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Libero Rassegna Stampa
15.02.2024 Distrutte le basi Hezbollah
Commento di Mirko Molteni

Testata: Libero
Data: 15 febbraio 2024
Pagina: 4
Autore: Mirko Molteni
Titolo: «Si riapre il fronte del Libano. Distrutte le basi di Hezbollah»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 15/02/2024, a pag. 4 con il titolo "Si riapre il fronte del Libano. Distrutte le basi di Hezbollah" il commento di Mirko Molteni. 

Mirko Molteni
Mirko Molteni
giornalista della tv qatariota Al Jazeera ferito in un attacco aereo su Rafah, Ismail Abu Omar, in realtà «è un vice comandante di compagnia del battaglione orientale di Khan Yunis di Hamas che si è filmato nel kibbutz Nir Oz durante il massacro del 7 ottobre
Ismail Abu Omar, giornalista di Al Jazeera ferito in un attacco aereo su Rafah. Tanto per cambiare si è scoperto che anche questo reporter è in realtà "un vice comandante di Hamas che si è filmato nel kibbutz Nir Oz durante il massacro del 7 ottobre"

Al confine settentrionale israeliano, razzi sparati dagli sciiti libanesi Hezbollah hanno colpito ieri la città di Safed, uccidendo una soldatessa israeliana, Omer Sarah Benjo, 20 anni, e ferendo 8 persone.
Per il ministro della Sicurezza israeliana Ben Gvir «questi non sono singoli attacchi, è una guerra». L'aviazione ebraica ha attuato “raid a ondate” di ritorsione nel Sud del Libano, uccidendo ad Adashit almeno un miliziano, Hassan Ali Najm 'Jihad', 26 anni, ma anche una madre coi suoi due figli a Souaneh. Gli aerei israeliani hanno bersagliato specialmente basi della forza speciale Radwan, gruppo di Hezbollah di cui fanno parte anche palestinesi della Jihad Islamica usati per infiltrazioni.

CAOS A BEIRUT

L'escalation in Libano fa temere per la tenuta di quel fragile stato multireligioso, e il leader del partito cristiano-maronita FL, Samir Geagea, ha accusato il partito sciita Amal d'essere in combutta con Hezbollah nell'ostacolare le elezioni presidenziali e portare il Paese verso la guerra.
È bloccato il dialogo Israele-Hamas per una tregua con scambio di prigionieri. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha bocciato gli incontri del Cairo mediati da Egitto, Stati Uniti e Qatar, accusando i palestinesi di chiedere troppo: «Israele non ha ricevuto nessuna nuova proposta di Hamas sulla liberazione degli ostaggi e non cederà a richieste deliranti. Solo un cambiamento nelle posizioni di Hamas farà avanzare i negoziati». Poi ha confermato l'incombente offensiva ebraica su Rafah, dove si raccolgono 1,4 milioni di sfollati: «Combatteremo fino alla vittoria completa e ciò include un'azione potente anche a Rafah dopo aver permesso alla popolazione civile di lasciare le zone di battaglia». La delegazione ebraica non tornerà in Egitto fino a nuovo ordine.
In serata l'ambasciatore americano in Qatar, Timmy Davis, ha ancora parlato di «cauto ottimismo» ma il capo della CIA William Burns ha lasciato il Cairo. In compenso, è arrivato sul Nilo l'astuto presidente turco Recep Erdogan, che col pretesto del conflitto offre al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, in difficoltà per la crisi a Rafah, una sponda a vantaggio della Turchia.
La prima visita al Cairo di Erdogan dal 2012 ha chiuso anni di gelo seguiti al golpe con cui l’allora generale Al Sisi rovesciò il presidente Mohamed Morsi, espressione della Fratellanza Musulmana vicina a Hamas, Qatar e Turchia.
Il presidente turco e quello egiziano si sono riconciliati appellandosi a «un cessate il fuoco a Gaza». E hanno varato progetti di ricostruzione congiunta della Striscia, ma anche di generale collaborazione economica. Per Al Sisi «c'è accordo con Erdogan sulla Libia, sui confini marittimi e sullo sfruttamento dei giacimenti».

RIAVVICINAMENTO

La guerra ha quindi fruttato al Cairo e ad Ankara l'archiviare una lunga rivalità, che li contrapponeva nella martoriata Libia a sostegno dei rispettivi alleati, cioè i tripolini filoturchi e i cirenaici filoegiziani. Al Sisi ha annunciato inoltre che sarà in Turchia in aprile a suggellare la nuova amicizia. A Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, ieri i paracadutisti della 646° Brigata hanno annientato un gruppo che lanciava razzi anticarro, mentre forze speciali hanno scoperto nuovi tunnel uccidendone gli occupanti. Intanto la Brigata Nahal uccideva 10 miliziani nel centro di Gaza. Il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, ha svelato che un giornalista della tv qatariota Al Jazeera ferito in un attacco aereo su Rafah, Ismail Abu Omar, in realtà «è un vice comandante di compagnia del battaglione orientale di Khan Yunis di Hamas che si è filmato nel kibbutz Nir Oz durante il massacro del 7 ottobre». Già gli israeliani accusavano un altro reporter di Al Jazeera, Mohamed Washah, di essere un miliziano di Hamas. E' iniziata l'evacuazione dall'ospedale Nasser di Khan Yunis di 300 medici e infermieri, 450 pazienti e 10.000 sfollati presenti nel complesso, per cui le truppe israeliane hanno approntato un corridoio di sicurezza.

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