lunedi` 15 agosto 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Hillel Neuer smaschera l'antisemitismo dell'Unrwa (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
28.07.2021 India: 17enne indossa i jeans, uccisa
Cronaca di Monica Ricci Sargentini

Testata: Corriere della Sera
Data: 28 luglio 2021
Pagina: 15
Autore: Monica Ricci Sargentini
Titolo: «Neha, uccisa a 17 anni perché indossava i jeans»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/07/2021, a pag.15, con il titolo "Neha, uccisa a 17 anni perché indossava i jeans" il commento di Monica Ricci Sargentini.

Immagine correlata
Monica Ricci Sargentini

17enne uccisa dalla famiglia perché voleva indossare i jeans
Neha Paswan

Neha Paswan sognava di diventare una poliziotta. Il padre, Amarnath, si era spezzato la schiena nei cantieri edili a Ludhiana, una cittadina del Punjab, per mandarla a scuola e poterle offrire il futuro che desiderava. Invece una settimana fa è stata uccisa, ammazzata di botte per un paio di jeans. Accade ancora questo alle ragazze in India, giovani donne di oggi che non possono sentirsi al sicuro neanche all'interno delle loro case. A Neha piaceva vestirsi in modo moderno, racconta la Bbc, così spesso indossava un paio di jeans e un top, un abbigliamento inusuale nel villaggio di Savreji Kharg, dove la ragazza viveva, nel distretto di Deoria, una delle regioni meno sviluppate nello Stato dell'Uttar Pradesh. Lunedì scorso la giovane aveva osservato un giorno di digiuno religioso e si era messa a pregare in jeans quando è stata ripresa dai nonni paterni per il suo abbigliamento. Lei si è ribellata, ha replicato che non si sarebbe cambiata e la discussione è degenerata. I suoi parenti l'hanno picchiata con dei bastoni fino a renderla incosciente. La madre Shakuntala Devi Paswan ha raccontato all'emittente britannica che i suoi suoceri hanno chiamato un taxi e hanno assicurato che l'avrebbero portata in ospedale dove, però, non è mai arrivata. Il suo corpo è stato trovato senza vita, appeso sul ponte che passa sopra il fiume Gandak. Il video della folla intorno al cadavere è agghiacciante. Ia polizia ha arrestato quattro persone: i nonni, uno zio e l'autista dell'auto. Ma altri parenti potrebbero essere coinvolti.

La signora Shakuntala ha raccontato che i suoceri facevano pressioni sulla giovane affinché lasciasse i suoi studi in una scuola locale. Le ragazze e le donne in India, non soltanto nelle zone rurali, vivono in costante stato di pericolo: le femmine rischiano di essere abortite a causa della preferenza per i figli maschi. Crescono spesso in luoghi dove la vita è scandita da rigide regole patriarcali. Ogni gesto di ribellione deve essere punito. La violenza domestica è dilagante, sono diffusi i matrimoni precoci e in media venti donne vengono uccise ogni giorno per aver portato doti insufficienti alle famiglie dei loro sposi. Per questo il caso di Neha è solo una goccia nel mare. Lo scorso mese è diventato virale un video che mostrava una giovane di vent'anni a Alirajpur, nello Stato di Madhya Pradesh, che veniva picchiata dal padre e dai tre fratelli perché era scappata dal marito violento. Qualche giorno prima, nel vicino distretto di Dahr, due ragazzine sono state prese a calci per aver parlato al telefono con un cugino. I filmati mostrano una delle due giovani tirata per i capelli, buttata per terra e colpita con dei bastoni. Sette persone sono state arrestate. I jeans strappati sono diventati il segno della ribellione delle donne indiane. A marzo in migliaia hanno condiviso sui social le loro foto con l'hashtag #rippedjeans dopo che il nuovo primo ministro dello Stato dello Stato dell'Uttarakhand, Tirath Singh Rawat, aveva detto che questo abbigliamento era sia un sintomo che una conseguenza della depravazione morale nella società indiana. Neha Paswan era una di loro.

Per inviare al Corriere della Sera la propria opinione, telefonare: 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT