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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.09.2022 La Russia e i media italiani
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 settembre 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La Russia e i media italiani»
La Russia e i media italiani
Commento di Deborah Fait

Ho ricevuto da una nostra affezionata lettrice una lettera interessante con una domanda che molti si fanno dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia del dittatore Putin. Rispondendo alla lettera che pubblico qui di seguito, ho fatto alcune considerazioni sulla situazione che stiamo vivendo:

“Cara Deborah, in Francia i due settimanali più letti, L’Express e Le Point, hanno una linea dichiaratamente pro occidentale, anti islam, critici verso la sinistra anti Macron, mentre in Italia, a cominciare da Panorama, da quando è stato comprato dall’editore del quotidiano La Verità (traduzione dal russo Pravda) e i pochi altri settimanali sopravvissuti, sono quando va bene ambigui se non pro Putin, anti Usa ? Cordialmente

Mariuccia Ferri”

 Gentile Mariuccia,
Amo l’Italia perché vi sono nata e vissuta per metà della mia vita ma più il tempo passa più mi sento di non appartenere spiritualmente a questo paese che tragicamente sta sempre dalla parte sbagliata della storia. In questi giorni si parla molto del regno d’Inghilterra e ci è stato ricordato il comportamento dei reali britannici durante la Seconda Guerra Mondiale. La Regina Madre, Mamma di Elisabetta II, chiamata da Hitler “la donna più pericolosa del mondo”, era sempre presente tra i feriti, tra i soldati, tra i suoi sudditi, a curare, a consolare, a prendere posizione chiara contro il nazismo che imperversava in Europa. Più o meno nello stesso tragico periodo, Il “nostro” re, Vittorio Emanuele III, chiamato anche il re traditore, controfirmò le leggi razziste del 1938. Una vergogna con cui l’Italia ancora non ha fatto i conti. Quando nel 1943 Mussolini fu estromesso dal potere, il re non ebbe altra idea che la fuga lasciando l’Italia in balia di sé stessa, nella confusione totale. Questo è solo un esempio, anche se eclatante, di quello che sono stati e sono tuttora i nostri governanti, poche eccezioni a parte. L’Italia della cultura, degli artisti geniali, anche di un paio di politici degni di questo nome, presenta, negli ultimi cent’anni, un ritratto poco edificante di sé. La situazione odierna è colpa dei nostri politici? Ma li eleggiamo noi, quindi siamo altrettanto colpevoli. È colpa dei giornalisti quasi sempre al soldo di qualche partito? Ma potremmo evitare di leggere “quei” giornali e farli implodere su sè stessi. Questo mi fa pensare che L’Italia debba ancora inventarsi come nazione, che tra noi italiani l’amor di patria e la dignità che ne deriva sono ancora, purtroppo, degli optional. Ragion per cui ci muoviamo come il vento, dove ci porta l’ideologia del momento, senza una meta precisa, senza il minimo senso del pudore, a volte. In Italia non si è considerati se non si odiano gli Stati Uniti (e al contempo Israele), chi è veramente à la page deve dire che gli americani sono stupidi e guerrafondai, che Israele è un paese usurpatore, chi non condivide queste idee viene marchiato come fascista. Nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina Putin viene sempre chiamato “presidente” dai media italiani mai dittatore, mai assassino, mai che qualcuno scrivesse con coraggio che da anni questo indemoniato personaggio elimina fisicamente i suoi avversari con le più disparate tecniche. Ricordo che ai tempi di Nikita Khrushev in URSS era di moda morire di raffreddore. Con Putin è diventato di moda il Polonio, il salto dalla finestra e…il suicidio. Niente di tutto questo, né la vigliacca guerra scatenata in Ucraina con migliaia di civili ammazzati, bambin ucraini rapiti e migliaia di giovani soldati russi mandati a morire senza che ne sapessero il motivo, niente, dicevo, farà cambiare idea a molti italiani, politici e giornalisti compresi. Viviamo in un mondo anestetizzato dall’ideologia più perversa dopo il nazismo e con questo dobbiamo fare i conti, purtroppo.
Un cordiale shalom

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Deborah Fait

"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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