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Libero Rassegna Stampa
22.08.2021 Ucoii: il nemico in casa
Commento di Gianluca Veneziani

Testata: Libero
Data: 22 agosto 2021
Pagina: 1
Autore: Gianluca Veneziani
Titolo: «I nostri islamici benedicono le esecuzioni»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 22/08/2021, a pag. 1, con il titolo "I nostri islamici benedicono le esecuzioni", il commento di Gianluca Veneziani.

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Davide Piccardo

Ci sono i talebani veri, quelli che sparano sulla folla e seminano il terrore. E poi ci sono i talebani de noantri, di imitazione ma non meno pericolosi, che sparano balle sui giornali e sfiorano il ridicolo. Parliamo di quanti, illuminati sulla via di Kabul, sono convinti che l'avvento dei talebani sia stato un affare. Essi credono che mullah e compagnia armata abbiano preso il potere con il consenso degli afghani (chissà perché, tuttavia, i cittadini fuggono); che non abbiano mai fiancheggiato i terroristi (hanno ospitato per anni Bin Laden? E chi è costui?); che siano personaggi dialoganti (infatti fanno parlare bene le armi) e molto migliori degli americani (chiedere alle donne afghane, che non vedono l'ora di rimettersi il burqa).

Mozione a prima firma Malan per lo scioglimento dell'Unione delle Comunità  e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII) – Lucio Malan

LA LUCE Tra i più accaniti sostenitori di Baradar, il capo talebano, e dei suoi accoliti figura Davide Piccardo, coordinatore del Caim (Coordinatore delle associazioni islamiche di Milano) e direttore di laluce.news, nome divertente dato che difende degli oscurantisti. Sul suo sito Piccardo si è cimentato in una filippica contro gli invasori a stelle e strisce, fautori per 20 anni di una «guerra coloniale» in Afghanistan, funzionale non a «combattere il terrorismo», ma a «stabilire un avamposto in Asia Centrale». In quest'ottica l'11 settembre sarebbe stato «la scusa perfetta per lanciare l'offensiva contro i Talebani». I quali, sebbene «mostrificati» dalla propaganda, sono molto «più umani e corretti degli invasori occidentali», anzi capaci di «portare pace e stabilità» e pertanto arrivati al potere con «ampio consenso» della popolazione. E di certo «non sono terroristi» perché «non hanno mai contemplato la possibilità di compiere attentati in Occidente». No, si sono limitati a ospitare la mente del più grande attentato contro l'Occidente nella storia... E poco importa che, come ha ricordato l'Onu in un report, i talebani continuino a proteggere al Qaeda e ospitarla in 15 province del Paese. Da cui l'allarme negli Usa di nuovi attentati in occasione del ventennale dell' 11 settembre e il rischio di infiltrazione di terroristi tra i profughi. Ma sulla bontà d'animo dei talebani giura anche Massimo Fini che, su la Fatwa Quotidiana, pardon il Fatto Quotidiano, ricorda come i talebani ospitassero Bin Laden in qualità di benefattore: «Bin Laden in Afghanistan godeva di popolarità perché con le sue risorse personali aveva costruito ospedali, strade, infrastrutture». Com'era buono lui... L'unico effetto collaterale del ritorno al potere dei talebani sarebbero le epurazioni ma anche qui, garantisce Fini, non c'è problema: «I "collaborazionisti" potrebbero essere passati per le anni, come si è sempre fatto da che mondo è mondo». E che male c'è. Del resto, anche secondo Piccardo «le ritorsioni, gli arresti, i processi, le condanne e le esecuzioni purtroppo sarebbero normali in una situazione del genere» contro «gente che sosteneva delle forze armate che in questi anni hanno ucciso decine di migliaia di talebani».

LO SCAMBIO E con questi ultimi dunque, esecutori ragionevoli di epurazioni di massa, che si deve dialogare. Lo crede anche il mullah Travaglio per cui, se trattiamo, «può darsi che i vincitori ascoltino» gli sconfitti. Già ce li vediamo i tagliagole ad ascoltare i miti consigli di Europa, grillini e Tale-Biden, il presidente Usa responsabile della fuga dell'Occidente. Gli unici a credere possibile una conversazione con i talebani, oltre a Travaglio, sono l'Ue, Giuseppi Conte e il redivivo Alessandro Di Battista: già celebre per volere «intavolare una discussione» con l'Isis, ieri l'ex 5 Stelle avvertiva che «bisogna parlare con i talebani», se si vorranno «corridoi umanitari per profughi» e «aprire strutture sanitarie». Quindi i talebani sarebbero i garanti di azioni umanitarie. Dibba ha capito tutto, come sempre. Insieme a Travaglio, Fini e Piccardo, potrebbe aspirare a un ruolo nel governo talebano. A proposito, suggeriamo un accordo distensivo ai mullah: noi ci prendiamo i profughi e vi diamo in cambio Dibba e Co.

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