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Corriere della Sera Rassegna Stampa
04.03.2021 Insulti a Segre dopo il vaccino: 4 indagati
Cronaca di Cesare Gluzzi

Testata: Corriere della Sera
Data: 04 marzo 2021
Pagina: 17
Autore: Cesare Gluzzi
Titolo: «Insulti a Segre dopo il vaccino: 4 indagati»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 04/03/2021, a pag. 17, con il titolo "Insulti a Segre dopo il vaccino: 4 indagati", la cronaca di Cesare Gluzzi.

Liliana Segre - Wikipedia
Liliana Segre

Hanno insultato la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all'orrore dei lager, con offese e messaggi d'odio che avevano portato il pm Alberto Nobili, a capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, ad aprire un fascicolo per minacce aggravate dall'odio razziale. Per questo sono finiti indagati e perquisiti un 75enne ex operaio tessile di Prato ora residente in Sardegna, e un 40enne di Viterbo, ex panettiere che ha perso il lavoro dopo il lockdown. Sui cellulari del 75enne sono state trovate fotografie di Mussolini e Hitler anche se la Digos esclude una loro adesione a gruppi politici. La senatrice 90enne vive dal 2019 sotto scorta proprio a causa delle minacce di morte ricevute in Rete. Le indagini della polizia postale e della Digos di Milano, diretta da Guido D'Onofrio, hanno permesso così di risalire agli autori dei post pubblicati sui social dopo che la senatrice si è sottoposta al vaccino lo scorso 18 febbraio al Fatebenefratelli ed è diventata testimonial della campagna anti Covid. Oltre ai due perquisiti ci sono due indagati per diffamazione e cinque «profili» (anche quello di una avvocata) sono finiti sotto la lente degli investigatori della Postale diretti da Lisa Di Berardino.

Tra i messaggi ingiuriosi c'è anche quello di un medico di un importante ospedale milanese ricevuto in occasione del voto di fiducia al governo Conte. Il 40enne, a detta degli investigatori, si è mostrato collaborativo e ha fornito subito le password di accesso a social e device. Inoltre ha detto di aver compreso il disvalore delle sue parole. Nelle ore successive, infatti, aveva rimosso il commento e ha chiesto scusa agli inquirenti per quella che ha definito «una cavolata». Diverso l'atteggiamento del 75enne che si è detto «stupefatto» e si è difeso dichiarando di avere espresso la propria opinione «rispetto a una foto che non condivideva» e s'è appellato alla «libertà di espressione». Nei giorni successivi altri hater di Segre avevano cancellato i loro post di insulti e qualcuno finito alla gogna mediatica aveva chiesto scusa. «C'è una scarsissima comprensione delle conseguenze penali da parte di queste persone — hanno spiegato gli inquirenti —. La Rete non è una zona franca e le conseguenze di insulti e minacce si pagano perché è sempre possibile risalire agli autori anche se si utilizzano profili anonimi». Per la senatrice a vita gli atti dei «leoni da tastiera» sono solo «una gran perdita di tempo». Per chi li subisce e per chi li fa. «Ci si fa male — ha detto — a fare cattiverie».

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