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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libero Rassegna Stampa
05.02.2025 Trump: se mi uccidono annientate l’Iran
Cronaca di Libero

Testata: Libero
Data: 05 febbraio 2025
Pagina: 9
Autore: Redazione di Libero
Titolo: «Avviso all’Iran: «Annientato se mi uccide»»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 05/02/2025, a pag. 9, la cronaca "Avviso all’Iran: «Annientato se mi uccide»"

Fra i vari ordini presidenziali firmati da Trump ce n'è uno "molto duro" sull'Iran che prevede la ripresa della politica di massima pressione sulla Repubblica Islamica, per impedirle di dotarsi di armi nucleari e per frenare le sue attività terroristiche all'estero. In caso di attentato a Trump, è prevista una rappresaglia massiccia automatica contro Teheran.

Donald Trump ha firmato ieri nello studio ovale un ordine esecutivo per reimporre la massima pressione sull’Iran. «È molto duro sull’Iran», ha spiegato, dicendosi «combattuto» sulla firma. «Spero che non dovremo usarlo molto» ha aggiunto, «non sono contento di farlo». Il presidente ha anche detto di avere lasciato «istruzioni» nel caso venga ucciso dal regime di Teheran. Se dovesse accadere, ha detto, l’Iran «verrebbe cancellato».
Nel pomeriggio un funzionario dell’amministrazione statunitense aveva annunciato alla stampa che la direttiva di Trump intende negare all’Iran qualsiasi percorso che possa portare alla creazione di un’arma nucleare e contrastare qualsiasi influenza negativa iraniana. Dopo la diffusione della notizia, il petrolio Wti al Nymex ha recuperato dal pesante calo iniziale e ora cede lo 0,66% a 72,68 dollari al barile, dopo essere sceso fino a 70,67 dollari.
L’obiettivo degli Stati Uniti, attraverso la campagna di pressione verso Teheran, è ridurre a zero le esportazioni di petrolio iraniano.

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