il viaggio. Erano arrivate alle porte dell'Europa, come altre migliaia di migranti iracheni, siriani e curdi, dopo che la Bielorussia ha iniziato a concedere visti a chiunque voglia tentare l'ingresso in Europa. Una prassi che Minsk — accusa l'Europa — non persegue certo nel nome del diritto umano. Ma che ha messo in atto per esercitare pressione politica su Bruxelles. In mezzo allo scambio di accuse ci sono loro, donne cui il Parlamento europeo ha consegnato il Premio Sacharov nel 2016 e che oggi non hanno nemmeno i soldi per pagarsi il taxi per tornare a casa dall'aeroporto. Ragazze, tra le poche sopravvissute ai massacri deil'Isis di cui abbiamo ascoltato i racconti strazianti dopo che i jihadisti le avevano liberate dietro riscatto e cui molti Paesi europei, in testa la Germania, nel 2015 hanno riconosciuto lo status di rifugiate politiche. Dove è allora il nostro senso di giustizia di fronte a quel muro in Polonia? Dove è lo spirito dell'Europa? Pochi giorni fa un bambino siriano è morto di freddo nella foresta a pochi chilometri dal confine europeo. Accettare i ricatti non è la strada, certo. Ma nemmeno girare la testa dall'altra parte mentre le donne yazide si vedono negato il diritto all'asilo può portare l'Europa molto lontano.

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