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Libero Rassegna Stampa
10.06.2024 Attacco aereo ucraino contro Putin
Cronaca di Maurizio Stefanini

Testata: Libero
Data: 10 giugno 2024
Pagina: 18
Autore: Maurizio Stefanini
Titolo: «Attacco aereo ucraino in Russia, è la prima volta che succede»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 10/06/2024, a pag. 18, con il titolo "Attacco aereo ucraino in Russia, è la prima volta che succede" l'analisi di Maurizio Stefanini.

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Maurizio Stefanini

L'aviazione ucraina ha colpito una base russa ad Astrakhan, a 600 km dal confine orientale. Si tratta del primo raid così a lungo raggio. Un'umiliazione per Putin: teoricamente la Russia si vanta di essere la seconda potenza militare del mondo e teoricamente è padrona dei cieli d'Ucraina dal 2022. Quando l'Occidente se ne accorgerà?

«I Paesi occidentali si stanno preparando per la guerra con noi ed entrano in una estasi prebellica»: così si lamenta il portavoce di Putin, DmitryPeskov. Aparte i toni delle celebrazioni del D-Day che hanno paragonato Putin a Hitler, ad allarmare il Cremlino è che l’autorizzazione degli stessi occidentali all’Ucraina a usare le armi fornite per colpire il territorio russo ha iniziato a produrre risultati. In particolare, l’aeronautica di Kiev ha colpito per la prima volta un caccia Su-57 in territorio russo, ed ha pure bombardato Begorod con un jet.

LIMITI E CONFINI

Il danneggiamento del Su-57, riferisce l’agenzia di intelligence militare ucraina, è avvenuto con un un attacco all’aeroporto di Akhtubinsk, nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, a quasi 600 chilometri (589, per l’esattezza) di distanza dalla prima linea di guerra. Sarebbe ben oltre l’autorizzazione di Biden agli ucraini di utilizzare i missili americani in territorio russo soltanto vicino al confine, e categoricamente non per colpire Mosca. Ma, appunto, altri fornitori non hanno posto gli stessi limiti, e il concetto di confine può essere parecchio relativo per un territorio immenso come quello russo: ci può essere una intepretazione estensiva nel senso di considerare che l’Ucraina può rispondere per porre termine agli attacchi aerei che martellano il suo territorio e massacrano la sua popolazione.
L’aereo colpito è in effetti il caccia più moderno della Russia, con solo poche unità in servizio nell’aeronautica di Mosca. Può trasportare missili da crociera Kh-59 e Kh-69 che attaccano regolarmente l’Ucraina, compresi obiettivi civili. Il mese scorso l’Ucraina è riuscita ad abbattere sei aerei da combattimento russi nelle regioni di prima linea. Tuttavia, si trattava in gran parte di jet Su-25 utilizzati per il supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra. Da ricordare che nel giorno precedente le forze russe avevano colpito 11 villaggi nell’oblast nordorientale ucraina di Sumy, in 26 diversi attacchi, con 59 esplosioni in 24 ore.
Sta invece nell’area indicata espressamente da Biden la seconda azione, e riguarda anzi quel territorio di Belgorod che, essendo particolarmente esposto, ha iniziato a essere colpito dagli ucraini dall’inizio della guerra. Finora però con droni, missili o azioni di commandos. È quindi la prima volta che opera un jet, sorvolando il territorio nemico. Secondo le informazioni raccolte da Sky News, un aereo ucraino non è chiaro quale velivolo - ha colpito «un centro di comando» russo nell’area di Belgorod. L’emittente britannica fa riferimento a informazioni fornite da una fonte militare ucraina e non aggiunge dettagli relativi all’attacco. «Una missione dell’aviazione ucraina (Uaf) ha colpito un centro di comando a Belgorod. La valutazione dei danni inflitti è ancora in corso. È confermato, si è trattato di un attacco diretto. È il primo attacco aereo dell’Uaf contro un obiettivo in Russia», dice l’anonima fonte militare.
Da giorni, Kiev utilizza armi occidentali per colpire basi da cui sono stati lanciati missili contro la regione di Kharkiv, al confine tra i due Paesi. Allo stesso tipo di sviluppi si riferisce la notizia di un blitz aereo ucraino che ha preso di mira un aeroporto militare vicino alla città di Mozdok, in Ossezia del Nord. Il governatore russo Sergei Menyailo ha assicurato che l’attacco «è stato sventato dalle forze di difesa aerea» e sono stati registrati soltanto «danni di lieve entità e incendi, senza nessun ferito», e tre droni sarebbero stati abbattuti.

INTELLIGENCE MILITARE

In ogni caso l’incursione ucraina ha provocato allarme, tanto che le autorità locali hanno annullato tutti gli eventi di massa. E qua parliamo di ben 700 km dal confine! L’operazione, secondo quanto trapelato da fonti a Kiev, è stata coordinata dal servizio di intelligence militare ucraino, il Gur. Mai finora, tuttavia, gli ucraini si erano spinti così lontano verso il sud della Russia.
«Le strutture militari del nemico non dovrebbero essere sicure», ha detto un ufficiale ucraino. Dall’aeroporto di Mozdok i russi hanno fatto parture aerei MiG-31K e Tupolev Tu-22M per bombardare gli ucraini. La manovra faceva parte di uno sforzo congiunto tra le truppe e gli ufficiali dell’intelligence di Kiev, che hanno identificato l’ubicazione di questo complesso militare. «Si è trattato di un lavoro pianificato dell’intelligence ucraina e dell’applicazione riuscita di mezzi nazionali migliorati», ha dichiarato ai media locali un funzionario della Direzione.

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