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Libero Rassegna Stampa
21.05.2024 Iran, donne, fuochi d’artificio per la morte del boia
Cronaca di Mirko Molteni

Testata: Libero
Data: 21 maggio 2024
Pagina: 12
Autore: Mirko Molteni
Titolo: «Recuperato l'elicottero, è ufficiale: Raisi è morto. Teheran: guasto tecnico. Molti iraniani festeggiano»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 21/05/2024, a pag. 12 con il titolo "Recuperato l'elicottero, è ufficiale: Raisi è morto. Teheran: guasto tecnico. Molti iraniani festeggiano" la cronaca di Mirko Molteni. 

Mirko Molteni
Mirko Molteni

Fuochi d'artificio a Teheran per la morte dell'odiato presidente Raisi. Il "macellaio di Teheran" era uno dei più crudeli persecutori delle donne e dei dissidenti politici. Sotto di lui è stato record di esecuzioni capitali.

Le speranze del regime iraniano di trovare vivo il presidente Ebrahim Raisi, il ministro degli Esteri Hossein Amir Abdollahian e i loro compagni di volo, sono state spazzate via dalla conferma che tutte le persone a bordo dell’elicottero schiantatosi domenica nell'Iran nordoccidentale erano morte carbonizzate.
Il relitto è stato rinvenuto sulle impervie montagne al confine con l'Azerbaigian, vicino al villaggio di Uzi, distretto di Varzaqan. Solo 61 km dal luogo in cui, presso la nuova diga irano-azera sul fiume Arasse, Raisi aveva incontrato il presidente azero Ilham Aliyev per inaugurare lo sbarramento idroelettrico.
Significa che l'elicottero sia caduto una ventina di minuti, forse meno, dopo essere ripartito dalla frontiera azera alla volta del capoluogo provinciale Tabriz. Lì si terranno oggi i funerali del presidente.
Poi il corpo verrà traslato a Teheran e infine inumato a Mashad, sua città natale. I soccorritori hanno raggiunto il luogo dell'impatto a piedi, sotto la pioggia e nella nebbia.
Al ritrovamento ha contribuito la Turchia, a cui l'Iran ha chiesto un drone con sensori notturni. Il presidente Recep Erdogan ha così inviato l'ultimo “grido” della fiorente industria turca di droni Bayraktar, gestita da suo genero Selciuk Bayraktar. È il bimotore Akinci, velivolo-robot lungo 12 metri e con apertura alare di 20 metri, in grado di volare a lungo, ben 25 ore, per scandagliare vaste lande con sofisticati radar.

CINQUE GIORNI DI LUTTO

Terminate le ricerche, i corpi delle 8 vittime sono stati portati a Tabriz. Sono, appunto Raisi e Amirabdollahian, più il generale Mehdi Mousavi, ufficiale Pasdaran della base Ansar al-Mahdi, il pilota, il copilota e il tecnico di bordo, infine il governatore provinciale Malek Rahmati e l’imam di Tabriz Mohammadali Al-Hashem. Il generale Mohammad Bagheri, capo di Stato Maggiore, ha varato un'inchiesta guidata da Sardar Ali Abdulahi, vice coordinatore dello Stato Maggiore.
L’elicottero è stato confermato un Bell 212 americano, risalente a prima della rivoluzione islamica del 1979, lungo 17 metri, con velocità massima di 220 km/h e capacità di 15 passeggeri. Ne vanno verificate usura e manutenzione, sebbene le industrie aeronautiche sorte in Iran potrebbero fabbricare almeno alcuni dei pezzi di ricambio sottoposti a sanzioni. L’agenzia IRNA ha attribuito in serata la sciagura a «un guasto tecnico», anche se la nebbia potrebbe suggerire anche un errore del pilota.
La guida suprema, ayatollah Alì Khamenei, ha decretato 5 giorni di lutto nazionale, durante i quali «sono annullati tutti gli eventi sportivi e culturali». Ma ha assicurato che «non ci saranno vuoti nella politica nazionale».

OGGI L’ASSEMBLEA

Per oggi è convocata l'Assemblea degli Esperti, appena rinnovata in marzo e di cui dev'essere ancora eletto il presidente. La morte di Raisi può alterarne gli equilibri. È già stato designato il vicepresidente Mohammad Mokhber come presidente ad interim, che dovrebbe condurre il Paese a nuove elezioni il 28 giugno. Ma l'ayatollah Khamenei ha il potere, se lo desidera, di “saltare” questo processo, nominando direttamente un presidente. Forse valuterà l'opzione a seconda dell'andamento dell'Assemblea degli Esperti. Agli Esteri è stato nominato Ali Bagheri Kan, già capo negoziatore sul nucleare. Raisi, data la sua carriera giudiziaria, era noto come braccio repressivo del regime. Fin dal 1988, da giovane giudice aveva contribuito all'esecuzione di centinaia di oppositori. Dal 2004 al 2014 è stato vicepresidente della Corte Suprema, dal 2014 al 2016 procuratore generale e dal 2019 al 2021 presidente della Corte Suprema. In un paese spaccato da proteste di piazza, come quelle per l'uccisione di Mahsa Ahmini nel 2022, molti cittadini esasperati dalla repressione hanno accolto la notizia lanciando fuochi d'artificio e diffondendone in rete i filmati. Alcune donne del fronte pro-Mahsa, hanno festeggiato filmandosi senza velo in casa e poi girando per le strade offrendo biscotti ai passanti in segno di festa.

 

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