giovedi` 30 maggio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






Libero Rassegna Stampa
13.02.2024 Biden e Cameron contro Netanyahu
Commento di Mirko Molteni

Testata: Libero
Data: 13 febbraio 2024
Pagina: 8
Autore: Mirko Molteni
Titolo: «Biden e Cameron contro Netanyahu»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 13/02/2024, a pag. 8 con il titolo "Biden e Cameron contro Netanyahu" il commento di Mirko Molteni. 

Mirko Molteni
Mirko Molteni


Biden, apri gli occhi! Forse riuscirai a capire qualche cosa. Se vuoi insultare qualcuno, dillo al tuo maestro Obama. E già che ci siamo, fai attenzione alla tua vice, altra eredità di Obama.

La pressione militare su Rafah divide Israele da Stati Uniti e Gran Bretagna. Stando alle tv americane CNN ed NBC, Joe Biden sarebbe «sempre più frustrato» dalla constatazione che Benjamin Netanyahu tira dritto nel progetto d'offensiva. Il presidente americano sarebbe furioso, e, nel parlare ai collaboratori, si riferirebbe a Netanyahu con insulti («stronzo»).
Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha esortato Israele a «fermarsi e riflettere prima di lanciare un'offensiva su Rafah», poiché «ci sono profughi che non possono più spostarsi altrove». Il governo inglese s'è anche accodato a quello statunitense imponendo sanzioni a quattro coloni israeliani della Cisgiordania ritenuti capi di un movimento violento. Israele ha però ribattuto, per bocca del portavoce Eylon Levy, che l'ONU dovrebbe aiutare a evacuare i civili da Rafah: «Esortiamo le agenzie delle Nazioni Unite a cooperare. Non dite che non si può fare. Lavorate con noi per trovare un modo». Levy ha aggiunto, che da ottobre, la forza combattente di Hamas sarebbe stata dimezzata, con circa 12.000 morti fra i miliziani. I raid aerei delle scorse ore hanno causato a Rafah 63 morti secondo la tv qatariota Al Jazeera e 94 per Hamas.
L'Egitto teme l'invasione di profughi, ma il suo ministro degli Esteri Sameh Shoukry ha negato ieri di voler denunciare il trattato di pace con Israele del 1979. Il Cairo ha però rinforzato con truppe e carri armati il confine con Gaza, le cui recinzioni sono state danneggiate da bombe israeliane. Sul fronte del Libano, l'aviazione israeliana ha reagito ai lanci di razzi dei filoiraniani Hezbollah attaccando basi nemiche fra Marun Ras e Tayr Harfa e facendo 4 morti, non si sa se miliziani o civili. Un drone israeliano s'è inoltre spinto su Bint Jibeil centrando un'auto su cui viaggiava un comandante Hezbollah. Nelle stesse ore, il capo degli sciiti libanesi, Hassan Nasrallah, incontrava il segretario della Jihad Islamica Ziad Al Nakhaleh, confermando la comune alleanza con Hamas e Iran. Altri seguaci di Teheran, gli yemeniti Huthi, hanno colpito e danneggiato con missili la nave cargo greco-americana Star Iris, a 74 km a sud di Mocha. L'agenzia britannica per la sicurezza dei traffici navali UKMTO ha confermato che la nave è stata colpita sulla fiancata destra, ma l'equipaggio è incolume.

Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@liberoquotidiano.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT