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Corriere della Sera Rassegna Stampa
03.05.2021 Shoah, arte rubata dai nazisti: un convegno a Milano
Commento di Carlo Baroni

Testata: Corriere della Sera
Data: 03 maggio 2021
Pagina: 33
Autore: Carlo Baroni
Titolo: «Arte trafugata dai nazisti. Un viaggio di memoria e riparazione»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/05/2021, a pag.33, con il titolo ''Arte trafugata dai nazisti. Un viaggio di memoria e riparazione" l'analisi di Carlo Baroni.

Questo è stato': arte, memoria, riparazione. L'accidentato cammino di  attuazione dei Principi di Washington in Europa / 'This Has Been': Art,  Memory, Reparation. The Uneven Path towards Implementing the Washington  Principles in
La locandina del film

C'è una Shoah che sopravvive in posti che non diresti. Dove non ci sono cancelli di ferro all'ingresso. Né latrati di aguzzini con le divise stirate e sguardi di mondi che non conoscono un domani. E la Shoah degli oggetti perduti, di una memoria dispersa nel vento. Dietro le cose ci sono storie, gli unici frammenti, spesso, di qualcuno che non ha più nemmeno un nome. Sono le migliaia di opere d'arte (più di 650 mila secondo le stime più attendibili) trafugate dai nazisti alle famiglie ebree e nell'Europa occupata. Con la forza o la promessa, mai mantenuta, di libertà impossibili. Sono finite sulle pareti di musei prestigiosi, nelle collezioni private o nelle case di qualche miliardario. Alcune sono di valore inestimabile. La restituzione non è solo un atto di giustizia. E neanche un mero risarcimento economico. È il tassello di vite che si incastrano di nuovo, anche quando sono già finite. A questo tema e dedicato il convegno internazionale organizzato dall'Alta scuola Federico Stella sulla giustizia penale dell'Università Cattolica di Milano, diretta da Gabrio Forti, il prossimo 6 maggio. II convegno è preceduto, il 5 maggio, da un pomeriggio inaugurale con proiezione del film Hitler contro Picasso e gli altri. A monte ci sono i principi della Conferenza di Washington del 1998 che prevede che i Paesi aderenti collaborino al ritrovamento dei beni trafugati e stabiliscano soluzioni eque per la restituzione dei beni trafugati. «Un'azione legale però — spiega Arianna Visconti, docente alla facoltà di Economia della Cattolica — si scontra con muri invalicabili. Anche quando un'opera d'arte trafugata viene rinvenuta la restituzione è complicata. Di recente un tribunale olandese ha sentenziato in favore di un museo che si era opposto a ridare ai proprietari un Kandinskij. I giudici hanno ritenuto legittima la posizione della Commissione per le restituzioni che aveva valutato come più appropriata la collocazione museale». Ma ci sono anche decisioni favorevoli a chi ha subito ferite così profonde. Nei mesi scorsi II governo francese ha annunciato che restituirà un dipinto di Klimt, esposto al Musée d'Orsay, ai discendenti di Eleonore «Nora» Stiasny, erede di una delle più importanti famiglie ebree austriache. La Francia acquistò l'opera dalla Peter Nathan Gallery di Zurigo nel 1980, ignorando l'oscuro passato della tela. E anche in Italia grazie al lavoro investigativo dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza è stato ridato ai legittimi proprietari, giusto qualche settimana fa, un dipinto di Poussin ritrovato in un mercato di Maastricht. Una caccia cominciata nel 1946. «Gli oggetti rubati parlano delle persone a cui appartenevano sottolinea Claudia Mazzuccato, che insegna Diritto penale e Giustizia riparativa nell'ateneo milanese —, dicono di loro le cose preziose ma anche quelle quotidiane. E allora diventa un bene culturale anche la matita o la bambola appartenuta a un perseguitato. Sono il segno tangibile di chi non c'è più. Come le voci dei bimbi allo Yad Vashem che, se tragicamente non li riportano in vita, li fanno sentire presenti ora. E qui». La memoria che sopravvive, caparbia e tenace. E si fa viva anche quando non la riconosciamo. Una bussola dentro le nebbie del presente. L'arte che diventa testimonianza. Una bellezza che salverà il mondo anche se con colpevole ritardo.

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