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Corriere della Sera Rassegna Stampa
26.07.2021 Isaac B. Singer 30 anni dopo: il libro di Fiona Diwan
Recensione di Antonia Arslan

Testata: Corriere della Sera
Data: 26 luglio 2021
Pagina: 26
Autore: Antonia Arslan
Titolo: «Isaac B. Singer, la calda luce della letteratura»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 26/07/2021, a pag.26 con il titolo "Isaac B. Singer, la calda luce della letteratura" la recensione di Antonia Arslan.

Antonia Arslan | Rivista Inchiostro
Antonia Arslan

Un inafferrabile momento di felicità. Eros e sopravvivenza in Isaac B.  Singer : Diwan, Fiona Shelly, Arslan, Antonia, Ascarelli, Roberta:  Amazon.it: Libri
La copertina (Guerini e Associati ed.)

Correva l'anno 1977 quando scoprii Singer (Isaac, naturalmente; il fratello Israel sarebbe venuto dopo), e me ne innamorai perdutamente, come d'altronde è capitato a tantissimi. Ritrovavo la gioia di non riuscire a metter giù un libro, di correre quasi senza flato da una pagina all'altra, della continua sorpresa davanti alle imprevedibili svolte del racconto; e ii piacere di avere davanti personaggi forti, vitali, autentici. Dopo tanti romanzi piatti e sfibranti, opere di mestiere dai confini limitati o ripetitivi, ecco il brillio delle mille luci della vita, in agguato per il lettore «a ogni angolo della storia», come un affascinante caleidoscopio. Si discuteva molto allora della crisi della narrativa e della preconizzata morte del romanzo, destinato ad essere sostituito da indagini critiche pseudo-romanzesche, aforismi, pensose riflessioni d'autore. Ma Singer ti travolgeva. Sembrava avere più storie da raccontare che tempo per farlo; con una specie di balzachiana bulimia, sembrava in pieno Novecento — tornare a colmare alla grande quella sete di ascoltare storie che è propria di ogni essere umano.

Informazione Corretta
Fiona Diwan

Di lui allora mi piacevano soprattutto i racconti. Nella prefazione americana a Gimpel l'idiota, che fu il primo libro suo che lessi (nell'edizione Longanesi dalla copertina in verità poco attraente), Henry Miller scrive, dopo averlo dichiarato un grande maestro e uno scrittore eccezionale: «Finali simili a trasfusioni di sangue: il sognatore che sempre sogna il vero sembra capace di esprimere quasi tutto..- Sia ch'egli scriva di una prostituta, di un ladro, di un assassino, di un apostata odi chiunque altro, Singer immerge il suo personaggio in un'aura di santità... Persino i logori e familiari oggetti della casa e dell'officina o della bottega, sono immersi in questa luce calda di religiosità e di rispetto». Man mano che andavo avanti con la lettura, mi sentivo sempre più coinvolta; ma fu l'ultimo racconto, Breve venerdì, un perfetto capolavoro, che davvero mi introdusse nel suo mondo. Nella storia di Shmul-leibele del villaggio di Lapschitz, «in parte sarto, in parte pellicciaio e del tutto povero», e della sua abile e devota moglie Shoshe, della loro festa del sabato, del loro forte amore e del loro sereno passaggio attraverso la morte, verso «il vero mondo», tangibile e concreto come quello che hanno lasciato (ma più bello? non c'è una parola di troppo, c'e un mondo intero. E tuttavia lo straordinario equilibrio narrativo dei racconti non rappresenta tutto il mondo di Singer che ha scritto tantissimo, romanzi eccezionali, autobiografie, storie per bambini, feuilletons a puntate, poesie; ha riempito centinaia di taccuini con la sua scritturina minuta, e il cui immenso archivio, che oggi è all'università di Austin nel Texas, è ancora in parte inesplorato, e nasconde tesori: là c'è forse anche, si è chiesta la critica, un Hidden Singer, un Singer nascosto? Singer scriveva in yiddish, ma sorvegliava molto da vicino le traduzioni in inglese, a cui spesso partecipava modificando e completando i suoi stessi testi originali. Ma, seguendo il suo estro personale, qualche volta non voleva proprio tradurli, o a un certo punto abbandonava il lavoro. Così sono stati pubblicati solo in anni recenti due romanzi (Keyla la Rossa e Il Ciarlatano) volutamente accantonati dall'autore, eppure particolarmente interessanti per illuminare in profondità le sue opere più celebri, scoprirne le trame ricorrenti e identificare le ossessioni segrete, i nuclei generatori sepolti in profondità. Fiona Diwan li ha percorsi con intelletto d'amore, analizzandoli in sé e in relazione con le opere maggiori, e inseguendo, attraverso i personaggi e le loro storie, le tracce dei temi Ispirativi che sono ossessivamente all'origine dell'opera di Singer. È un magma incandescente di ricordi e di nostalgie, quello che lo possiede, e che egli dominerebbe a fatica, se non riuscisse a padroneggiarlo, riversandolo in una miriade di caratteri, maschili e femminili, e nella continua rivisitazione di una realtà per sempre perduta: la sua complicata famiglia, in bilico fra devozione e ribellione, e ii vitale, palpitante mondo ebraico della sua giovinezza. Questo libro ricostruisce con pacata emozione ed esauriente eleganza le fonti remote della passione vitalistica e della nostalgia (il «vitalismo sessuale» e la pietas memoriale profondamente religiosa, sotterranea e pur sempre presente) che sono alla radice della sua grandezza. Nel raccontare «miseria e nobiltà di esistenze, alla deriva», egli riesce a «mescolare le disgrazie della storia al ridicolo della condizione umana», e traccia il superbo panorama di un'umanità che è debole, vittima e contemporaneamente carnefice, immersa com'è nel vortice del mondo e della sua insensatezza. E dunque sono proprio questi «romanzi imperfetti» che hanno permesso a Fiona Diwan di ridisegnare con mano sicura l'autore insieme con la sua opera, completandone il ritratto e facendo meglio comprendere al lettore la sua originalità e la sua verità poetica.

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