sabato 03 dicembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Dubai ricorda la Notte dei Cristalli (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Shalom Rassegna Stampa
01.08.2022 Nathan Sharansky, Pinchas Goldschmidt: 'Possibile la chiusura dell'Agenzia ebraica a Mosca'
Cronaca di Luca Spizzichino

Testata: Shalom
Data: 01 agosto 2022
Pagina: 1
Autore: Luca Spizzichino
Titolo: «Nathan Sharansky e l'ex rabbino capo di Mosca Goldschmidt: possibile chiusura dell'Agenzia ebraica»
Riprendiamo da SHALOM online la cronaca di Luca Spizzichino dal titolo "Nathan Sharansky e l'ex rabbino capo di Mosca Goldschmidt: possibile chiusura dell'Agenzia ebraica".

Luca Spizzichino | UGEI
Luca Spizzichino

Korona, antisemitler tarafından kullanılıyor” | Şalom Gazetesi
Nathan Sharansky

Natan Sharansky, ex capo dell’Agenzia Ebraica e uno dei refusenik più famosi, ha elogiato il primo ministro Yair Lapid per aver preso una linea dura sulle minacce russe di chiudere l'organizzazione israeliana, e per aver preso una posizione più netta sul conflitto in Ucraina. “Ha portato Israele fuori dalla vergogna globale”, ha affermato Sharansky al sito di notizie Ynet, parlando di Lapid. "La Russia sta cercando di fare pressioni su chiunque per minare le sanzioni occidentali" ha detto l’ex capo dell’Agenzia Ebraica spiegando il motivo della presa di posizione da parte del governo russo. A una settimana dalla notizia della richiesta ufficiale delle autorità russe di “sciogliere” tutte le operazioni della Sochnut nel Paese, il premier israeliano Lapid ha avvertito la Russia che la chiusura dell'organizzazione avrebbe influito negativamente sui legami tra i due paesi, e ha incaricato il ministero degli Esteri di elaborare linee d'azione specifiche che Israele potrebbe intraprendere se la Russia dovesse portare a termine i suoi piani dichiarati per chiudere le operazioni. Nella giornata di ieri un team legale mandato dal governo sarebbe dovuto partire per Mosca, tuttavia le autorità russe non stanno concedendo visti per consentire agli avvocati israeliani di entrare nel paese, riferiscono i media ebraici. La squadra, che sarebbe dovuta partire da Tel Aviv, fa parte dello sforzo israeliano per convincere la Russia a non chiudere l'Agenzia Ebraica. “La Russia sta combattendo una guerra di logoramento contro Israele”, ha affermato Channel 12 citando un alto funzionario.

Rabbi Pinchas Goldschmidt - Institute for Freedom of Faith & Security in  Europe
Pinchas Goldschmidt

Anche l'ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, che ha fatto ufficialmente l'Aliyah dopo essere scappato dalla Russia a causa delle pressioni del governo poco prima dello scoppio della guerra, si è ufficialmente scagliato contro le autorità russe, sostenendo che i loro sforzi avranno un effetto boomerang e alla fine incoraggeranno più ebrei a immigrare in Israele. “Ciò che l'Agenzia Ebraica non è riuscita in quanto a incoraggiamento all’emigrazione, lo ha fatto il governo russo, con le sue politiche negli ultimi mesi e con i combattimenti in Ucraina", ha dichiarato Goldschmidt in una nota. Secondo i funzionari russi l'Agenzia Ebraica sta istigando una "fuga di cervelli" dal paese, cercando specificamente ebrei istruiti e incoraggiandoli a emigrare. "Se la Russia vuole fermare la fuga dei cervelli e fermare l'esodo dei suoi figli migliori, c'è un modo semplice per farlo: fermare immediatamente la guerra", ha affermato. Le azioni intraprese dalla ministero della Giustizia russo tuttavia non sembrano coinvolgere solamente l’Agenzia Ebraica. Secondo quanto appreso dal Jerusalem Post infatti, diverse organizzazioni ebraiche che operano in Russia si trovano in una situazione simile a quella dell'Agenzia Ebraica, in particolare quelle finanziate tramite fondi esteri, come quelli americani e israeliani, come per l’appunto la Sochnut. Le organizzazioni ebraiche considerate locali, senza alcun finanziamento o influenza straniera, non hanno ricevuto alcuna lettera di ammonimento e possono continuare ad operare liberamente, sebbene molte di loro scelgano ancora di mantenere un basso profilo pubblico.

Per inviare a Shalom la propria opinione, telefonare: 06/87450205, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

redazione@shalom.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT