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Shalom Rassegna Stampa
28.08.2019 BDS: la cantante pop Madonna dice no al boicottaggio antisemita
Commento di Nicola Zecchini

Testata: Shalom
Data: 28 agosto 2019
Pagina: 29
Autore: Nicola Zecchini
Titolo: «Madonna, una star al di sopra del boicottaggio»
Riprendiamo da SHALOM luglio 2019 a pag.29 con il titolo "Madonna, una star al di sopra del boicottaggio" il commento di Nicola Zecchini.
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Nicola Zecchini


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La sua performance all’Eurovision a Tel Aviv non è passata alla sto - ria per le sue doti canore. Né si è parlato più di tanto dello spettacolo andato in scena: Madonna ha cantato un brano tratto dal suo nuovo album, Madame X, uscito il 14 giugno, e un suo storico pezzo, Like a Prayer, accompagnata da un team di 40 coristi, 25 ballerini, un direttore artistico e un coreografo. Nel video della performance postato il giorno dopo sul canale YouTube della popstar, la voce di Madonna è stata corretta e ripulita da stecche e stonature, ma le polemiche non hanno riguardato quasi per nulla la qualità della sua esibizione. Ancora una volta la decisione di un’artista di esibirsi in Israele è stata preceduta da una massiccia dose di polemiche: non appena avuta la notizia della partecipazione della pop star alla rassegna canora un esercito di una cinquantina di personalità britanniche, tra cui il musicista Peter Gabriel e il regista Kean Loach, si è mobilitato per far cambiare idea a Madonna. Non si è fatto attendere neanche l’immancabile appello di Roger Waters, leggenda dei Pink Floyd e del rock mondiale, che dalle colonne del Guardian ha chiesto alla cantante di ripensarci “se crede nei diritti umani”. “Esibirsi in Israele è un affare lucroso - ha aggiunto Waters - ma così si aiuta a normalizzare l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il massacro di manifestanti disarmati e altre brutte cose”.

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La cantante pop Madonna

Come se non bastasse, agli accorati appelli artistici si è aggiunto quello dei Membri del gruppo Azione palestinese a Londra, che invita ancora una volta Madonna a “boicottare l’apartheid israeliana”. Sembrano davvero lontani i tempi di “Sono solo canzonette”, l’album di Edoardo Bennato uscito nel 1980, perché in Israele, anche le canzonette assumono una valenza politica. Inutili le parole rilasciate dal portavoce dell’Eurovision Song Festival che più volte ha ribadito che la rassegna canora “non è un avvenimento politico, ma un’occasione per unire le persone attraverso la comune passione per la musica”. D’altronde neanche il millantato interesse di Madonna per la religione e la cultura ebraica sembra essere dettato da ragioni profonde. La Regina del pop è stata cresciuta con un'istruzione cattolica ma nel corso della sua vita è stata anche un devota studiosa della Kabbalah portando in molti a credere che avesse scelto l'ebraismo come sua religione. La stessa cantante in un’intervista del 2015 dichiarò di non essersi mai convertita all’ebraismo pur essendo un’appassionata della Kabbalah, ascoltando la lettura della Torah ogni sabato e osservando lo Shabbat. Il suo avvicinamento alla religione ebraica è dovuto a Karen Berg, la donna che ha fatto avvicinare star come Mick Jagger, Harry Styles, Arianna Grande, Paris Hilton e Britney Spears ad un ebraismo spurio in salsa hollywoodiana. Assieme al marito Rav Berg (scomparso nel 2013) ha fondato il Kabbalah Centre a Los Angeles che, secondo molti studiosi tradizionali, insegnerebbe precetti che non c’entrano nulla con la tradizione. D’altronde Veronica Ciccone in arte Madonna non ha mai avuto un rapporto “tradizionale” con la religione e neanche con quella cattolica impartitale dalla madre. La Regina del pop scalò le vette del successo con brani che vennero giudicati addirittura sacrileghi. Nel 1989 il video musicale del singolo Like a Prayer scatenò una raffica di polemiche per le scene in cui la cantante baciava la statua di un santo di colore che si animava, apparendo con le sacre stigmate e danzando davanti a croci in fiamme. Nel 1996 avvenne la presunta conversione o forse sarebbe meglio dire una delle conversioni. Dopo aver preso le - zioni di yiddish dall'amico avvocato Allen Grubman, la star cominciò a farsi chiamare Ester, stella, e comprò una casa nel centro di Tel Aviv. Nel 2013 arrivò però un’altra svolta apparente: sul suo profilo Facebook la cantante pubblicò una fotografia che la ritraeva con indosso un niqab, il velo presente nella tradizione islamica che copre l'intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi. "La rivoluzione dell’amore è in atto... Inshallah" scrisse come commento. Insomma la fede, più che dettata dalla religione, sembra essere quella nello show business e ancora una volta, all’European Contest, più di qualcuno ci è cascato. Rimane il fatto che Madonna - pur massima espressione del star system - non si è fatta piegare alle lusinghe del boicottaggio contro Israele. E per questa va ammirata.

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