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Libero Rassegna Stampa
18.11.2023 Gli ostaggi muoiono
Commento di Maurizio Stefanini

Testata: Libero
Data: 18 novembre 2023
Pagina: 17
Autore: Maurizio Stefanini
Titolo: «Verso un accordo per la tregua»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 18/11/2023, a pag.17 con il titolo "Verso un accordo per la tregua" il commento di Maurizio Stefanini.

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Maurizio Stefanini

Arab Intellectuals Condemn Hamas Attack On Israel | MEMRI

Fonti di Al-Arabiya riferiscono che tra Israele e Hamas sarà presto raggiunto un accordo di tregua di tre giorni che prevede l'arrivo di aiuti a Gaza e il rilascio di 50 ostaggi, tra donne e bambini, in cambio del rilascio di 50 donne e bambini palestinesi dalle carceri israeliane. Come parte dell’accordo, Israele avrebbe anche acconsentito all’ingresso di quantità limitate di carburante nella Striscia di Gaza sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Le fonti hanno aggiunto che ci sono pressioni degli Stati Uniti su Israele affinché accetti l’accordo. Effettivamente, il gabinetto di guerra israeliano ha approvato all’unanimità una risoluzione congiunta dell'Idf e del Servizio di sicurezza israeliano (Shin Bet) per consentire l'ingresso di due camion cisterna per le necessità delle Nazioni Unite a sostegno delle infrastrutture idriche e fognarie: una decisione presa proprio su richiesta degli Stati Uniti. Le cisterne passerebbero attraverso il valico di Rafah nella zona meridionale della Striscia di Gaza, sotto il controllo dell'Onu. 

DECISIONI CONTESTATE Queste notizie, o per lo meno quella sulla unanimità, sembrano però in parte contraddette da quell’altra secondo cui il ministro Difesa Yoav Gallant minaccerebbe invece di dimettersi. E dall’altra posizione del capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi, secondo cui Israele «non accetterà» un cessate il fuoco fino a quando non ci sarà «un rilascio di massa degli ostaggi presi dai terroristi di Hamas» e che si trovano nella Striscia di Gaza. E anche qualora si dovesse arrivare a un cessate il fuoco per permettere la liberazione degli ostatti «sarà molto limitato e breve perché in seguito continueremo ad avanzare verso i nostri obiettivi», ha precisato Hanegbi. La decisione del gabinetto di guerra di autorizzare l'invio di carburante a Gaza è stata poi duramente contestata dai ministri della Sicurezza nazionale e delle Finanze di Israele, rispettivamente Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Ben Gvir, leader del partito israeliano di estrema destra Otzma Yehudit, ritiene che il gabinetto di guerra «sta portando il Paese ad adottare una politica sbagliata». «Finché i nostri ostaggi non riceveranno nemmeno una visita dalla Croce Rossa, non ha senso fare doni umanitari al nemico», ha detto il ministro. Da parte sua, Smotrich ha definito la decisione del gabinetto di guerra «un grave errore» che «trasmette debolezza» e consente al leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, «di sedersi comodamente nel suo bunker con aria condizionata». Il leader dell'opposizione e oggi membro del gabinetto di guerra Benny Gantz risponde che la fornitura alle organizzazioni internazionali per la Striscia di Gaza nelle prossime 48 ore è un «trasferimento locale approvato per il funzionamento degli impianti di desalinizzazione e delle strutture fognarie e altre esigenze delle organizzazioni internazionali che operano nella Striscia di Gaza». Insomma, «non si tratta di cambiare strategia». La tensione è alta anche per le assicurazioni di Netanyahu secondo cui Israele ha “forti indizi” che degli ostaggi di Hamas siano trattenuti nell’ospedale di Al Shifa. Alla domanda su dove si trovassero attualmente le persone rapite dal gruppo terroristico, il premier israeliano ha semplicemente risposto: «Se erano lì, sono stati portati via». Sia il cadavere della 19enne Noa Marciano che quello della 65enne Yehudit Weiss sono stati trovati vicino all’ospedale. Le Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, provano a rispondere che l’ostaggio israeliano Aryeh Zalmanovitch, figura di riferimento del kibbutz di Nir Oz, da dove era stato rapito lo scorso 7 ottobre, «è morto per attacchi di panico dovuti ai continui raid israeliani su Gaza» Lo hanno annunciato aggiungendo che «presto verrà diffuso materiale che proverà» la morte dell’uomo. Secondo i miliziani, all’ostaggio sono state fornite «cure», ma fatali gli sono stati «i bombardamenti vicino al luogo dove era detenuto a Gaza». L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, si è recato a intanto in visita a Ramallah, dove nel vedersi con il primo ministro dell'Anp Mohammad Shtayyeh ha chiesto il ritorno della stessa Autorità nazionale palestinese nella Striscia di Gaza, come primo punto del piano post conflitto.

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