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Libero Rassegna Stampa
28.11.2023 Elon Musk in Israele, Hamas va distrutta
Cronaca di Matteo Legnani

Testata: Libero
Data: 28 novembre 2023
Pagina: 14
Autore: Matteo Legnani
Titolo: «In visita ai kibbutz con Netanyahu»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 28/11/2023, a pag.14, con il titolo 'In visita ai kibbutz con Netanyahu' il commento di Matteo Legnani.

Da dove arriva l'ossessione di Elon Musk per la lettera X
Elon Musk

Giubbotto antiproiettile sotto la giacca, il boss di X (già Twitter) Elon Musk ha incontrato ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Grazie alla tregua in vigore da venerdì, i due, accompagnati da un imponente apparato di sicurezza, hanno potuto far visita al kibbutz di Kfar Azza. Situato in territorio israeliano, ma a meno di due chilometri dal confine con la Striscia di Gaza, il kibbutz, ora disabitato, è stato inevitabilmente uno dei primi obiettivi colpiti nel corso del blitz compiuto da Hamas lo scorso 7 ottobre. A Kfar Azza, dozzine di civili israeliani sono stati trucidati dai terroristi palestinesi. Musk ha poi raccontato su Twitter di aver visionato immagini le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del kibbutz la mattina di quel tragico giorno, e di essere rimasto sconvolto dalla gioia che i terroristi di Hamas avevano sul volto mentre uccidevano civili innocenti. «È incredibile quello che un essere umano può arrivare a fare, convinto di essere nel giusto o addirittura di fare del bene, quando fin da bambino è stato bombardato dalla propaganda e dalle falsità” ha spiegato il boss di X, che ha anche respinto le accuse formulate a Israele di aver ucciso un numero indiscriminato di civili palestinesi a Gaza, dicendo che «c’è una grande differenza qui, tra chi uccide volontariamente civili innocenti e chi invece, con le sue azioni, cerca di impedire che ciò possa accadere di nuovo». 

STOP ALL’ANTISEMITISMO La visita di Musk in Israele arriva a gettare acqua sul fuoco delle accuse formulate alla piattaforma di cui è proprietario di ospitare contenuti antisemiti, in seguito alla volontà dello stesso Musk di allentare il meccanismo di moderazione dei post. Dal giorno dell'attacco di Hamas contro Israele, in particolare, quei contenuti sarebbero cresciuti del 900%, spingendo decine di aziende che si pubblicizzavano su X a lasciare il social dopo aver visto i loro spot apparire accanto a interventi pro-Nazi. Lo stesso Musk, nelle scorse settimane, era stato accusato di antisemitismo (anche dalla Casa Bianca, che lo aveva apertamente criticato) per aver rilanciato un post che accusava la comunità ebraica di usare nei confronti dei non ebrei quello stesso disprezzo che gli ebrei chiedono non sia più rivolto nei loro confronti. E il miliardario americano fondatore di Tesla non ha certo sprecato l’occasione per riabilitarsi agli occhi del mondo non anti-israeliano, quando ha affermato che «Israele non ha altra scelta se non quella di distruggere Hamas se vuole garantire la sicurezza ai suoi cittadini». Dando poi una botta al cerchio e uno alla botte quando ha promesso che intende «partecipare alla ricostruzione di Gaza una volta terminata la guerra». Il fondatore e ceo di Tesla ha incontrato anche il presidente israeliano Isaac Herzog, che lo ha ammonito ricordandogli che lui e la sua piattaforma hanno «un ruolo enorme nel contrastare l’antisemitismo nel mondo». Le parole di Mister Tesla devono essere arrivate in fretta fino a Parigi, visto che nel pomeriggio di ieri dalla capitale francese è partita l’invettiva rancorosa della sindaca Anne Hidalgo, che in un intervento sul sito di Le Monde ha definito X «una fogna mondiale» e «l’arma di distruzione di massa delle nostre democrazie». Nota per le sue posizioni di ultra sinistra, la Hidalgo ha annunciato di aver lasciato l’ex Twitter. 

BLACKOUT AI TAGLIAGOLE Durante la permanenza in Israele, Musk ha anche raggiunto un accordo di massima col governo di Gerusalemme sull'impiego dei satelliti per comunicazioni Starlink sopra la Striscia di Gaza. Il miliardario americano si era detto favorevole a utilizzarli per supplire alle difficoltà lamentate dai civili palestinesi, che nei giorni del contrattacco israeliano sono stati pressoché tagliati fuori dal mondo. Ieri, il patron di Tesla e il ministro per le Comunicazioni israeliano Shlomo Karhi hanno convenuto sul fatto che l’utilizzo dei satelliti Starlink (operati dalla SpaceX di cui pure Musk è fondatore e proprietario) avvenga solo con l’autorizzazione del governo israeliano, «per impedire che della connettività internet si possa avvantaggiare Hamas».

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