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Corriere della Sera Rassegna Stampa
02.02.2021 Fascismo e comunismo, differenze e analogie
Aldo Cazzullo risponde a un lettore

Testata: Corriere della Sera
Data: 02 febbraio 2021
Pagina: 25
Autore: Aldo Cazzullo
Titolo: «Fascismo e comunismo, differenze e analogie»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 02/02/2021 a pag.25, con il titolo "Fascismo e comunismo, differenze e analogie", la risposta di Aldo Cazzullo a un lettore.

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Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
c’è chi non rinuncia a tentare di mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo. Per quanto attiene agli «orrori» scaturiti dall’un regime e dall’altro, penso che il tentativo possa riuscire. È tutto il resto a non farlo andare fino in fondo? Forse perché del comunismo si salva qualcosa (o più di qualcosa) e del fascismo nulla di nulla? Ai giovani e agli studenti di oggi queste cose vanno dette, altrimenti il dualismo fascismo-comunismo continuerà chissà per quanto tempo ancora a produrre feroci incomprensioni. Può fare chiarezza?

Alessandro Prandi

Caro Alessandro,
i fenomeni storici non sono mai uguali gli uni agli altri, quindi sostenere che fascismo e comunismo pari siano è oggettivamente una sciocchezza. Certo, hanno alcune cose in comune: il disprezzo per la democrazia, per il Parlamento, per l’opposizione, per la libertà dell’individuo. Regimi fascisti e comunisti hanno creato campi di concentramento per i dissidenti, in cui si moriva allo stesso modo. Poi bisogna distinguere un’infinità di differenze. Il fascismo, prima che un’ideologia, è il modo in cui Benito Mussolini prese e mantenne il potere in Italia, al prezzo di mutazioni e contraddizioni evidenti: nato anticlericale e antiborghese, il fascismo fece un patto con la Chiesa e con la borghesia italiana. Il nazismo nasce dal progetto criminale di un uomo, che si riproponeva di eliminare fisicamente gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, i bambini nati con disabilità, e quando arrivò al potere attuò quel criminale programma, fino a quando non fu fermato dall’alleanza tra le democrazie occidentali e la Russia comunista. Ricordiamoci che, se l’Italia fu liberata dalla Quinta Armata, ad Auschwitz e a Berlino entrò l’Armata Rossa. Questo non deve farci dimenticare le atrocità dello stalinismo, con l’eliminazione cinicamente programmata di interi ceti sociali, di intere etnie. Non sempre i regimi comunisti hanno provocato autentici genocidi come quello di Stalin in Ucraina e di Pol Pot in Cambogia; ma sempre i regimi comunisti hanno mantenuto il potere con la polizia politica e i campi di prigionia. Ricordare questo non diminuisce di un’oncia le responsabilità del nazifascismo; tra cui c’è quella di aver scatenato la Seconda guerra mondiale e il massacro che ne è seguito.

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