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Libero Rassegna Stampa
11.06.2024 Cirio, il bis in Piemonte
Commento di Antonio Castro

Testata: Libero
Data: 11 giugno 2024
Pagina: 17
Autore: Antonio Castro
Titolo: «Il bis in Piemonte nel nome di Silvio»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 11/06/2024, a pag. 17, con il titolo "Il bis in Piemonte nel nome di Silvio" la cronaca di Antonio Castro.

Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte nel 2019, con Silvio Berlusconi. In queste elezioni è stato rieletto per la seconda volta, con una maggioranza assoluta.

Due primati, un rimpianto e qualche preoccupazione. Alberto Cirio, riconfermato presidente della Regione Piemonte, ha atteso senza fiatare nel suo studio di Alba fino al tardo pomeriggio di ieri prima di aprire bocca. E poi ha esultato per il secondo mandato come governatore «che ci permetterà di portare avanti il lavoro iniziato 5 anni fa». Il primo pensiero? «Il centro-destra in Italia è una invenzione di Silvio Berlusconi e a lui io voglio dedicare questo momento». Il cruccio?
«La telefonata da Arcore. Silvio mi manca a livello umano ed emotivo, prima ancora che politico», taglia corto visibilmente commosso.
Però ne ha di che gioire: è lui il primo governatore uscente ad essere riconfermato con un doppio mandato consecutivo. Nel 2019 Cirio, con il 49,86%, sconfisse il governatore uscente Sergio Chiamparino, che si fermò al 35,8%. Oggi non c’è storia: consensi bulgari che viaggiano dal 56,17% a livello regionale al 66,55% della “sua” provincia, Cuneo.
La preoccupazione, ora, è di riuscire a riportare l’economia regionali ai fasti di un tempo («e comunque il Pil piemontese nel primo trimestre dell’anno è cresciuto dello 0,7%. Più della media italiana», mette la mani avanti fiero). E poi ridurre le liste d’attesa sanitarie.
Il moderato piemontese che ha surclassato la paladina della sinistra Pd incolonnando 23 punti di vantaggio (56% a 33), ieri poco dopo le 17 aveva già incassato le «congratulazioni» della sfidante Gianna Pentenero. L’avvocato prestato alla politica che ha asfaltato i grillini e i cespugli vari, nei prossimi 5 annidi mandato avrà poi l’ulteriore vantaggio di partire a razzo.
La macchina amministrativa è già rodata.

Primo progetto? Prima promessa da mantenere?
«Ridurre le liste d’attesa. Negli ultimi 13 anni non si potevamo toccare per i vincoli imposti da un appalto messo in piedi dal centro sinistra. Ma dal prossimo ottobre cambiamo il sistema».
Lei ha un po’ il pallino della sanità.

Sarà che quando scoppiò il caos del Covid si era insediato da meno di un anno. Bella sfida quella. E ora?
«È un impegno: garantire il diritto a curarsi ovunque e a tutti i cittadini indipendentemente dalle condizioni economiche personali. È questo il mio mantra principale. Un impegno con gli elettori che intendo rispettare».
Anche l’occupazione è al centro delle priorità degli italiani. L’ex Fiat, oggi Stellantis, sembra avviata verso la migrazione. Il settore dell’automotive che ci è cresciuto intorno trema...
«Io da buon piemontese sono pragmatico: le cose si fanno con chi c’è. Con il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, (Pd) ci siamo dati da fare e continueremo per potenziare il distretto aerospaziale - che negli ultimi anni ha raddoppiato gli addetti - e infatti le imprese del settore sono tornate ad investire».

E con il Lingotto?
«Entro il 2026 Stellantis si è impegnata a riportare a Mirafiori la realizzazione della 500 ibrida oltre a quella elettrica. Ben 200mila veicoli saranno realizzati a Mirafiori. Poi non dimentichiamo che abbiamo una serie di distretti invidiabili: enologico, agroindustria, gioielleria, lana e fibre pregiate come cashmere, alpaca, mohair».

Il segretario del Pd Elly Schlein ha imputato alla sua maggioranza (Forza Italia, Fdi e Lega) di rappresentare un governo regionale moderato solo in apparenza ma che in realtà è «il laboratorio della peggiore destra». Il Piemonte è un laboratorio politico nazionale?
«Il nostro schieramento ha dimostrato compattezza pur nelle diversità Non siamo tutti uguali, ci mancherebbe. Noi però siamo una vera coalizione. Non la somma aritmetica di tanti pezzi diversi. E poi facciamo una strada comune».

La sua regione rappresenta uno snodo economico e infrastrutturale fondamentale per la proiezione economica dell’Italia in Europa. È riuscito a sbloccare le grandi infrastrutture come la Tav, il terzo valico, Asti Cuneo, Pedemontana e poi il tunnel del Tenda, la tangenziale di Demonte e la seconda canna del Bianco. E ora?
«E adesso vogliamo aprirle. Intanto sono tutte opere che abbiamo sbloccato. E nel nostro Paese non è poco. Rimettendo in connessione il triangolo infrastrutturale Torino, Genova, Milano torneremo a connetterci con le grandi direttrici economiche d’Europa... Mi scusi se è poco».

Una curiosità: lei ama il padel: come è finita la partitella di domenica scorsa che ha giocato a seggi aperti?
«Tre set: due persi, uno vinto. Però era più importante portare a casa la rielezione. Mi creda...».

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