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Bollettino della ComunitÓ ebraica di Milano Rassegna Stampa
02.06.2022 Gli ebrei sotto la croce e la mezzaluna
Commento di Vittorio Robiati Bendaud

Testata: Bollettino della ComunitÓ ebraica di Milano
Data: 02 giugno 2022
Pagina: 8
Autore: Vittorio Robiati Bendaud
Titolo: «Tra i crociati e il sultano: gli ebrei tra alterne fortune»

Riprendiamo dal BOLLETTINO della ComunitÓ ebraica di Milano di giugno 2022, a pag. 8, con il titolo "Tra i crociati e il sultano: gli ebrei tra alterne fortune", l'analisi di Vittorio Robiati Bendaud.

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Vittorio Robiati Bendaud


La popolazione ebraica in alcuni Paesi arabi-musulmani

Per inquadrare le controversie teologico-politiche sul Monte del Tempio consideriamo alcune strutture della teologia della sostituzione, elaborata dal cristianesimo contro l’ebraismo, e poi ripresa dall’islÓm che, a suo modo, la rivolse contro ebrei e cristiani. Chi sostituisce ha un debito incancellabile verso il soggetto che vuole rimpiazzare, l’antecedente da cui trae senso e che continua a essergli contemporaneo. Questa costitutiva dipendenza genera tensione, instabilitÓ e inquietudine. Chi sostituisce, asserendo di essere il compimento o il superamento, prova cosý a legittimarsi, procedendo all’appropriazione del passato della “religione-madreö e alla sua neutralizzazione nel presente e nel futuro, dichiarandola inadeguata e cosý abusiva. Quest’ultima, per˛, non potendo essere del tutto divelta (perchÚ per il sostitutore, oltrechÚ un matricidio, costituirebbe un parziale suicidio), deve essere per forza sottomessa, sý che il suo decadimento confermi e conforti le pretese del sostitutore. Nella tremenda storia dei rapporti tra i tre monoteismi, era inevitabile che Eretz Israel, Gerusalemme e il Monte del Tempio divenissero “luoghi contesiö. E questo non per miserie belliche o empietÓ di malgoverno, ma perchÚ lý inevitabilmente sono messi a nudo i cortocircuiti teologici-politici strutturali citati, ossia la dipendenza di cristianesimo e islÓm dall’ebraismo.

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Profughi ebrei dai Paesi arabi

Le due forme di neutralizzazione e sostituzione (laddove l’islÓm venne influenzato dalla patristica e dal diritto bizantino) hanno una significativa e paradossale differenza. Quella cristiana fu furiosa, perchÚ l’ebraismo le era (ed Ŕ) intrinseco: le Scritture sono quelle ebraiche, Ges¨ era ebreo, Maria e i discepoli pure. Essendo un’ossessione interna, la polemica fu viscerale e devastante. Tuttavia, proprio per questo, nonostante certe tentazioni mai sopite, non si spinse a negare la validitÓ delle Scritture, l’origine divina della Torah e della Profezia, o a distruggere completamente il popolo di Israele: sarebbe stato suicidario. Per l’islÓm la questione Ŕ diversa. Muhammad era arabo; il Qur‘Ón fu scritto in arabo e, dapprincipio, agli arabi si rivolse. Ci˛ autorizz˛ una sostituzione radicale, che si spinge ben pi¨ in lÓ di quella cristiana. L’ebraismo, per˛, risultando meno interno, non coincise con l’ossessione principale dell’islÓm, che comunque, a differenza del cristianesimo, aveva due bersagli polemici (ebrei e cristiani), e non uno solo (l’ebraismo). Gli ebrei, dopo il dominio romano-pagano e bizantino-cristiano, fecero ritorno a Gerusalemme con gli arabi che la conquistarono. In quell’occasione, il patriarca cristiano scongiur˛ il nuovo dominatore islamico di non far tornare gli ebrei. Il califfo non volle ascoltarlo e cosý un po’ di ebrei rientrarono nella cittÓ. Alcuni secoli dopo, Solimano il Magnifico e i suoi immediati discendenti – sultani dell’impero ottomano e califfi legittimi dell’islÓm sunnita – permisero una migrazione ebraica in Galilea, compresa la salita e l’insediamento di molti a Gerusalemme. Ancora si ebbero reazioni furibonde dalle Chiese cristiane, che lasciarono interdetti i musulmani. Vorrei accennare a tre antichi racconti. Parrebbe che in epoca remota gli ebrei, riammessi dagli arabi a Gerusalemme, provvedessero all’illuminazione e al servizio del santuario islamico sul Monte del Tempio. Se, da un lato, questo attesta uno stato di subalternitÓ all’islÓm, Ŕ altrettanto vero che cosý si permetteva agli ebrei di poter pregare sulle rovine del Tempio, presso luoghi di culto che, in quanto islamici, risultavano monoteisti. ╚ di pari interesse che i musulmani avessero scelto ebrei, riconoscendo il carattere monoteista dell’ebraismo, che entrambe le fedi ritengono invece scalfito dal cristianesimo. In altre raccolte si narra che furono alcuni ebrei convertiti all’islÓm a indicare il luogo ove erigere gli edifici islamici, in corrispondenza di quella che ritenevano l’area pi¨ santa del Monte del Tempio, in aperta polemica con l’ebraismo. Non solo: da altri scritti parrebbe che furono sempre degli ebrei rinnegati ad alimentare, presso gli eruditi esegeti musulmani del Qur‘Ón, la tesi secondo cui il figlio di Abramo, legato e da sacrificarsi sull’altare, fosse Ismaele e non Isacco, operando una sostituzione e contribuendo a orientare una differente interpretazione del Qur‘Ón che non specifica l’identitÓ del figlio. Se il Monte del Tempio divenne sacro per i musulmani, quindi, lo fu perchÚ lo era -e lo Ŕ- per gli ebrei. E il fatto che Gerusalemme, pur con l’alta dignitÓ riconosciutale dalla fede islamica, nei molti secoli di dominio musulmano, fosse sempre stata trattata come una secondaria cittÓ di provincia, avvenne perchÚ Ŕ Mecca il fulcro della devozione islamica (e ci˛ che sostituisce non pu˛ avere pari valore di ci˛ che Ŕ sostituito).

L’attuale dilagante, pervasiva, ossessionata e violenta ideologia teologico-politica islamista su Gerusalemme, che infetta i cuori e le menti, il discorso pubblico e la diplomazia Ŕ un prodotto recente, degli ultimi 100 anni, ricco di prestiti esterni, confezionato dal Muftý nazifascista, dai suoi pessimi sodali e dai Fratelli Musulmani. Oltre ai dati storici, anche studi recenti stanno dimostrando, fonti islamiche alla mano, di quanto si tratti di un’operazione simbolica recente… certamente antisemita e a detrimento dell’onorabilitÓ e della fede di tantissimi musulmani contemporanei.

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