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Shalom Rassegna Stampa
25.07.2022 Il primo museo mondiale dello sport ebraico apre in Israele
Commento di Claudia De Benedetti

Testata: Shalom
Data: 25 luglio 2022
Pagina: 1
Autore: Claudia De Benedetti
Titolo: «Inaugurato a Ramat Gan il primo museo mondiale dello sport ebraico»
Riprendiamo da SHALOM online l'analisi di Claudia De Benedetti dal titolo "Inaugurato a Ramat Gan il primo museo mondiale dello sport ebraico".

Claudia De Benedetti

Inaugurato a Ramat Gan il primo museo mondiale dello sport ebraico

La Maccabiah è stata la cornice perfetta per inaugurare a Ramat Gan The Iris Smith World Sport Jewish Sports Museum ospitato al secondo e al terzo piano della prestigiosa e interamente rinnovata sede del Maccabi World Union. L’esposizione è un unicum nel panorama museale israeliano, è dedicata a tutte le discipline sportive e nata per emozionare gli sportivi e tutti i visitatori che vogliono scoprire la storia dello Stato d’Israele attraverso un lungo viaggio nello sport: una storia di vittorie e sconfitte, di campioni e medaglie olimpiche, di titoli mondiali ed europei, di discriminazioni e di ritiri per odio razziale. Video, fotografie e mirabilia riportano alla memoria di tutti i gesti autentici e le vicende personali dei campioni di Israele di ieri e di oggi: dalle vittime della strage delle Olimpiadi di Monaco 1972, a Yael Arad a Gal Friedman a Linoy Ashram a Shaul Ladany.

Inaugurato a Ramat Gan il primo museo mondiale dello sport ebraico

Il Museo dello Sport è un work in progress che si arricchirà costantemente di cimeli e imprese sportive, un laboratorio di contenuti che raccontano l’unicità dello sport e delle diverse discipline con un occhio di particolare riguardo allo sport paralimpico che è da sempre un fiore all’occhiello dello Stato d’Israele. L’allestimento si snoda in un colorato percorso a pavimento in cui le righe richiamano idealmente alle corsie degli stadi e dei palazzetti dello sport e guidano alla scoperta della storia del Maccabi e della Maccabiade. Il percorso è studiato per raccontare e ripercorrere la nascita dei primi circoli sportivi ebraici fino ad arrivare ai nostri giorni, con il piatto che viene annualmente consegnato alla squadra di calcio vincitrice del campionato israeliano ed è conservato nel Museo. Particolarmente emozionante e incalzante è il percorso dedicato alle testimonianze dei campioni, alle loro imprese destinate a rimanere imperiture. I giovani sono i principali destinatari del Museo, a loro viene data la possibilità di scoprire gli sport, in particolare il basket, il nuoto e il judo, seguendo le carriere dei molti campioni ebrei, atleti famosi, che hanno deciso negli anni di compiere l’aliyà e di continuare la loro attività sportiva in Israele, primo tra tutti il cestista statunitense Tal Brody.

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