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Libero Rassegna Stampa
19.11.2023 Ucraina, guerra dimenticata
Commento di Carlo Nicolato

Testata: Libero
Data: 19 novembre 2023
Pagina: 1
Autore: Carlo Nicolato
Titolo: «Ucraina, guerra dimenticata»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 19/11/2023, a pag.15, con il titolo 'Ucraina, guerra dimenticata' l'analisi di Carlo Nicolato.

War in Ukraine – weekly update (29.04-05.05.2023) - Fundacja im. Kazimierza  Pułaskiego

L’ultimo aggiornamento dell’intelligence britannica sostiene che durante la scorsa settimana la maggior parte dei combattimenti tra russi e ucraini si è tenuta lungo l’asse di Kupjansk nell’oblast di Lugansk, attorno Avdiivka in quello di Donetsk e sulla riva sinistra del Dnipro nell’oblast di Kherson. Sebbene i russi abbiano sofferto ingenti perdite specie a nord di Donetsk, si parla di 4.000 morti solo nella battaglia di Avdiivka, gli 007 del ministero della Difesa riferiscono che «nessuna delle parti ha ottenuto progressi in alcuna di quelle aree», ovvero che la guerra in questo momento è sostanzialmente in stallo e con l’arrivo del freddo e di condizioni climatiche avverse ci sono poche possibilità di cambiamenti decisivi. L’Institute for the Study of War (ISW) di Washington conferma tutto e aggiunge che sebbene non abbiano fatto progressi nell’area attorno Donetsk, le truppe russe sono leggermente avanzate nella zona a est della città di Urozhayne. Gli analisti scrivono di un leggero spostamento delle forze ucraine verso sud-ovest dalla città di Robotyne nella parte occidentale dell'oblast di Zaporozhye e vicino a Bakhmut nell’oblast di Donetsk. 

POSTAZIONI FISSE L’Ucraina ha confermato di aver creato diverse teste di ponte sulla sponda orientale del Dnepr nell’oblast di Kherson nel tentativo di allontanare le forze russe dall’area da cui possono condurre il fuoco di artiglieria sulla sponda occidentale del Dnipro. In questo tentativo, sostengono i russi, l’Ucraina avrebbe perso quasi 500 uomini. Insomma cambiano i nomi, aumentano considerevolmente le perdite da una parte e dall’altra, ma da questa estate il fronte sostanzialmente non si è mosso e nulla fa pensare che lo farà nei prossimi mesi. Si prevede infatti che i due eserciti si limiteranno a mantenere le posizioni cercando di “fiaccare” per quanto possibile il nemico. La Russia, sostiene l’Economist, ha accumulato missili ed è probabile che attaccherà nuovamente la rete elettrica ucraina. L’Ucraina invece ha accumulato droni e continuerà gli attacchi sulla Crimea. Kiev potrebbe anche estendere i suoi attacchi con gli Atacms americani per colpire la rete elettrica russa, ma si tratta più che altro una strategia di deterrenza dall’impatto militare modesto. In ogni caso l’inverno sarà determinante perché permetterà alle due parti di ricostruire le forze, sia in termini di soldati che in quella di armamenti. Ed è su questo punto che l’Ucraina rischia grosso. La Russia infatti non ha interesse a passare all’offensiva, ha messo insieme abbastanza truppe per mantenere la linea e conta sulla produzione di 2 milioni di proiettili per il 2024, oltre a quelli forniti in modo massiccio dalla Corea del Nord, e di nuovi carri armati e pezzi di artiglieria. L’Ucraina invece è a corto di truppe, tanto che si comincia a parlare di arruolare ragazzi sotto i 20 anni, e soprattutto di munizioni. Ieri due soccorritori sono stati uccisi vicino alla linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia da attacchi missilistici russi contro il villaggio di Komyshuvakha, vicino alla linea del fronte nella regione di Zaporizhzhia. Recentemente Zelensky ha denunciato che dall’inizio della guerra in Medio Oriente le forniture dei proiettili più importanti, quelli da 155 millimetri, sono calate sensibilmente. Ma anche senza lo scoppio della crisi israeliana i soldati ucraini già denunciavano da mesi una mancanza cronica di proiettili. Va detto che dall’inizio della guerra gli Usa hanno fornito qualcosa come 2 milioni di proiettili, raddoppiando la produzione mensile dei 155 millimetri da 12mila a 28mila. Ma non basta, perché l’Ucraina ne usa mediamente 240mila al mese. L’Europa ha di fatto già svuotato le sue scorte e il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha comunicato che non si riuscirà in alcun modo a onorare la consegna da un milione di proiettili promessa per marzo. Temendo di rimanere senza, Kiev sta intensificando gli sforzi per produrre armi e munizioni da sola, e in questa ottica va vista la Conferenza sull'industria militare che si terrà a Washington tra il 6 e 7 dicembre, ma ovviamente sarà necessario altro tempo prima che questo piano diventi effettivo. 

IL PIATTO PIANGE Da qualsiasi parte la si guardi dunque i segnali che arrivano dall’Europa e dagli Usa sono sempre più negativi. La tranche di aiuti americani di ottobre da 350 milioni di dollari è stata la più bassa in quasi un anno e mezzo. Lo scorso mese il presidente Biden ha presentato un pacchetto di spesa per la sicurezza nazionale da 106 miliardi di dollari, 61 dei quali spetterebbero all’Ucraina, ma la sua approvazione, con l’opposizione di parte dei repubblicani e le elezioni in vista, è tutt’altro che scontata. Giovedì prossimo il Senato Usa si riunirà per esaminare la proposta di Biden, ma anche se dovesse passare alla Camera alta il pacchetto dovrà affrontare una battaglia più dura in quella bassa, con alcuni membri del Gop che hanno già dichiarato di voler chiedere voti separati sugli aiuti a Ucraina e Israele. Il pacchetto non verrà bocciato, ma quasi certamente verrà fortemente ridimensionato rendendo sempre più complicate le prospettive di difesa dell’Ucraina.

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