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Libero Rassegna Stampa
13.04.2024 Germania: le sinagoghe nel mirino delle islamiche
Cronaca di Mauro Zanon

Testata: Libero
Data: 13 aprile 2024
Pagina: 14
Autore: Mauro Zanon
Titolo: «Le sinagoghe nel mirino delle teenager islamiche»

Riprendiamo LIBERO di oggi, 13/04/2024, pag. 14, con il titolo "Le sinagoghe nel mirino delle teenager islamiche", l'analisi di Mauro Zanon

Mauro Zanon
Mauro Zanon

Sinagoga di Dusseldorf, Germania. Quattro ragazze musulmane, dai 13 ai 16 anni di età, sono state arrestate perché pianificavano un attacco alle sinagoghe. Erano giovanissime reclute dell'Isis. Ma anche al di là del terrorismo, l'odio contro gli ebrei è a livelli allarmanti nelle comunità musulmane, in Germania e soprattutto in Francia

Era dal 2015, annus horribilis per l’Europa con gli attacchi a Charlie Hebdo e al Bataclan di Parigi, che la minaccia terroristica non era così elevata nel continente europeo. Nel weekend di Pasqua, quattro minorenni sono stati arrestati dalla polizia tedesca perché pianificavano un attacco terroristico in nome dello Stato islamico. Lo ha annunciato ieri la procura di Düsseldorf, specificando che gli aspiranti kamikaze avevano pianificato «un attacco terroristico di matrice islamista» ed erano «pronti a commetterlo». Il quotidiano Bild ha riportato i dettagli dei quattro fermati: Albina H., 16 anni, di Iserlohn (città della Renania Settentrionale-Westfalia), Wiam S., 15 anni, e altre due ragazze di 13 e 15 annidi Monaco e Düsseldorf.

LAME E MOLOTOV

«Vista l’età dei sospetti e l’inchiesta in corso», si legge nel comunicato, la procura di Düsseldorf non ha dato ulteriori dettagli sul tipo di attentato previsto. Ma stando alle informazioni della Bild, gli adolescenti volevano colpire con coltelli e bombe molotov poliziotti, chiese, sinagoghe, bar e club sportivi a Iserlohn. Sempre secondo il quotidiano tedesco, il padre di una delle ragazze arrestate (Wiam S., studentessa con passaporto tedesco e marocchino), era già noto all’intelligence per aver raccolto soldi da inviare allo Stato islamico con l’obiettivo di finanziare la jihad. In un’intervista alla Süddeutsche Zeitung subito dopo l’attentato islamista di fine marzo al Crocus City Hall di Mosca, la ministra dell’Interno tedesca, Nancy Faeser, aveva sottolineato che «il pericolo del terrorismo islamico rimane acuto”». Le autorità sono ancora più in allerta perché la Germania si prepara a ospitare gli Europei di calcio (14 giugno-14 luglio). Secondo Faeser, «attualmente, la più grande minaccia islamista in Germania (proviene) dallo Stato Islamico – Provincia del Khorasan (Isis-K)». Sempre ieri, a conferma dei timori della ministra dell’Interno, è stato annunciato l’arresto a Essen (Renania Settentrionale-Vestfalia) di un militante dell’Isis, Ossama A. Affiliato allo Stato islamico almeno dal luglio 2012, secondo quanto comunicato dalla Procura generale federale (Gba), sul jihadista pendono vari capi di imputazione: appartenenza a un’organizzazione terroristica straniera, crimini di guerra contro il patrimonio, favoreggiamento di crimini di guerra contro le persone, crimini contro l’umanità e favoreggiamento del genocidio. Ossama A. avrebbe avuto una posizione di comando nell’Hisba, la polizia religiosa dell’Isis, svolgendo inoltre un ruolo centrale nella confisca di abitazioni private in una città della regione siriana di Deir ez-Zor. Negli edifici confiscati, almeno quindici, lo Stato islamico vi ha alloggiato i suoi combattenti. In due casi, gli immobili sono stati anche convertiti in prigioni per yazidi rapiti. Secondo il Gba, l’arrestato ha sostenuto il califfato nella riduzione in schiavitù e nello sfruttamento sessuale di donne e ragazze yazide nel quadro dell’obiettivo dichiarato dei jihadisti di annientare questa comunità.

NELLE SCUOLE

Assieme alla Germania, è la Francia il Paese europeo col più alto numero di islamisti sorvegliati da vicino dai servizi segreti. Nelle ultime settimane, sono stati sventati diversi attacchi sul suolo francese, come confermato dal ministro dell’Interno Gérald Darmanin. Uno, nel quale erano coinvolti cinque individui, aveva come obiettivo la cattedrale gotica di Notre-Dame a Parigi. Un altro, come annunciato dal primo ministro francese Gabriel Attal, club ebraici e locali gay a Marsiglia. «Era molto radicalizzato», ha detto a Europe 1 un agente dei servizi in merito al principale sospetto, un 23enne. A fine marzo, in Belgio, sono stati arrestati quattro giovani che preparavano «un altro Bataclan» in un delle principali sale concerti di Bruxelles, La Botanique. Gli stessi, agli inquirenti, hanno confessato di aver pianificato un attacco contro la Tour Eiffel. Ma l’allarme estremismo, in Francia come in Germania, coinvolge sempre più i minorenni immigrati o figli di immigrati, con violenze ripetute nell’ambiente scolastico. Alcune settimane fa, il preside dell’istituto Maurice Ravel di Parigi, è stato costretto a dimettersi in ragione delle minacce di morte ricevute. Il motivo? Il dirigente scolastico si era permesso di dire a una studentessa di togliersi il velo, dunque di rispettare la legge francese sul divieto di esibire simboli religiosi nei luoghi pubblici. In Italia, la situazione non è come quella francese o tedesca ma le proteste e i boicottaggi contro Israele in molte università (alla Federico II di Napoli, è stato occupato il Rettorato) e le richieste di chiudere le scuole per il Ramadan mostrano che la direzione è la stessa.

 

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