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Libero Rassegna Stampa
03.05.2024 Macron evoca le truppe per l’Ucraina
Cronaca di Mirko Molteni

Testata: Libero
Data: 03 maggio 2024
Pagina: 17
Autore: Mirko Molteni
Titolo: «Macron evoca le truppe per l’Ucraina»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 03/05/2024, a pag. 17 con il titolo "Macron evoca le truppe per l’Ucraina" la cronaca di Mirko Molteni. 

Mirko Molteni
Mirko Molteni

Emmanuel Macron evoca di nuovo la possibilità di mandare truppe in Ucraina, se i russi dovessero sfondare il fronte ucraino. Realistica o no che sia questa ipotesi, Macron vuole prima di tutto svegliare l'Europa: se Putin vince, siamo minacciati tutti, direttamente, in prima linea. Quindi non possiamo permetterci che l'Ucraina perda.

Il presidente francese Emmanuel Macron torna a suonare le trombe di un intervento occidentale in Ucraina, interpellato dall'Economist: «Se i russi dovessero sfondare le linee del fronte, se ci fosse una richiesta ucraina cosa che oggi non avviene - dovremmo legittimamente porci la domanda». Riandando alla politica di non intervento diretto finora applicata dalla NATO, ha proseguito: «Escluderlo a priori non significa imparare la lezione degli ultimi due anni».

COMMERCIO DI URANIO

Da febbraio Macron evoca truppe francesi e alleate in Ucraina, cioè uno scontro con la Russia, ma i governi europei hanno preso le distanze.
Per ironia, la Francia che alza la voce con la Russia, ci fa ancora affari e per giunta nel settore nucleare. Proprio ieri, infatti, la tivù tedesca ARD ha diffuso una sua inchiesta sul commercio di uranio fra l'agenzia atomica russa Rosatom e quella francese Framatome, che possiede uno stabilimento in territorio tedesco, la fabbrica di elementi combustibili per reattori di Lingen, in Bassa Sassonia. Stando all'inchiesta, navi cargo salpano da San Pietroburgo e sbarcano a Rotterdam, in Olanda, o a Dunkerque, in Francia, uranio che viene riprocessato a Lingen e trasformato in barre adatte ai reattori nucleari di tipo russo. Si pensa che siano adatte anche ai motori dei sottomarini a propulsione nucleare. Il materiale viene poi riportato in Russia, alla Msz di Elektrostal, impianto nucleare legato alle forze armate del Cremlino. Secondo Alexei Schwarz, attivista ambientalista ed ex dipendente dell’oppositore russo Alexei Navalny, spiega: «L’azienda ha licenza di utilizzare l'energia nucleare per scopi di difesa, per fabbricare armi nucleari e strutture per l'energia nucleare per scopi militari. Ogni legame con Rosatom è un investimento nelle armi nucleari russe».
La NATO non intende rischiare una catastrofica guerra atomica combattendo in prima persona per Kiev. La sua parte la assolve rifornendo l'Ucraina e vigilando su «operazioni ibride russe», cioè sabotaggio, spionaggio o disinformazione, stando a una nota del Consiglio Nordatlantico.
Gli Stati Uniti hanno rilanciato accuse ai russi di uso di armi chimiche. Secondo il Dipartimento di Stato USA, i russi avrebbero ancora di recente lanciato su avamposti ucraini granate caricate alla cloropicrina, potente lacrimogeno usato anche come pesticida e letale se in alta concentrazione, proibito dalla convenzione contro le armi chimiche. Dice Washington: «L’uso di tali sostanze chimiche non è un incidente isolato ed è legato al desiderio delle forze russe di sloggiare le forze ucraine dalle posizioni fortificate». Non è una novità, fin dal 2022 russi e ucraini si sono accusati a vicenda di usare aggressivi chimici.
Intanto Human Rights Watch ha denunciato che i russi avrebbero fucilato «15 soldati ucraini che si stavano arrendendo» fra dicembre 2023 e febbraio 2024.
L'esercito russo avanza, tanto che il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, incontrando il capo di Stato maggiore, generale Valery Gerasimov, ha sollecitato l’aumento di forniture per l'esercito, in modo da tenere il ritmo: «Per mantenere il ritmo richiesto dell'offensiva è necessario aumentare il volume e la qualità delle armi e degli equipaggiamenti forniti alle truppe». Nelle ultime ore, i russi hanno seguitato a pressare su Chasiv Yar, chiave di volta per Kramatorsk, attaccando da tre direttrici, nord, est e sud. La città è stata ieri definita «carbonizzata». Fonti russe danno per quasi interamente conquistata Rabotino, nella regione di Zaporizhzhia. Rabotino era stata presa dai russi nel 2022, poi riconquistata dagli ucraini nel 2023, ma dal febbraio 2024 l'esercito russo ha iniziato il prolungato assalto che sarebbe ora al culmine.

CONQUISTE TERRITORIALI

Truppe russe sono entrate a Ocheretin, nel Donetsk, come ammesso dal colonnello ucraino Nazar Voloshyn, secondo cui per difendere l'area si sta ricorrendo al richiamo di “forze di riserva”. Secondo i russi, gli ucraini meditano di lasciare il villaggio a piccoli gruppi, ma se la zona cadesse, verrebbero minacciate le retrovie.
Mosca annuncia inoltre di aver «conquistato completamente il villaggio di Berdychi», nel settore di Avdiivka.
Di fronte al pericolo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto ieri una riunione del suo Stato Maggiore, in cui, appresi dal ministro della Difesa Rustem Umerov i tempi di consegna delle armi occidentali, ha deciso di sollecitarne un’accelerazione.
Zelensky ha fatto il punto sulla preparazione di fortificazioni per cercare di fermare i russi. Ma ha anche destituito il capo della sicurezza informatica dei servizi segreti SBU, Illia Vitiuk, sospettato di corruzione.

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