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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.06.2022 IC7 - Il commento di Deborah Fait: Palestina e Israele
Dal 12 al 19 giugno 2022

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 giugno 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «IC7 - Il commento di Deborah Fait: Palestina e Israele»
IC7 - Il commento di Deborah Fait: Palestina e Israele
Dal 12 al 19 giugno 2022

Draghi:
Mario Draghi

Da quando Putin ha tagliato le forniture di gas all’Europa, Israele è diventato un paese molto gettonato dai maggiorenti europei. Mario Draghi e Ursula von der Leyen, sono arrivati di corsa, ci hanno rifilato i loro più sdolcinati discorsi di amicizia. Amico mio, amico nostro, vi vogliamo tanto bene, le nostre nazioni sono amiche da sempre…Le solite frasi di circostanza, i soliti sorrisi falsi, le solite strette di mano e poi… all’ONU condannano Israele ogni volta che possono. Mi sono documentata è non c’è stata una volta, una sola, da quando esiste l’ONU, che l’Italia abbia alzato la mano per difendere Israele o per condannare il terrorismo palestinese. Draghi ha parlato contro l’odio, ha detto, con il calore che può avere una medusa, che l’antisemitismo deve cessare di esistere e che dobbiamo essere tutti fratelli. Poi ha lasciato Gerusalemme ed è andato a Ramallah a dire “Questa mia visita riafferma l’ottimo rapporto tra i nostri paesi, nonché il fermo impegno dell’Italia nel processo di pace tra Palestina e Israele” .

Palestine - History, Religion & Conflicts - HISTORY

Allora, veniamo al punto, Israele lo so dove si trova perché ci vivo ma mi riesce difficile individuare, anche sulla carta geografica, quella Palestina di cui si sono riempiti la bocca Draghi e Ursula. Non sarà che intendessero Giudea e Samaria, terre ebraiche da millenni, ritenute tali e assegnate agli ebrei anche dal trattato di Sanremo del 1922? Si, sono proprio quelle i cui nomi originali sono stati cancellati e sostituiti con altri: Cisgiordania, West Bank e poi Palestina. Purtroppo la paura del terrorismo, i soldi e l’antisemitismo, hanno cambiato la storia a nostro danno. Il presidente italiano non ha pronunciato verbo sul terrorismo che continua a ricoprire di sangue la terra di Israele e da parte sua il primo ministro palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha definito Draghi “grande amico della Palestina” per poi iniziare il solito piagnucolamento su “l’escalation israeliana contro il nostro popolo”. Più falso di così si muore. Non solo per il suo personale sostegno al terrorismo ma anche per la situazione dei territori cosiddetti palestinesi dove non esistono diritti di nessun genere, non civili, non religiosi, dove gli arabi cristiani vengono perseguitati e costretti a fuggire in Israele o in America, dove i giornalisti vengono sbattuti in galera o espulsi dall’ordine se non scrivono solo di odio verso Israele. Draghi, che rappresenta un paese democratico e libero, si ritiene amico di questa gente? Complimenti! Che dire inoltre di Ursula von der Leyen, ricevuta in Israele con tutti gli onori dovuti alla sua carica! La sua visita è stata di una ipocrisia smisurata.

Nel momento stesso in cui riceveva il dottorato onorario dall’Università Ben Gurion nel Neghev, e ci ringraziava commossa dichiarando la sua ammirazione per noi, a Bruxelles decidevano di erogare ai palestinesi 250 milioni di euro. L’inchiesta sull’odio antisemita e l’invito ad ammazzare quanti più ebrei possibile di cui sono strapieni i libri di testo palestinesi si è conclusa con un nulla di fatto, possono continuare così, chi se ne frega. E i soldi bloccati per un breve periodo verranno ridati con tante scuse e l’assicurazione che saranno erogati il prima possibile. Il mio disappunto per queste porcherie scompare però di fronte alla firma di intesa per esportare in Europa, attraverso l’Egitto, il gas israeliano. Quale soddisfazione pensare ai tanti antisemiti che quest’inverno dovranno riscaldarsi le ossa grazie a Israele, quanti odiatori di Israele, in primis quel simpaticone di chef Rubio, dovranno cucinare col gas israeliano, verdi di rabbia. Non gli resterà che preparare panini al kebab per i suoi amici arabi se non fosse che anche il kebab va cotto. Certo che la storia è strana, Israele che esporta gas in un’Europa che 80 anni fa lo aveva usato per ammazzare gli ebrei. Abbiamo vinto noi ancora una volta!

Immagine correlata

Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


takinut@gmail.com

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