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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.03.2022 Perchè il Papa e altri capi di stato non vanno a Kiev?
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 marzo 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Perchè il Papa e altri capi di stato non vanno a Kiev?»
Perchè il Papa e altri capi di stato non vanno a Kiev?
Commento di Deborah Fait

A destra: Papa Bergoglio

Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha chiesto ufficialmente al Papa di andare a Kiev. È la domanda che mi frulla nella testa da quando è incominciata la guerra di invasione russa, soprattutto quando ho sentito la notizia che Bergoglio, il 25 marzo, consacrerà la Russia e l'Ucraina alla Madonna di Fatima. A questa notizia, scusate, mi è venuto da ridere, un riso amaro però. Lungi da me l'essere blasfema ma non credo che la Madonna, sia essa di Fatima o di Madjugorje che fa anche miracoli, potrà fare molto per l'Ucraina martoriata. Credo invece fermamente che se Bergoglio in persona, col suo abito bianco e la sua autorità, andasse a camminare davanti alle rovine dei palazzi di Kiev o del teatro di Mariupol, potrebbe fermare persino il tiranno sovietico. I russi sono notoriamente un popolo molto religioso, anche Putin lo è, ho notato che spesso si fa il segno della croce ortodosso, perciò di fronte al Capo della Chiesa cattolica, non oserebbero sparare nemmeno con la cerbottana. Bergoglio che è il capo di stato del paese spiritualmente più importante del mondo, di fronte alla tragedia immane che ha colpito una nazione cristiana, avrebbe dovuto essere già là a gridare "Basta guerre, datevi una calmata cari fratelli russi, in nome di Dio, fermatevi!" Invece si è limitato a incaricare il direttore della stampa vaticana di fare questa dichiarazione: " Bergoglio è vicino alle sofferenze della città, alla sua gente, a chi è dovuto fuggire e a chi è chiamato ad amministrala. Prega il Signore che siano protetti dalla violenza. E per loro e per tutti ribadisce l'appello fatto domenica scorsa con la preghiera dell'angelus: davanti alla barbarie dell'uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano: c'è solo da cessare l'inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri." Dichiarazione che lascia il tempo che trova perché, mentre diceva queste belle parole, le bombe continuavano a cadere, i bambini a morire, le città diventavano dei cimiteri e la barbarie continuava. Detto tra noi, chi ha invaso l'Ucraina se ne frega dell'angelus detto da una finestra di San Pietro a Roma. Non se ne fregherebbe invece della presenza di un Papa tra le rovine di città distrutte. Il sindaco di Kiev, conscio che forse Bergoglio non avrebbe accolto il suo disperato invito, ha proposto come alternativa una videoconferenza congiunta "Ci appelliamo a lei, come leader spirituale, perché mostri la sua compassione e stia con il popolo ucraino diffondendo insieme l'appello della pace". Niente da fare. Sua Santità non risponde eppure è lui che negli anni non ha fatto altro che pronunciare appelli per la pace nel mondo e adesso che basterebbe la sua presenza per far tacere le armi, per far cessare bombe e missili, si limita a parlare di pace da Roma. Beh, i 134 bambini morti, ormai se ne fregano delle sue preghiere e dei suoi inutili appelli. Ma non è solo Bergoglio che dovrebbe andare a Kiev e a Mariupol, ci sono anche Biden e Macron, e Draghi (beh, mettiamoci anche lui, va') e la Merkel ( anche se fuori dai giochi, potrebbe attivarsi, memore della sua importanza in Europa), che potrebbero alzarsi dalle loro poltrone e andare a dire basta al tiranno. E l'Onu? Dove sta l'Onu sempre pronto a condannare Israele in sessioni speciali, ogni volta che un palestinese si rompe un unghia? L'Onu fa il solito schifo e, attraverso il suo segretario Guterres, fa sapere di "non poter essere distratto dal suo compito principale, da una crisi". Quale sarebbe il suo compito principale oltre che condannare Israele e lisciare i caffetani degli ayatollah iraniani o le kefieh dei terroristi palestinesi? Finora l'unico ad avere le palle di andare in Russia per parlare con Putin è stato Bennett, il primo ministro israeliano. Ha ottenuto poco o niente? Si vedrà, intanto lo ha fatto e se altri avessero seguito il suo esempio forse saremmo arrivati a qualcosa di positivo. Forse, ma, di fronte a tale massacro, varrebbe la pena tentare. NO??? Invece, gli altri maggiorenti del mondo si limitano a prendere in mano il telefono e a parlare fra loro, Biden sta due ore al telefono con Xi Jinping. Cosa si sono detti? Hanno parlato di affari? del tempo? Non si sa e forse non si saprà mai. Bergoglio che si era recato, l'estate scorsa, a Lampedusa e in Grecia per perorare la causa dei migranti, ora, per gli ucraini, si limita a pregare la Madonna di Fatima e a dire quanto sia brutta la guerra. Oltre alle preghiere forse servirebbe anche un po' di coraggio se no sarà ricordato come Pio XII che, di fronte a Hitler, si era limitato a benedire Roma e il mondo facendosi trasportare sulla sua sedia gestatoria, senza muovere un dito per salvare l'Europa dal disastro e gli ebrei dalla Shoah.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"

Post scriptum: avviso i miei eventuali lettori che non risponderò a lettere di giustificazioni o simpatia per Putin. A chi mi accuserà di essere di parte, rispondo subito che sì, lo sono. Sto dalla parte della vita, della giustizia e contro ogni dittatura.

takinut@gmail.com

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